Les Calanques, fiordi del Mediterraneo

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La Provenza è un sogno. E questo si sa. Tra l’altro meta prima snobbata e ora gettonatissima dagli italiani, complici le foto di campi di lavanda che invadono di viola i social e diventano un’efficace pubblicità. Prima non ci andavano in molti, ora ci stanno tutti. Devo dire che non sono mai riuscita a vedere questa bella regione al momento giusto, anzi, ho fatto collezione di momenti sbagliati. Il non avere a disposizione lavanda alcuna mi ha spinta a ricercare molti altri luoghi, incontrando sempre piacevoli sorprese. Per esempio Cassis, il porto gioiello della Francia, e le sue Calanques.

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Rocce bianche a ridosso del mare, a volte popolate da alberi che sfidano la gravità aggrappati ad esse. Mare blu, che si illumina di turchese ai primi raggi del sole,  calette seminascoste dove si rifugiano canoisti o amanti del trekking. La costa tra Marsiglia e Cassis è uno spettacolare susseguirsi di insenature, spessi massicci calcarei di colore bianco scavati dai fiumi prima che innalzasse il livello del mare. Cio che vediamo è quasi una punta di un iceberg, il lato B delle Calanques è oggi un grande plastico sommerso.  Anche se ci sono passeggiate (guidate) disponibili per escursionisti di vari livelli, la soluzione più comoda è il giro in barca, si entra piano piano nelle gole e la vista dal mare lascia ammutoliti.  Qualche minuto di sosta in contemplazione, poi si riparte. Nuovo giro nuova calanque!!

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Ci sono vari tour disponibili, i più economici e veloci vi fanno vedere solo tre, da Port Miou a En Vau. Fermarsi a quel punto significa perdersi il meglio!! Dato che la visita è tutta un crescendo di bellezze e sensazioni, non fate assolutamente il giro corto! Investite un po’ più di tempo e denaro, vedetele tutte e non ve ne pentirete, sarà uno dei ricordi migliori che porterete a casa dal vostro viaggio in Provenza.

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Il fascino delle Calanques è anche dovuto alla loro inaccessibilità, raggiungerle non è impossibile ma estremamente faticoso (in molti casi limitato), la scelta ricade su ore di trekking livello esperti o canoisti a un passo dalle olimpiadi.  Si possono scegliere gite alle Calanque sia da Marsiglia che da La Ciotat, io mi sento di consigliare Cassis, che oltre ad essere un luogo incantevole dal punto di vista naturalistico ha anche un porticciolo grazioso. Il Parco Nazionale è bellissimo, dall’aspetto lunare, il paesaggio cambia ad ogni gola e nel giro di pochi minuti si passa dalla costa francese ad uno scenario che pare nordico, ma più austero e selvaggio.  In passato le bianchissime rocce sono state saccheggiate per trasformarsi in monumenti, tra cui il faro di Cassis, parte della Cattedrale di Marsiglia … e perfino la base delle Statua della Liberta di New York!

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Essendo Cassis un porto concentrato sul contatto col mare, una volta parcheggiata l’auto non dovrete far altro che scendere, scendere, scendere per le viuzze fino ad incontrare la riva, il forte e le barche ormeggiate. A quel punto riconoscere la biglietteria sarà un attimo. Vedrete una casetta in legno con le immagini delle Calanques. Ma ancor prima vedrete la fila. In primavera – estate bella lunga. Sempre. I prezzi per la visita in barca variano dai 16 ai 28 euro a persona, e il tempo necessario dai 45 minuti alle 2 ore, a seconda del percorso scelto. Tutti i tour partono con la visita di  Port Miou, la prima insenatura che si incontra partendo da Cassis, è ancora abbastanza domestica e affollata, con barche ormeggiate e segni della presenza umana. C’è poi Port Pin, caratterizzata da tanti alberelli profumati, i Pini d’Aleppo.

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Da En Vau gli scenari si fanno più spettacolari e drammatici, le rocce aguzze e quasi impenetrabili, un paesaggio che toglie il fiato. L’acqua è turchese e limpidissima, la spiaggia da sogno è particolarmente amata dagli escursionisti che si concedono il meritato riposo dopo la loro impresa. Nella calanques di Devenson  si entra in un vero e proprio fiordo, quì palcoscenici naturali mettono in mostra alberi solitari, o dita di pietra, le rocce diventano alte, a coprire il cielo. La Calanque d’Oule, con formazioni che ricordano le canne d’organo, sembra una di quelle fisarmoniche di carta dalle punte affilate che si ritagliavano da bambini. Un paesaggio molto particolare e suggestivo. E poi Sougiton, fino a Port Morgiou, famoso per essere il luogo in cui meglio si racconta la storia della formazione di questi fiordi europei, a 37 metri di profondità si trova infatti una grotta, un tempo appartenente alle terre emerse, dove si conservano graffiti e pitture rupestri preistoriche.

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Leggendo tra le opzioni delle escursioni organizzate offerte dalle compagnie croceristiche ho notato che in molti scali a Marsiglia viene proposto un giro delle Calanques, in genere si visitano da 4 a 6 insenature e in alcuni casi fa l’itinerario contrario a quello che ho fatto io da Cassis. Non ho provato questa escursione ma essendo stata piacevolmente sorpresa dalla bellezza del Parco Nazionale non posso che consigliare qualsiasi opportunita per andarne alla scoperta. Il mare sa essere spettacolare. Ancor più quando incontra la terra.

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