Il Museo Internazionale della Profumeria a Grasse

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Un museo dedicato a questa tematica non poteva che nascere nella capitale mondiale dei profumi, Grasse, una città delle Alpes Maritimes celata tra verdissime colline e una natura che sfoggia abiti sempre diversi, dal verde della campagna agli scenari montani e scorci di blu. La Costa Azzurra non è lontana e l’aria sa di iodio e di brezza marina. Il suo belvedere mi ricorda Perugia, solo che invece che scorgere il monte Subasio e la pietra rosa di Assisi l’orizzonte di colpo su apre sul mare. 

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La storia del museo corre indietro nel tempo. Si parte da una collezione privata di reperti legati al mondo della profumeria appartenente a François Carnot nei primi decenni del Novecento, arricchita di donazioni nel corso degli anni e trasformatasi poi nel 1989 in un vero e proprio museo aperto al pubblico. Ampliata e ristrutturata di recente, l’esposizione raggiunge dimensioni notevoli e ingloba anche edifici storici della città, un convento dei dominicani, una serra e l’atrio di un’antica profumeria.

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L’allestimento è impeccabile e scatenerà anche la curiosità dei più scettici. Organizzato in modo moderno e stuzzicante, è un vero e proprio viaggio tra millenni di storia del profumo, del quale non si è solo spettatori ma si viene chiamati a partecipare, a scoprire, toccare e odorare. Un percorso interattivo per conoscere meglio le nostre proprietà sensoriali e gli ingredienti, nella natura e nei laboratori di produzione, in grado di stimolare reazioni di piacere. E resistere al piacere e’ peccaminoso quanto inutile.

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Con tutta probabilità i primi a elaborare dei profumi furono gli Egizi, produttori di unguenti, olii, aromi da ardere anche a scopo rituale e prodotti per l’imbalsamazione. Il profumo, veicolo della comunicazione tra uomini e dei, diventa anche un prezioso alleato per la cura del corpo e il benessere.  La storia continua presentando il culto del corpo nell’Antica Grecia e l’uso di profumi nell’estetica e nella medicina del tempo. I romani, esperti nel combinare pensiero e azione, ereditano e trasformano le usanze greche, allargano il bacino delle importazioni di materie prime e iniziano a preferire la conservazione in vetro. Dall’anfora si passa alla bottiglia. Sempre una marcia in piu’ questi romani.

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Il percorso nella storia continua e tra reperti, fragranze e immagini,  il profumo acquista un’identità ancora più definita,  dal XVII° secolo è sinonimo di elite e di seduzione. Per poi slegarsi piano piano dal suo valore esclusivo per diventare accessibile a tutti e oggetto si sapienti operazioni di marketing.

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Cos’è un’infuso? E la volatilità? E la differenza tra eau de cologne e eau de toilette? Sembra facile ma è un universo complicato e le vere conoscenze, i trucchi, i segreti del mestiere, sono in mano a pochi. Il museo permette di esplorare non solo questo mondo intrigante ma anche i propri sensi e mettersi alla prova, sentendo i profumi di piante, frutti, fiori e elementi della vita quotidiana. Spesso riuscire a scindere le singole percezioni è più difficile del previsto. Vagare tra le stanze di questo inebriante labirinto didattico è un’esperienza squisita.

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Trasformazioni, creatività, sensi. Il profumo è sensazione e comunicazione. Le ultime sale del museo allargano lo sguardo al mondo dei prodotti di bellezza in generale. Dagli accessori da bagno ai beauty case usati secoli fa, cofanetti artistici, quadri  e colonne espositive riservate al trucco. Dal kajal indiano all’immagine delle geishe, dai rossetti sfavillanti ai tatuaggi.  Un viaggio anche attraverso locandine, poster e dipinti di tutte le epoche e da tutto il mondo.

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L’economia della città di Grasse è oggi fortemente guidata dall’industria del profumo, le materie prime giungono da ogni continente e si uniscono alla produzione di fiori e piante locali, particolarmente florida data la natura del paesaggio e del clima della Costa Azzurra. Dal Museo Internazionale della Profumeria si esce soddisfatti, sazi di aromi e fragranze e pure un po’ confusi. Ma si fa giusto in tempo a varcare la soglia e iniziare a camminare per le strette vie del centro per venire di nuovo avvolti da nubi di profumo. Da dove vengono? E’ ancora l’effetto del museo? No. Questa volta sono erogatori che spruzzano, in senso letterale, scie di profumo sopra la testa dei visitatori. Insomma, non c’e’ modo di liberarsene. A Grasse il profumo è ovunque, vi rincorrerà ad ogni angolo, e non potrete fare a meno di comprarne. Vi si appiccicherà alle mani come colla. Avvertiti.

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