Skofja Loka, rilassante città giardino

skofja loka (1 di 1)

Eh niente, ci ho preso proprio gusto a parlare della Slovenia. Sarà che è stato un viaggio a sorpresa, nato per caso mentre credevo che l’estate 2017 sarebbe scivolata nell’anonimato senza lasciare traccia nei ricordi. In quel preciso momento si è inserita la slovenia con i suoi paesaggi, fiumi cristallini, belle e piccole città, campagne ordinate e scenari montani. Ed è stato un po’ il motto di tutto il viaggio, quando credevo di essermi un po’ persa per strada, ecco che trovo qualcosa, per esempio Skofja Loka, una città dal fascino medievale, che sponta fuori dal nulla, nascosta da un capannone, una fattoria e un benzinaio. Qualche metro in più e apparecome un piccolo quadro urbano circondato dalla campagna.

skofja loka (1 di 1)-2

Skofja Loka è una cittadina dal fascino medievale che fu guidata per secoli da una casta di vescovi – governatori e popolata da commercianti sempre in movimento. E la sua storia ne ha definito l’aspetto, le chiese abbondano, le botteghe erano piene e anche i granai (e un vecchio deposito dell’oro dei campi si può ancora vedere, resistente ad almeno cinque secoli). Come in ogni altro luogo la nostra visita parte dal centro informazioni, facciamo scorta di mappe e volantini e la ragazza (gentilissima) ci dice che possiamo lasciare l’auto proprio lì dietro, c’è anche una panchina e un secchio per i rifiuti, ottimo. la prendiamo come sede per un picnic improvvisato.

skofja loka (1 di 1)-3

L’ideale è iniziare dalla vista della città dai suoi ponti, in cima svetta il castello e sotto un inticato susseguirsi di case, dai tetti rossi e sgargianti, campanili aguzzi, e lo scrosciare dell’acqua. Il fiume Sora è lo spartitraffico tra l’antico e il moderno, lo si attraversa in punta di piedi guardando di quà e di là le vedute della città vecchia, con le case che erano un tempo filatoi, mulini e botteghe. E queste botteghe esistono ancora, tiro fuori un volantino che parla solo dei mestieri rivisitati in chiave moderna (e turistica) che si possono trovare in giro per la città. Purtroppo però è domenica, tutto tace, non c’è niente di aperto salvo una gelateria minuscola. Passo l’informazione per i più fortunati (mi raccomando a Skofja Loka solo dal lunedì al sabato) e passo oltre.

skofja loka (1 di 1)-4

Ci dirigiamo quindi al castello, una fortezza in parte antica e in parte ricostruita in tempi più recenti. e’ pomeriggio ma abbiamo ancora tempo per entrare, la salita fa più paura da lontano ma in realtà non è così drammatica e in pochi minuti siamo sù, proprio davanti al cancello (il biglietto d’ingresso è di 5,00 Euro).  Le stanze del castello hanno sostanzialmente perso l’aspetto e gli arredi originali, in compenso è stato allestito all’interno dei due piani un interessante museo sulla storia della città. Si passa da quadri, statue, ex voto a costumi, gioielli e attrezzi agricoli. Salto a piè pari il reparto animali impagliati (non ho lo stomaco giusto) ma in compenso apprezzo decisamente tutta la ricostruzione dei mestieri e delle tradizioni locali, dalle tintorie alla lavorazione del cuoio, dei merletti, dei cappelli in feltro, del legno lavorato. C’è un po’ di macedonia di epoche storiche ma l’impressione globale è buona.

skofja loka (1 di 1)-10

Lungo il corridoio, statue e grandi cassettoni dipinti e sgargianti (dei quali non è ben capito l’uso). In molti quadri rivedo un’immagine ricorrente Skofja Loka devastata da terremoti e incendi, cavolo, questa cittadina pacifica, serena e colorata un tempo di sfiga ne ha avuta ed è stata quasi rasa al suolo da catastrofi varie. Risorta piano piano dalla metà del cinquecento si è poi dedicata al commercio e sono sorti nuovi palazzi, è stata restaurata la fortezza, i conventi e i campanili, ma certo l’immagine apocalittica dipinta su sfondo scuro in alcuni quadri resta un po’ inquietante. Molto più belle le porcellane, e le tavole imbandite come un tempo, fino agli stemmi, sale d’armi e gallerie di ritratti e costumi.

skofja loka (1 di 1)-5

Lungo le stradine del centro, troviamo le immancabili case dipinte e le finestrelle supercarine. Un corso pedonale dove fare su e giù in tutta calma, scendendo poi per visitare un altro lato della città, fino alla chiesa di San Jacob. Dal basso Skofja Loka sembra più grande di come è realmente, poi mano a mano che si sale le case sembrano sempre meno, come mai? Guardate un po’ la città dall’alto, lì c’è la risposta. Vedrete come, anche in pieno centro, quasi tutte le abitazioni hanno dei giardini, anzi a guardarli bene sono orti, al posto delle rose ci sono cetrioli, pomodori e peperoni di tutti i colori. I vicini li condividono e li prendono per le loro case a rotazione. Un meccanismo che si basa sulla fiducia, oltre che sulla divisione della cura e del lavoro necessario.

skofja loka (1 di 1)-6

L’immagine della città più inflazionata nelle cartoline è quella che si vede dal ponte dei Cappuccini, il più antico della città, che ricrea ancora il fascino della vecchia Skofja Loka, quando le mura non erano solo la bellezza ma la protezione della città da pericoli e per accedere all’interno si dovevano passare diversi controlli (oltre che pagare un pedaggio). Merita sicuramente una sosta la Homan House, la fotografatissimo edificio dal gusto antico, come uno sparitraffico divide le due strade che portano alla più lunga via pedonale, la casa è graziosa, dipinta e soprattutto circondata di gente, c’è chi va in bicicletta, chi a passeggio con i bimbi, chi prende un aperitivo seduto ai tavoli del ristorante allestito al piano terra, chi si appoggia mollemente alle pareti vecchie di alcuni secoli, guardando sul cellulare.

skofja loka (1 di 1)-8

Il centro è somigliante alla piattaforma di un grande caffè giardino all’aria aperta, non passano le macchine nè si deve fare attenzione a cosa alcuna, è davvero godibile in una giornata di sole, tra casette colorate, taverne e negozi (purtroppo quel giorno chiusi), svetta la colonna di Maria con le sue statue, e il Vecchio Municipio dal color rosso corallo, se la prima è facilmente riconoscibile nel viale, per riconoscere il secondo bisogna notare delle strane porte a goccia, e alzare gli occhi verso le finestre del secondo piano, abbellite da stralci di antichi affreschi.

skofja loka (1 di 1)-11

A parte il castello, che comunque una visita accurata la merita, per il resto consiglio di fare a Skofja Loka una lunga passeggiata senza meta, guardando la maggior parte degli edifici solo dall’esterno. L’interno di molte chiese infatti o è spoglio o è stato distrutto in passato. Dedicate alla città una mezza giornata in serenità, alla scoperta dei suoi vicoli, dei canali, dei pezzetti di affreschi rinascimentali trovati per caso su edifici del centro durante i restauri (come il cavaliere ammiccante della Homan House), accanto alle insegne in ferro battuto, alcune originali, altre moderne rivisitazioni pubblicitarie in chiave vintage – mitteleuropea.

skofja loka (1 di 1)-9

 

CHE NE PENSI? Se il post ti è piaciuto, se hai domande oppure ho dimenticato qualcosa, lascia un commento. Sarò lieta di rispondere.