Nel Mondo

Wat Arun e Wat Pho, le due sponde del fiume Chao Praya

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Iniziando a parlare di una città come Bangkok non ho che l’imbarazzo della scelta. La metropoli tentacolare misto di antico moderno e ultramoderno sotto molti aspetti mi ricorda Mumbai, soprattutto nella skyline, nelle file di taxi (non neri come quelli indiani ma rosa shoking) e nella distesa di edifici che si perde all’orizzonte tra case della gente comune e sfavillanti grattacieli. A Bangkok ho dedicato più tempo di quello che avevo in programma perchè non solo è enorme e attraente ma ci sono tanti luoghi d’interesse che non si possono depennare. Per esempio due bellissimi templi sulle rive opposte delle stesso fiume. Wat Arun, il tempio dell’alba, e Wat Pho, luogo dove il riposa in Grande Buddha Disteso, entrambi visitabili nell’arco di mezza giornata. Salite su uno dei frequenti battelli e passate da una sponda all’altra tra decorazioni floreali nate da un magnifico riciclaggio di materiali e una statua gigantesca ricoperta interamente d’oro

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Cayo Largo, ovvero il paradiso in sintesi

Cuba 2006 077h

Se dovessi scegliere un’immagine soltanto per sintetizzare l’idea di paradiso tropicale mi verrebbe in mente subito Cayo Largo. Quella foto da cartolina, ormai alquanto stereotipata, con palme, sabbia bianca di velluto e un mare azzurro e puro come acqua minerale, quel luogo che sembra finto ma che in realtà esiste davvero, ed è una strisciolina di terra a Sud di Cuba, circondata dal Mar dei Caraibi.  Sebbene non sia un’appassionata di vacanze balneari questa piccola isola è un luogo che non sazia mai, un posto incantato dai colori da sogno, un angolo dove tutto è perfetto, il disegno ad acquerello del paradiso.

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L’Umile Amministratore e l’arte del giardino

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Anche se non sono gli unici giardini di Sozhou, quelli dell’Umile Amministratore sono tra i più famosi di tutta la Cina e i più belli della dinastia Ming. Ma di cosa si tratta? Piante, siepi e pagode che si specchiano sull’acqua, ponticelli inarcati come spine dorsali e passaggi a zig zag, progettati per scacciare gli spiriti maligni e stimolare i pensieri.  Un misto di botanica, architettura e filosofia che ha come risultato scenari di rocce, laghetti, padiglioni e i giochi di riflessi, un sapere millenario che cerca di creare armonia tra l’uomo e il paesaggio.  E come mai questo nome? Chi era l’Umile Amministratore? La storia corre indietro al Cinquecento, quando Wang Xianchen, un alto funzionario di stato, una volta lasciata la sua carica pubblica iniziò a creare un giardino nel quale ritirarsi, al progetto dedicò gran parte della sua vita con studio, pazienza e amore.

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