Lubiana capitale europea in miniatura

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E fu così la destinazione estiva delle tanto attese vacanze nel giro di pochi giorni si trasformò dal Giappone alla Slovenia. Riposto di nuovo nel cassetto il mio viaggio dei sogni (a malincuore ma grazie al cielo rimettendoci poco) mi sono trovata a scegliere una nuova meta nel giro di poche ore. Dove andare? Deve essere vicino, economico e ancora disponibile nella settimana del Ferragosto. Praticamente un miracolo. Senza perdere troppo tempo a rimpiangere ciò che doveva essere e non è stato ho guardato avanti, calpestando le strade di una nuova città, Lubiana, la capitale europea in miniatura.

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In alcuni luoghi arrivi dopo attente pianificazioni, in altri ti ci ritrovi e basta e anche se non hai aspettative finisci per entrare nel mood giusto, ambientarti e pure affezionarti a una nuova realtà. Appena entrata nell’appartamento preso in affitto con Airbnb ero confusa, mi sembrava la campagna intorno a casa mia, non ci vedevo nulla di straordinario, il secondo giorno avevo un sorriso fino alle orecchie, al terzo ero già pronta ad allungare la permanenza. Sistemavo la spesa in frigo e pensavo non voglio andarmene per un bel po’.

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Su Lubiana non avevo letto nulla prima di entrare fisicamente tra le sue strade, per fortuna la promozione turistica in Slovenia è capillarizzata (e di un’efficenza unica),  non fai in tempo ad avvicinarti ad una località d’interesse che gentilissimi addetti ai lavori ti riempono di materiale informativo in tutte le lingue parlate nel pianeta, e fanno anche di più, ti chiedono quali sono i tuoi gusti e in base a quello ti indirizzano ad un museo piuttosto che a un ristorante stellato, a un percorso di trekking piuttosto che a un monastero. O se vuoi fai tutto. Perchè tanto in tasca ti ritroverai valanghe di cose da leggere (così tante che alla fine non hai nemmeno il tempo di farlo come dovresti).

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Lubiana è piccina piccina. Eppure mi è piaciuta davvero, l’ho trovata equilibrata, pacifica, a misura d’uomo. Una sintesi in miniatura della Capitale Europea (ammesso che possa esisterne un modello). Puoi trovare tanti elementi diversi, tante piccole attività e situazioni che anche inconsciamente ti aspetti di trovare viaggiando per le strade del Vecchio continente, ci sono piazzette, fontanelle pubbliche, mercatini di artigianato e frutta, viali pedonali, ristorantini con tavoli all’aperto, per mangiare e bere direttamente sulla strada, guardando la vita che scorre. Ci sono canali d’acqua da solcare anche con piccole imbarcazioni, chiese, musei, ponticelli, lampioncini, negozi tipici e una collina – fortezza con l’immancabile panorama.

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Una città che ha i suoi simboli e anche i suoi souvenir tormentone, dopo tre minuti di walking tour già avrete capito che il draghetto verde in pelouches è l’equivalente del Despacito nelle spiagge estive. Ma come mai? Solo una trovata di marketing per far impazzire i bambini? No. Affatto. La sua storia ci riporta al mito di Giasone, che durante il suo tragitto di ritorno dal Danubio all’Adriatico si fermò nei pressi delle sorgenti del fiume Ljubianica dove incontrò un mostro, creatura che il leader degli Argonauti riuscì ad uccidere per procedere (con la barca scomposta in pezzi) lungo il suo cammino. Quindi i pupazzetti di oggi e i disegni sulle tazze, sulle borsette, sui portachiavi, hanno un antenato alquanto illustre.

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Che cosa ho fatto a Lubiana in un giorno? Da simpatizzante della storia romana non ho potuto evitare di curiosare tra i resti della vecchia Emona che emergono nel centro, alcuni integrati ai sottopassaggi, altri visibili appena in mezzo a giardini, scale che portano ai parcheggi o monumenti di altre epoche. Per scovarli bisogna abbandonarsi ad una piacevole caccia, le cartine fornite dall’ufficio turistico si riveleranno un prezioso alleato.

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Ho poi seguito la fila dei turisti in visita verso i luoghi pių frequentati della città, le immagini classiche che avevo visto in molte foto, per esempio la chiesa francescana dell’Annunciazione davanti all’incrocio dei famosi tre ponti.  Da lì parte un mercato coperto con oggetti artigianali e ricordini da portare agli amici, nel lungo corridoio simil – Agorà ci sono anche tanti ristoranti di specialità locali, alimentari e baracchini di street food. Qualsiasi cosa cercate la troverete. Il bello di dover visitare una città piccola è proprio quello di procedere a passo di lumaca, senza l’ansia di dover correre di quà e di là, salire sulla metro e sfiancarsi a oltranza. Scoprire Lubiana è rilassante come non mai, non serve la fretta, puoi alzarti tardi e goderti ogni metro impostando un “rallentatore” automatico.

