Cosa vedere a Cordoba in un giorno

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L’Andalusia non è solo stupenda (impossibile affermare il contrario) e possiede un paesaggio pazzesco (che spazia tra mare, montagna, deserti, colline, verde e parchi nazionali) ma il suo fascino vero, quello che conquista tutti come una scìa di profumo è un altro, una completezza inebriante nata dal mix di tante culture: la spagnola, l’araba, l’ebraica, la tradizione gitana e il passato romano e fenicio. Cordoba nel corso dei secoli è stata una comunità felice e stimolante, luogo in cui diversi modi di vivere, di decorare e di costruire si sono incontrati e hanno vissuto fianco a fianco, a volte si sono sovrapposti, a volte alternati.  E’ un po’ il simbolo di come la pace e la diversità portino alla creazione, alla ricchezza culturale reciproca. Un fattore importante che più volte nella storia, e a cicli ricorrenti, si finisce per dimenticare (scatenando non pochi guai). La città ha un’impronta medievale e moresca, i vicoli intrecciati hanno avuto la meglio sulle strade dritte e ordinate, pensate “col righello” dai romani. Una storia si eclissa, una nuova ascende, ed è un reciclaggio di luoghi, di architetture e di stili. Ma niente viene perduto. Solo assimilato.

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Cordoba era la capitale del califfato di Al Andaluz e un centro culturalmente molto attivo. Per le sue strade camminavano tra i più importanti filosofi, medici e scenziati del tempo.  L’eredità del periodo moresco ci ha lasciato le splendide architetture della Mezquita, un complesso massiccio e armonico che racchiude una foresta di colonne (oltre mille in origine, oggi circa 800). L’edificio che fu in passato una delle moschee più grandi del mondo, decorato con simboli che richiamano il mondo della natura, colori essenziali, oro e un intreccio di archi che riproduce l’infinito.  Nel 1236 con la Reconquista la moschea venne trasformata in cattedrale, è stata rimodellata e si sono aggiunte cappelle, altari e una chiesa barocca inglobata all’interno. Non perdetevela assolutamente e mettetela in cima alla lista delle Cose da Fare a Cordoba. Andateci presto, appena dopo l’apertura perchè camminare tra le sue stanze è molto più bello fuori dagli orari di punta. Essendo la città meta di frequenti gite giornaliere da altre città dell’Andalusia è facile evitare la calca entrando alla Mezquita il più presto possibile.

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I cortili in fiore, gli originali Patios Cordobesessono gli angoli più belli della città, si possono trovare in molti altri luoghi in Andalusia, ma a Cordoba sono un’istituzione, un richiamo turistico ma anche un orgoglio personale per gli abitanti. I padroni di casa gareggiano l’un l’altro per rendersi i più belli, i più visitati, i più consigliati nel passaparola. E la competizione si fa più pressante durante la Fiesta de Los Patios (normalmente le prime settimane di maggio), un evento che tutti vogliono vincere. Portici, piante e angoli d’ombra per uscire di casa e rilassarsi cercando una tregua dal caldo, popolati di anfore, mattonelle colorate, scalinate, elementi decorativi e contrasti di colori. Posti semisegreti per ricercare la freschezza per il corpo, ma anche per i pensieri, tra lo zampillìo dell’acqua nelle vasche e il profumo dei fiori.

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I turisti si perdono nel labirinto di vicoli bianchi della Juderia, con le tipiche finestre con grate di ferro, lampioncini che brillano di notte e fiori che pendono dalle finestre. Tra le strette vie si aprono piazze improvvise e piccoli bazaar orientali, i negozi vendono abiti arabeggianti (e anche un po’ indiani) insieme a bigiotteria in argentone e ninnoli, bicchieri in vetro lavorato, brocche in metallo, piatti decorati con motivi moreschi, scatole portagioielli e tessuti colorati. Il quartiere è il luogo dove viveva la comunità ebraica, e nel quale si può vedere un’antichissima sinagoga e
la statua del filosofo e medico Maimonide.

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Tra le tante edicole che mostrano madonne piangenti in pesanti abiti barocchi, arriviamo a Plaza del Potro, dove si trova la Posada del  Potro, una locanda rinascimentsle ancora perfettamente conservata (con tanto di ingresso – terrazzo comune, il corral de vecinos),  luogo in cui Cervantes fece fermare il suo Don Chisciotte a riposarsi. L’alternanza tra luce e ombra, spazi aperti e spazi angusti è tipica di Cordoba. In un angolo non vedi nessuno e nell’altro c’è gente seduta che parla, che mangia, che ascolta musica e fa confusione. E’ una città strana, oggettivamente bella, ma non piace subito. Bisogna passarci del tempo, camminarla in lungo e in largo, prendere le strade minori senza una meta, attraversare il fiume e vederla da un lato diverso.  Dal Ponte romano appare nell’insieme, la Mezquita oggi cattedrale, il centro storico da una parte e dall’altra i mulini di tradizione moresca che si trovano ancora lungo l’argine del Guadalquivir, il grande fiume che ha preso il nome dalla storia araba della città.

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Essendo Cordoba una città “metropolitana” dell’antichità, non mancano i reperti che fanno riemergere il suo passato remoto. Il Museo Archeologico ha una collezione incredibilmente vasta (a Cordoba c’era di tutto ed è stato trovato di tutto) e poggia le sue fondamenta nel luogo in cui un tempo si trovava il teatro romano. Pure chi in genere non visita musei farebbe meglio ad andarci, sia anche solo per l’atmosfera piacevole e  il bell’edificio con cortili interni e tanti spazi aperti. Non viene il mal di testa e si può vivere come una passeggiata. Basta uscire fuori dalle sale per trovare ancora altre tracce del mondo antico, la Piazza di Seneca ricorda il filosofo nato a Cordoba e lo celebra con una statua romana posta dove per tradizione si pensa sia stata la sua casa. Molti lo conoscono solo come El Descabezado , l’uomo in toga senza testa, che è infondo anche lui oggi un simbolo della città, e delle sue tante storie.

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Dopo musei, chilometri a piedi, storia, ponti e shopping, L’Alcazar de los Reyes Cristianos è un luogo perfetto dove rilassarsi e chiudere la giornata.  I giardini sono meravigliosi, tra fontane e vasche, alberi a ombrello e siepi. L’eredità moresca ha lasciato l’impronta di questo luogo come rappresentazione del Paradiso in Terra. I suoi giardini immensi e pieni di pace, con alberi di agrumi e siepi fanno dimenticare l’originale uso del luogo (fu sede dell’Inquisizione e prigione) e anche la stanchezza e il caldo di una lunga giornata tra i vicoli e i monumenti di Cordoba.

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