Tivoli, il parco vintage di Copenhagen

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Il Tivoli Park è una cartolina dal passato, quelle con i disegni a pastello piuttosto che foto patinate. E ci si entra dentro con un salto, come Mary Poppins e il suo ombrellino.  La bellezza di questo luogo non sta nelle attrazioni, nei giochi o nelle architetture ma nel fascino vintage, nell’atmosfera di un’epoca che non c’è più. Elegante, come le cose di una volta, realizzate per durare e con materiali pregiati.  In realtà è una parco a tema piuttosto piccino (ma creatore di tutto il filone, incluso Disney e dintorni). Non è un vero resort dove passare più di una giornata ma piuttosto un giardino dei divertimenti con angoli che ricreano ambientazioni esotiche e giochi per adulti e bambini. Esci e non ti ritrovi in periferia davanti al nulla (o a un mega parcheggio) ma in pieno centro, tra le vie pedonali. 

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La notte il Tivoli diventa buio, ci sono lampadine ma non riescono ad abbattere la notte, quindi al calar della sera tutto è ancora più bello, si passeggia nell’oscurità o quasi, si sente ancora l’atmosfera di un tempo in cui niente era dato per scontato, nemmeno l’illuminazione. Il padiglione moresco scintilla di luci colorate, intorno al laghetto delle lampadine con cappellini di vetro. La sera si popola di ospiti la bella birreria artigianale in vetro, dove si vedono i grandi serbatoi di fermentazione, e i diversi colori della celebre bevanda esposti come una tavolozza.

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Mangiare al Tivoli Park costa, anche un piatto semplice non è esattamente a buon mercato. Ci si siede all’aperto, su tavolini con sedie rotonde impagliate che ricordano la Belle Epoque. Ci sono anche serre e giardini d’inverno con dentro ristoranti eleganti. Si può andare da una parte all’altra in pochi minuti e tornare anche indietro, le distanze non sono troppe. Un giro del giardino e ci si scopre all’interno di un quartiere cinese con la pagoda e i suoi dragoni volanti tra le case, pezzi di muraglia e le iconiche lanterne rosse in mezzo alle quali passano i binari contorti delle montagne russe. Accanto anche il mondo delle favole di Hans Christian Andersen e banchetti del take away in legno, oltre che il gelataio col carretto che che serve con lentezza un cono ogni tanto, rigirandolo con la paletta lentamente.

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Ci si diverte al Tivoli. Si. Ma non è un divertimento a perdita di fiato. E’ bello, piacevole, rilassante. Ci sono giochi, attrazioni, giostre, ma tutto è molto nostalgico e soft. Dopo esser saltati dentro al galeone dei pirati si passa al trenino della miniera, che circonda e perfora una montagna portando i passeggeri ad urlare sulle discese veloci tra una galleria e l’altra. Il luogo più incantevole è il il grande padiglione moresco che di sera appare tempestato di lucine. Ma troverete anche qualche attrazione più da luna park, tipo gli autoscontri, oltre che la giostra classica con le mongolfiere o con i cavalli, alcune night rides in stile Disneyland, ovvero giochi al buio che scivolano sull’acqua e mostrano scene sorprendenti, musica e suggestioni. Si possono portare i bimbi a fare un giro sulle gondoline, oppure tra scivoli e illusioni ottiche. Il piccolo tram giallo compie dei giri del parco e fa salire soprattutto visitatori mini, alcune coppiette invece si dedicano al tiro a segno dove si vincono orsetti di pelouche o bamboline vintage ispirate alla fiabe.

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Un luogo che è stato d’esempio e d’ispirazione per i parchi moderni, anche il signor Disney l’ha visitato più volte prima di aprire il primo cancello dei sogni ad Anheim. Soprattutto Tivoli (che prende il nome dai giardini italiani di Villa d’Este) è un luogo del cuore di Copenhagen, e lo è anche per gli abitanti piuttosto che per i turisti. Gli stessi che hanno un pass permanente e entrano solo per fare merenda dentro questa isola del tempo. I danesi amano le piccole cose, il passato e la natura non sono dettagli, tutto ha un senso e una poesia. Anche se il mondo cambia.

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Senza fronzoli, moderno, essenziale, ma anche nostalgico e un po’ bohemienne. Tivoli park è un classico, e come una bottiglia di vino quando il vetro si copre di polvere il contenuto acquista profumo. E’ il luogo giusto per vedere come era il passato e quanto siamo cambiati noi, i nostri gusti e i nostri ritmi di vita. Come trovare in soffitta dei vecchi giocattoli. E stringerli ancora una volta.

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