Moustiers Saint Marie, il borgo della stella sospesa

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Considerato uno dei borghi più belli della Francia, Moustiers Saint Marie sembra un presepe provenzale in grande scala. Diviso in due da un torrente, e ornato da una stella d’oro sospesa tra due montagne, Moustiers nasce come luogo di rifugio e vanta una storia millenaria che corre indietro al 432 d.C quando dei monaci inziarono a scavare  grotte nel tufo. Il villaggio è nato gradualmente dal luogo di pellegrinaggio per la cappella di Notre Dame di Beavuoir e una grotta dedicata al culto di Maria Maddalena, che pare abbia passato proprio in Provenza gli ultimi anni della sua vita, almeno secondo la leggenda. Gli abitanti delle campagne si sono trasferiti nel centro abitato emergente poco a poco e il villaggio ha iniziato ad assumere l’aspetto che conserva ancora oggi.

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Il paesaggio intorno rende Moustiers un luogo magico. Per raggiungerlo si attraversa una campagna scenografica e si incontra lungo il percorso un belvedere pazzesco sulle acque color smeraldo delle Gole del Verdon e del Lago Saint Croix. Appena passate le gole, una fila interminabile di camper alla ricerca di un parcheggio. Capisco di essere finalmente arrivata a Moustiers Saint Marie. Troviamo un posto per l’auto e pure dei turisti francesi gentilissimi in grado di far funzionare un parchimetro riluttante. Dal parcheggio non si vede ancora niente, solo rocce e qualche albero, al massimo un paio di case, dopo una breve passeggiata ecco che l’aspetto fiabesco del villaggio inizia ad apparire, gradino dopo gradino. Piazzette, vicoli e case antiche ristrutturate, quasi da ogni angolo del paese è possibile scorgere la stella d’oro, sulla quale si narrano diverse leggende, anche se la sua origine è ancora misteriosa, pare sia stata l’ex voto di un nobile catturato durante le crociate e tornato nonsisacome al suo villaggio natale. La vita della stella è altrettanto avventurosa, sospesa grazie ad una catena spessa lunga 227 metri, caduta più volte a causa delle intemperie, sostituita da argento ad oro, smontata e nascosta durante la Rivoluzione Francese per ritornare al suo posto anni più tardi, durante la Restaurazione.

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Come sono arrivata fin quì? Tra vicoletti ripidi e scalinate non proprio facili da affrontare con una bimba di tre mesi in carrozzina? (Non fate come me, portatevi il marsupio). In teoria sarei dovuta andare al mare. Della serie “porta al mare la bimba che le fa bene” e altri centomila commenti sul tema provenienti da amici, parenti e pure lontani e vaghi conoscenti. Vincendo la mia riluttanza per ombrellone e sdraio ho passato serate intere a cercare un appartamento (economico) in Costa Azzurra, ho preparato la classica borsa con teli e costumi, e ho pure comprato la crema solare. Poi, dopo il primo giorno di sabbiature forzate mi sono alzata e al posto del sacco della spiaggia ho preparato quello con i panini, e poi via, alla scoperta dell’entroterra. Pochi chilometri verso la campagna e il paesaggio mi aveva già conquistata, un cielo terso e colori brillanti, villaggi quasi disabitati, rocce e montagne, antichi monasteri e variopinti mercati.

Moustiers Saint Marie

Prima di partire trovate il tempo di visitare il Museo della Maiolica.  La produzione artigianale di Moustiers divenne famosa in tutta la Francia nel momento in cui Luigi XIV, per far quadrare i conti, decise di apparecchiare la tavola con la ceramica piuttosto che con metalli preziosi. Le raffinate decorazioni di Moustiers giunsero fino ai banchetti di Versailles, diventando un prodotto d’elite. Le botteghe artigiane sopravvivono ancora, ma il loro fascino è minacciato dalla straripante quantità di oggettisca provenzale varia, alcune volte di qualità, molte altre no. Moustiers è un piccolo villaggio, ma la sua bellezza non può che chiamare a gran voce un numero impressionante di turisti provenienti da ogni dove, la sua atmosfera è ancora pacifica, ad una strada invasa di folla se ne intervalla una deserta, nella quale andare alla scoperta di vedute diverse, fontanelle o antichi lavatoi. Se poi si rientra nelle vie principali, di nuovo gente, e poi paninoteche e file interminabili di negozi, tanto che sembra di stare nella Repubblica di San Marino.

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Se avete la fortuna di recarvi in quest’area della Provenza in giugno o luglio è d’obbligo una sosta ai lavandeti di Valensole, meravigliose visioni di lilla e violetto, lo spettacolo della lavanda in fiore deve essere assolutamente magico. Purtroppo però in agosto non c’era più niente, tutto tagliato e pronto per convertirsi in essenze e mazzettini. Non ho potuto vederlo che in cartolina. Next year, next time. Speriamo.

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