Da Kalka a Shimla a bordo del Toy Train

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Mi piace molto raccontare dell’India preferita dai turisti indiani, luoghi che in Italia pochi conoscono, dimenticati negli itinerari per mancanza di tempo o perchè non corrispondenti all’immagine che dell’India si finisce per cercare, per attendere (e anche per prenotare). Oggi racconto di un lento viaggio sui binari di una ferrovia storica che da Kalka, piccola città dell’Haryana ci porta a Shimla, capitale estiva durante l’occupazione britannica, attraverso montagne, lunghissimi tunnel al buio e scenografici ponti di pietra.

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Il Mercatino di Natale a Bolzano

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Se Strasburgo è la più tedesca delle città francesi, Bolzano, o meglio Bozen, è la più austriaca delle città italiane. Elegante, sofisticata e immersa nella natura. La città ospita da più di venti anni uno dei più grandi mercatini di Natale in Italia, enorme ma soprattutto è estremamente popolato, caratteristica che lo fa somigliare a una specie di grande incontro a cielo aperto. Appassionati del genere, o scettici, non potrete fare a meno di comprare qualcosa (e mangiare tanto, perchè i piatti tradizionali e gli snacks sono irresistibili).

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Peperoni ripieni di patate, arachidi e spezie

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In India il consumo dei peperoni dolci è una moda abbastanza recente, i giovani li apprezzano ma le persone mature li guardano ancora diffidenza, stessa cosa accade con i funghi. La prima cosa a incuriosirmi è stato il nome con cui comunemente vengono identificati: Shimla mirch. Che c’entra l’Himachal Pradesh? E perchè non a tutti piacciono queste verdure? Così ho googolato:

Why is Capsicum called Shimla Mirch?

Ed ecco la risposta a entrambe le domande. La coltivazione dei peperoni è stata introdotta dagli inglesi durante gli anni del loro governo, le piantagioni si trovavano intorno alla loro capitale estiva, la città di Shimla, e fino a pochi decenni fa erano considerati un sapore esotico, dolciastro (e costavano molto). Ora i peperoni si possono trovare ovunque e a buon mercato ma c’è ancora chi nei menù li schiva o non ha neanche provato a cucinarli, io li adoro soprattutto nelle ricette indiane e oggi ve li propongo ripieni di un composto di patate, arachidi e spezie.

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Wat Arun e Wat Pho, le due sponde del fiume Chao Praya

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Iniziando a parlare di una città come Bangkok non ho che l’imbarazzo della scelta. La metropoli tentacolare misto di antico moderno e ultramoderno sotto molti aspetti mi ricorda Mumbai, soprattutto nella skyline, nelle file di taxi (non neri come quelli indiani ma rosa shoking) e nella distesa di edifici che si perde all’orizzonte tra case della gente comune e sfavillanti grattacieli. A Bangkok ho dedicato più tempo di quello che avevo in programma perchè non solo è enorme e attraente ma ci sono tanti luoghi d’interesse che non si possono depennare. Per esempio due bellissimi templi sulle rive opposte delle stesso fiume. Wat Arun, il tempio dell’alba, e Wat Pho, luogo dove il riposa in Grande Buddha Disteso, entrambi visitabili nell’arco di mezza giornata. Salite su uno dei frequenti battelli e passate da una sponda all’altra tra decorazioni floreali nate da un magnifico riciclaggio di materiali e una statua gigantesca ricoperta interamente d’oro

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Calcata sospesa nel tempo

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Luogo nascosto, rifugio degli artisti, borgo medievale dalle atmosfere incorrotte, Calcata è una cittadina sospesa nel vuoto e nel tempo, poggiata su una piattaforma di tufo e circondata dai fitti boschi della Valle del Treja. Pare una Montmartre campestre, prima del colonialismo turistico, trasportata nel paesaggio della Tuscia in un anno non ben stabilito e in un contesto molto più silenzioso. 

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