Le Gole di Vintgar, semplici emozioni della Natura

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Ho iniziato a raccontare della Slovenia partendo dalla sua capitale. Lo step successivo è parlare del posto che più di tutti mi è piaciuto, il più emozionante nel mio tour fai da te e improvvisato all’ultim(issim)o momento. Oggi propongo un percorso fattibile tra pareti di montagna, ruscelli cristallini nel ventre della Natura, semplice anche per chi non è esattamente atletico e sportivo (e si porta in braccio la prole). Un’avventura semplice da assaporare ad ogni passo e senza dover fare troppi sforzi. Conoscete le Gole di Vintgar? Si? Siete fortunati. No? Segnatevelo.

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Una passerella di legno, nella quale si procede da entrambi i sensi, e in mezzo scorre il fiume Radovna. Qualche euro da pagare alla cassa per entrare (in cambio di un fogliettino illustrativo a grandi linee) e poi il silenzio, l’acqua che si dimena, e con la sua voce a volte delicata, altre maestosa, fa eco tra le due valli. Regna il verde, una piacevole umidità fresca, l’aria condizionata naturale prodotta dagli alberi e dalle goccioline dell’acqua del fiume, più si va avanti e più ci si trova into the wild, circondati solo da rocce e cascatelle, le stesse che ad un certo punto sembrano urlare di sfogo, e il loro eco è una cassa stereofonica. Ed ecco che mi risuona in mente il motto della promozione turistica I feel Slovenia (and I love Slovenia).

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Il percorso completo, tra andata e ritorno, è di circa tre chilometri,  la parte iniziale è la più semplice mentre la finale è quella in cui fare più attenzione. Anzi, volendo essere un po’ polemica forse sono rimasta sorpresa dall’assenza di personale di controllo (dato che comunque si paga un biglietto d’ingresso). Almeno un supervisore nell’ultima parte del tragitto sarebbe necessario, non perchè ci sia reale pericolo ma solo in previsione che la gente non proceda sulle passerelle “diluita” nel modo giusto. Io ho trovato moltissime persone in agosto e in alcuni punti non è stato facile passare, soprattutto per via dei gruppi organizzati che si fermano tutti insieme, intasando la via agli altri.

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Nell’ultima parte si procede quasi attaccati alla roccia, sospesi su passaggi di legno un po’ più stretti. E’ un percorso adatto a tutti ma nell’ultimo tragitto è meglio andare con calma, più che altro per non dare una spallata improvvisa a quelli che vengono dal senso opposto. Il percorso è facile ma bisogna stare attenti dove si mettono i piedi, alcuni passaggi potrebbero presentare delle imperfezioni o delle fessure, se ci sono già troppe persone ferme su una rampa meglio aspettare che scorrano per non sovraccaricare il ponte. Anche perchè affacciarsi a questa meraviglia della natura nella calca non ha senso.

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L’insieme dei ponti e dei passaggi è di per sé un’opera d’arte e dal 1893 il flusso dei turisti a Vintgar passa proprio sopra a quel suggestivo percorso sospeso. Lo zigzagare di quà e di là è l’elemento più divertente, puoi vedere la stessa location da prospettive diverse e passando sopra al fiume ne senti tutta la forza, il profumo e l’energia.

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Questo luogo è davvero stupendo e il mio consiglio è all’andata lasciatevi pure andare, scattate le foto, fatevi prendere dall’euforia, lanciate commenti con i vostri compagni di viaggio. Una volta giunti al termine del percorso voltate le spalle e incamminatevi in senso contrario con le mani in mano e in assoluto silenzio. Senza pensare a niente. Vi sembrerà tutto ancora diverso.

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Concentrarsi sul paesaggio, sul sole che filtra a malapena tra gli alberi altissimi, sulla voce dell’acqua dalle varie tonalità, sentite ogni passo che si muove sopra ai gradini di legno. La staticità della pietra, l’impetuosa corsa del fiume, i suoi spruzzi al contatto con le pietre, i tronchi di alberi caduti che si trascinano come relitti. Sembra uno spettacolo orchestrato nei dettagli, quasi pensato a tavolino, quando è invece solo Natura, ordinaria amministrazione in un ambiente incontaminato e selvaggio.

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