In barca nell’Arcipelago di Kristiansand

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La Norvegia possiede i paesaggi più belli del Nord, intensi, pittoreschi e selvaggi. Difficili da dimenticare anche per chi di solito preferisce viaggiare in altre latitudini. Detto questo non me ne vogliano gli altri scandinavi (e girando per il web ho intuito una una sorta di rivalità anche se sussurrata a suon di scherzi, video e battute youtube).  Appena arrivati in Norvegia si viene letteralmente invasi dalla sua atmosfera rigida ma non fredda di emozioni, grigia ma anche accogliente come una coperta di lana, si sta ovattati, sotto un cielo plumbeo che non è mai triste. Scintillante del suo attuale successo economico dovuto ad oro nero e dintorni, la Norvegia è un Paese ricco, vibrante e ben organizzato. E neanche a dirlo ha una natura pazzesca. Il paesaggio norvegese ti fa amare le piccole cose (una casetta, una barchetta, un faro lontano), e ti spiazza con le grandi (enormi cascate, montagne altissime che si specchiano nell’acqua azzurra, rocce che sembrano avere vita, strade che si arrampicano sfidando la gravità). La vita ha ritmi diversi, ti fa sospirare la mancanza del sole ma in un attimo ti ripaga di tutti gli sforzi. Basta un colpo di vento per spazzare le nuvole e in pochi secondi escono fuori tutti i colori dell’arcobaleno.

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Quando nell’itinerario di viaggio mi sono trovata come tappa Kristiansand non avevo idea di cosa andare a vedere. Di solito è una meta privilegiata solo dai norvegesi in vacanza. Non avevo trovato in rete molte notizie sui giri in barca nell’arcipelago ma ho voluto provare lo stesso, volevo immergermi nel silenzio e nel paesaggio piuttosto che giuruccolare in città. Anche se non proprio a buon mercato (come niente in Norvegia purtroppo) la visita è molto piacevole, soprattutto per chi ama navigare.  Si parte da un porticciolo minore, appena fuori la città, ci sono solo bus di tour organizzati e alcune imbarcazioni che ricordano i pescherecci d’altri tempi. Cielo e mare sono di un grigio assoluto e si fondono all’orizzonte, c’è pure una certa foschia. Niente mi infastidisce, anche questo fa parte del clima norvegese. I lembi di roccia sono stesi sull’acqua come dita di una mano, blocchi di pietre sembrano messi insieme in un tetris, ma sono solo opera della natura.
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Il vento non manca mai, neanche nel mese di agosto, non è gelato ma abbastanza forte da farti sentire in alto mare anche a due passi dalla riva. Per fortuna l’area è riparata dalle correnti. Dondolando piano si guarda il paesaggio scorrere davanti come fosse un film, le barche a vela, i gabbiani che ci sorvolano e si fermano anche sulla barca a curiosare.  Il peschereccio si muove intorno a piccoli isolotti rocciosi a ridosso della costa e del bosco, alcune case piccole e colorate, visibili anche da lontano. Nonostante le temperature i padroni di casa stanno fuori in canottiera sulle sdraio, mangiano all’aperto e fanno il bagno. Kristiansand è una località di vacanze molto amata nel turismo locale. Ci sono spiagge di sabbia e il clima è più favorevole che in altri luoghi. Da quello che ho capito per i norvegesi è fondamentale il contatto diretto con la natura. Come fai a divertirti senza? O ancora peggio a vivere standone separato?  Li approvo in pieno, più ci si allontana da essa più si diventa tristi e incasinati.

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Il capitano del peschereccio ci spiega che le case bianche sono per vivere, mentre le rosse sono solo rimesse, luoghi dove sistemare barche, attrezzature da pesca e biciclette, alcune hanno anche panchine, tavolini e barbecue.  Le abitazioni stanno un po’ più in alto, sulle rocce, mentre “gli sgabuzzini” sono vicini all’acqua , spesso collegati con una piccola scala sia al porticciolo che alla casa principale.  Il cielo grigio quel giorno non ci ha concesso spiragli o bagliori. Nonostante ciò la Norvegia trasmette un magnetismo che non si può descrivere nè a parole nè in foto. E’ una sensazione da vivere che di solito ha la meglio anche sui più scettici.  Forse in queste zone non ci sono monumenti o luoghi propriamente “da cartolina” ma è interessante osservare la vita quotidiana in una piccola località del Nord Europa, cittadine “diffuse” che si estendono lungo tutta la costa frastagliata, case singole che sembrano isolate fino all’estremo ma sono in realtà ospitali e confortevoli. Accessoriate come quelle delle bambole. La casa che tutti vorremmo avere almeno una volta nella vita.

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