Cucina Indiana

Peperoni ripieni di patate, arachidi e spezie

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In India il consumo dei peperoni dolci è una moda abbastanza recente, i giovani li apprezzano ma le persone mature li guardano ancora diffidenza, stessa cosa accade con i funghi. La prima cosa a incuriosirmi è stato il nome con cui comunemente vengono identificati: Shimla mirch. Che c’entra l’Himachal Pradesh? E perchè non a tutti piacciono queste verdure? Così ho googolato:

Why is Capsicum called Shimla Mirch?

Ed ecco la risposta a entrambe le domande. La coltivazione dei peperoni è stata introdotta dagli inglesi durante gli anni del loro governo, le piantagioni si trovavano intorno alla loro capitale estiva, la città di Shimla, e fino a pochi decenni fa erano considerati un sapore esotico, dolciastro (e costavano molto). Ora i peperoni si possono trovare ovunque e a buon mercato ma c’è ancora chi nei menù li schiva o non ha neanche provato a cucinarli, io li adoro soprattutto nelle ricette indiane e oggi ve li propongo ripieni di un composto di patate, arachidi e spezie.

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Come è organizzata una cucina indiana

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Come sono le cucine nelle case indiane? Quali gli utensili indispensabili? In realtà ci sono tanti diversi modi di organizzare la cucina in base alla casa e al diverso stile di vita degli abitanti, si passa dal fornello improvvisato con una fiamma (chula), che si trova ancora in alcuni villaggi, alle cucine moderne con mobili ed elettrodomestici multifunzionali negli appartamenti di città. Tuttavia, nelle famiglie della classe media, e anche medio-alta, seppur siano presenti forno, lavastoviglie, frigo, congelatore, frullatori, acqua corrente e quant’altro, gli spazi sono divisi in modo diverso e restano degli ambienti piuttosto semplici, privi di fronzoli, a prescindere dall’aspetto e dall’arredamento del resto della casa. 

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Shahi Paneer, triangolini di formaggio in una salsa rosa

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La cucina indiana è in gran parte vegetariana, ma anche nella top ten dei gusti degli onnivori in India si trovano piatti senza carne nè pesce. Uno dei più amati al Nord (e richiesti nei menù dei ristoranti) è lo Shahi Paneer: triangolini di formaggio fresco galleggianti in una salsa cremosa, piccante, ma anche un po’ dolce. Obbligatorio mangiarlo in compagnia del pane naan (meglio se cotto nel forno tradizionale tandoor). Difficile riprodurre in Italia il sapore particolarissimo della cottura tandoor (a meno che non si possegga un forno apposito) ma almeno con lo shahi paneer ci si muove facilmente con fai da te. Avete imparato a fare il formaggio indiano? Pronta la materia prima gli altri passaggi saranno veloci e semplici.

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