Francia

Les Calanques, fiordi del Mediterraneo

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La Provenza è un sogno. E questo si sa. Tra l’altro meta prima snobbata e ora gettonatissima dagli italiani, complici le foto di campi di lavanda che invadono di viola i social e diventano un’efficace pubblicità. Prima non ci andavano in molti, ora ci stanno tutti. Devo dire che non sono mai riuscita a vedere questa bella regione al momento giusto, anzi, ho fatto collezione di momenti sbagliati. Il non avere a disposizione lavanda alcuna mi ha spinta a ricercare molti altri luoghi, incontrando sempre piacevoli sorprese. Per esempio Cassis, il porto gioiello della Francia, e le sue Calanques.

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Un giro a Frontierland tra canyon e cowboys

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Da ragazzini tutti hanno sognato di essere un cowboy prima o poi, complici anche quei film così duri e spietati sulla legge del piu forte, che non erano certo roba da trasmettere in tv a qualsiasi ora del giorno ma ciò accadeva quasi sempre, soprattutto nei pomeriggi d’estate. Ora non riesco piu a guardarli ma devo dire che i duelli tra la polvere del deserto, le inquadrature delle mani che cercano la rivoltella nella fondina, sguardi di sfida e colonne sonore epiche sono ingredienti molto magnetici sullo schermo, grande o piccolo che sia. Frontierland tra le varie are di Disneyland è quella che strizza l’occhio più agli adulti, rimettendo in moto tutto il loro background di informazioni visive accumulate negli anni, e naturalmente la nostalgia di canyon, cavalcate e famigerati saloon.

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Fuori dalla macchina del tempo (a Main Street USA)

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Tra le tante suggestioni romanzesche e sogni irrealizzati dell’uomo la macchina del tempo è un vero classico. Chi non vorrebbe programmare dei tasti e sentirsi catapultare in un mondo che non ha potuto conoscere e vivere? Chiudere gli occhi un attimo e riaprirli con nuove musiche, odori, abiti e mezzi di trasporto. A parte i personaggi dei film e le loro storie l’altra carta vincente dei parchi Disney è questa. Il desiderio di entrare fisicamente nel passato, e potendo scegliere prenderne solo il meglio. E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino (e i costruttori dei parchi a tema sono veri maestri di marketing) l’ingresso deve avere un’importanza assoluta. Non si entra subito tra giochi, attrazioni (e file chilometriche) ma si passa all’interno di un specie di ombelico introduttivo che riporta in vita l’America di inizio Novecento: Main Street USA.

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