Hallstatt, dal puzzle alla realtà

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Anni fa avevo un puzzle. Anzi, diversi decenni fa a pensarci. Per completarlo ci misi settimane perché i colori del lago e quelli del cielo mi sembravano gli stessi. Trovare una collocazione per tutti quei pezzettini di case di bambola non fu facile. Una volta finito lo incorniciai e lo tenni in cucina ogni giorno, senza sapere se fosse o meno un luogo reale, forse costruito apposta per farci un puzzle. E quell’immagine è rimasta lì, ben chiara ma sconosciuta a lungo, almeno fino a che non ho iniziato a viaggiare (e a usare internet). Ora quel borgo montano ha un posto nella carta geografica e una nazione. Lungo la strada che costeggia il lago ci ho pure passeggiato e mi sentivo esattamente dentro al mio puzzle. Ogni cosa era uguale, non era variato nulla, perfino i fiorellini sui balconi dello stesso colore. Io sono cambiata, gli anni sono cambiati, perfino la cucina non è più la stessa, ma quell’immagine che avevo davanti, dai tempi dei compiti delle elementari è sempre lì, identica. Esiste ed ha un nome. Hallstatt.

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