Fuga e ricerca della bellezza : L’Achilleion

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Nessuna visita di Corfù può dirsi completa senza fermarsi alla celebre residenza estiva di Elisabetta d’Austria,  questo luogo è una tappa turistica immancabile sia per coloro che soggiornano nell’isola, sia per i numerosi croceristi che si trattengono un giorno soltanto. Il palazzo si trova a una decina di chilometri dal porto e dal centro della città di Corfù, ci sono modi diversi per raggiungerlo anche se il più confortevole (ma non proprio a buon mercato) resta il taxi, unico mezzo che può sostare direttamente sul piazzale antistante i cancelli della struttura.

Achilleion 2

L’Achilleion è un bianchissimo tempio dell’escapismo, lussuoso ed elegante luogo di fuga che mantiene inalterato il suo fascino, e che  troneggia  tra colline, cipressi e terrazze giardino con vedute mozzafiato. Su Sisi e sul mito, più o meno costruito, che circonda la sua immagine sono stati versati fiumi d’inchiostro (e srotolati chilometri di celluloide), sebbene il personaggio storico sia ben diverso, ma non meno interessante, da quello narrato nei popolari film melodrammatici di Ernst Marischka. Curiosando tra vari testi dedicati all’imperatrice ho iniziato a farmi un’idea della sua personalità complessa, accantonando una volta per tutte l’immagine stucchevole, remissiva ed edulcorata che fin da bambina avevo seguito in Tv. La Sisi (e non Sissi con due S) era molto più inquieta e ombrosa di quello che immaginavo, ossessionata dal suo aspetto, da sogni ricorrenti, dalla dieta e dall’esercizio fisico estenuante, ma anche anticonformista, indipendente e dalla ricerca di libertà, il ritratto di una donna moderna sia nei pregi che nei difetti, a suo modo precorritrice delle mode e delle debolezze di oggi. Qualche altra pagina e si sgretola anche un altro mito, il suo matrimonio con Francesco Giuseppe non è stato affatto una storia d’amore idilliaca ma piuttosto una catena di compromessi, tensioni e tragedie alle quali l’imperatrice ha reagito con la fuga in tutte le sue forme, dalla lontananza fisica al distacco mentale.

Achilleion 3

I lavori di costruzione dell’Achilleion iniziarono nel 1890, un anno dopo il suicidio del figlio, ed erede, della coppia imperiale. L’architetto italiano Raffaele Caritto realizzò per l’ennesimo  disperato ritiro di Sisi un palazzo in stile neoclassico e pompeiano, lussuoso ma senza eccessi, circondato un ampio parco di ottanta ettari e terrazze giardino da cui si può godere uno splendido panorama sull’isola. L’Achilleion, oggi un museo preso letteralmente d’assalto dai visitatori di ogni nazionalità, il palazzo dedicato all’eroe greco Achille è fastoso ma privo degli ori e dei fronzoli dei vari palazzi viennesi, caratterizzato da un gusto nostalgico ma infondo moderno e controcorrente, come lo stile e la personalità della donna che l’ha voluto.

Il classico riporta all’eleganza assoluta, ad una bellezza essenziale che nel corso degli anni ha finito per essere coperta e nascosta da orpelli e artificiosità, un mondo che richiama la perfezione nuda, come quella delle imponenti statue  greco-romane, e riporta in vita la mitologia, le muse, i filosofi e gli eroi. Forse perchè non ho ancora smaltito la mia sbornia adolescenziale di polpettoni romantici, o forse perchè fin dalle prime immagini viste in rete l’Achilleion ha iniziato ad attrarmi in modo strano, ammetto che la mia scelta è ricaduta su Corfù anche grazie alla presenza di questo luogo.

Achilleion 4

Come mai Elisabetta era così tanto legata alla figura di Achille, al punto da dedicargli il suo palazzo ideale? Probabilmente perchè nonostante l’origine divina del campione greco, e la sua straordinaria resistenza, il celebre eroe cantato nell’Iliade è passato alla storia più per la sua vulnerabilità che per le sue doti eccezionali, e i racconti delle sue gesta sono ancora meno noti della sua fine tragica e quasi assurda. Solo pochi passi più in là, all’interno dello stesso palazzo, il semidio trionfante e sicuro di sè, ritratto nell’imponente dipinto dello scalone centrale, diviene l’uomo fragile e mortalmente ferito della scultura di Herter esposta nei giardini.  Sisi cercava di scacciare le sue inquietudini attraverso la ricerca della bellezza e un costante esercizio sia fisico che mentale, lo sport, a volte portato avanti con ritmi estenuanti, e lo studio che presto si trasforma in fissazione e follia. Nonostante la sua eleganza, e la splendida natura che fa da cornice, visitando l’Achilleon si avverte un senso di malinconia e di incompletezza, una ricerca continua che nasce dall’esigenza di esorcizzare ombre e ricordi che fanno male.

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