Koh Samui, l’isola felice

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Palme da cocco, spiagge lunghissime di sabbia fine, bianca o dorata, sunset points. Koh Samui pare davvero l’isola dei sogni, con il vantaggio di essere ben organizzata e gestita con rigore. L’attenzione che i thailandesi prestano all’accoglienza turistica è proverbiale, così come la pulizia degli alberghi e dei ristoranti e la cura dei dettagli. L’atmosfera è piuttosto tranquilla (o almeno lo è se paragonata alla vicina Ko Phan Ngan famosa per i suoi sfrenati full moon parties) e si ha la possibilità di trovare hotel di buon livello a prezzi molto vantaggiosi, se non quasi da ostello. Tutto vive di turismo nell’isola ma non si tratta di un’invasione selvaggia come credevo, forse non è più la stessa di qualche anno fa ma il peggio è stato schivato. Sono stata felice di vedere che gli hotel si integrano bene nel verde, nelle spiagge non si piantano molti ombrelloni (anzi sono quasi tutte libere) e alle strutture alberghiere si intervallano chilometri e chilometri di natura, fiori, frutta e cascate. Data la sua popolarità me la immaginavo diversa e sono rimasta sorpresa in positivo. 

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