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Dopo aver passeggiato tra negozi, curiosato all’ingresso del Palazzo del Municipio (il cortile interno è visitabile) e visto alcune belle chiese, ho fatto una passeggiata zig zag tra i vari ponticelli del centro, ognuno diverso dall’altro e con caratteristiche ben precise. Dal celebre Ponte del Drago, dove come dice il nome troverete draghi, dragoni e draghetti, oltre che una foresta di bastoni di selfie. C’è poi il Ponte dei lucchetti anche se l’idea è ipersfruttata e fa tanto libro di Moccia, ammetto che questo ponte è davvero carino, se non altro per la vista da entrambi i lati, le bizzarre sculture animali che lo popolano e il pavimento parzialmente trasparente, dal quale vedi scorrere l’acqua sotto ai piedi. Mia figlia l’ha adorato, è voluta restare lì almeno mezzora. Nessun problema, tanto a Lubiana non si va di fretta.  C’è poi Il Ponte di Vetro, dal quale si hanno belle vedute dei monumenti del centro, tutto trasparente e con la migliore cartolina da portare a casa gratis. La celebre vista con il canale, gli alberi e il battello pronto a fagocitar turisti.

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Sempre seguendo il flusso della gente comincio a cercare la via che porta alla fortezza. Ho più di una cartina in tasca ma Lubiana è una città in miniatura e mi fa pigrizia tirarla fuori, mi diverto ad andare d’istinto. C’è un percorso da fare a piedi e uno guidato da una veloce funicolare. Soprattutto per la bimba la seconda idea era la scelta migliore, per lei ogni cosa che vada su rotaia è un trenino ed è automaticamente wow. Abbiamo fatto così un biglietto di andata e ritorno (è possibile comprare anche solo l’andata, facendo a piedi il sentiero tra gli alberi in discesa, e abbinare anche il biglietto al castello e ai musei). Salendo le case colorate e le fontanelle lasciano spazio alla periferia e ci si accorge subito di quanto sia piccolo il centro storico di Lubiana, tanto che pare solo un tappetino scendidoccia ai piedi della collina.  Nel panorama si osservano soprattutto palazzi moderni, condomini, fabbriche, case nuove e altre meno recenti, ma soprattutto giardini. Lubiana è una città dal verde onnipresente, difficilmente vi troverete circondati da solo cemento, c’è sempre spazio per la natura. Questo è il bello della Slovenia.

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La fortezza è una grande piazza compresa tra le vecchie mura medievali nella quale si trovano vari musei e anche negozi e un ristorante. Noi non abbiamo fatto il biglietto cumulativo quindi ci accontentiamo di salire su una delle torri per il panorama. Ci si può sedere per fare una sosta e approfittare degli spazi d’ombra facilmente reperibili. Una volta scesa  ripasso al setaccio ancora altri vicoli, stradine e piccole piazzette, che paiono spuntare dal nulla ma si rivelano improvvisamente piene di gente. E se durante le ore del giorno a far numero sono i turisti la sera la città torna di nuovo in mano ai locali e si respira un’aria diversa, ci sono artisti di strada, coppiette che vanno a cena fuori, amici per una serata insieme, famiglie numerose sedute ai tavoli di una delle tante pasticcerie. E a proposito… i dolci sloveni sono una vera delizia, quando torni a casa non passi per la porta ma finchè sei lì non puoi rinunciare. Croce e delizia degli zuccherosi artigiani della mitteleuropa. Fanno delle opere d’arte, li amo, li adoro. Ma anche no (perchè non mi rientrano i jeans).

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Non avere aspettative alcune (data la fretta in cui ho scelto la destinazione e prenotato), mi ha messo davanti uno scenario piacevole e rassicurante. Forse non c’era davvero niente che non avessi mai visto prima o altrove, ma il puzzle era perfetto e la combinazione in un’area limitata un fattore vincente. Immaginate di trovare tutti gli elementi che contraddistinguono il centro storico di una capitale europea nel giro di pochi metri, e di scoprire che possono esistere stazioni ordinate e non maleodoranti, concentrazioni massive di turisti senza code, schiamazzi o accattoni che ti inseguono per chiederti soldi, parcheggi centrali underground che non ti disossano il budget della vacanza, giardinetti praticamente ovunque, e popolati da bella gente. E basandomi sull’esperienza dei miei dieci giorni, sulle piacevole chiacchierate con la padrona di casa e la sua famiglia, sui dialoghi con la gente incontrata per caso in varie località posso dire che gli sloveni sono anche molto gentili e alla mano, amano l’ordine pur non essendo troppo inquadrati, sanno accogliere i turisti e valorizzare il loro patrimonio sia con le parole che con i fatti. E se Lubiana non saprà convincervi ci penserà tutto il resto perchè la bellezza, quella vera, si nasconde fuori città, tra le montagne, i fiumi e i percorsi naturalistici. Difficile tornare a casa infelici.

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