Valldemossa, la verde Maiorca

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Il turismo per Palma è una miniera d’oro e dove non arrivano i resort approdano le navi cariche di turisti. C’è un flusso continuo di persone e tutti sembrano partire col sorriso. Meta molto nota e amata anche tra i croceristi che sono sempre felici di fare tappa in questa isola meravigliosa, e tornare a toccarla di nuovo (e di nuovo ancora)  in altri itinerari. Una sola volta infatti non basta, l’atmosfera piacevole e gioiosa è come il richiamo di una sirena, e oltre alla capitale c’è il mare, le città minori, siti archeologici (la romana Pollentia) e incantevoli villaggi.  Per la mia seconda visita all’Isla Mayor ho scelto di scoprire l’entroterra, ma senza allontanarmi troppo da Palma. Valledemossa è una meta perfetta per uno scalo giornaliero, dista una ventina di km dal porto ed è raggiungibile comodamente in taxi (circa 20 euro a tratta) oltre che in bus per pochi euro di spesa. 

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Maiorca ha tutte le caratteristiche per candidarsi a luogo ideale non solo per passare le vacanze ma una vita intera. Soleggiata e non estremamente afosa, accarezzata dal vento fresco, gli inverni altro non sono che lunghi autunni dalle temperature miti, la primavera è già estate. Nella sua superficie baciata dalla fortuna si alternano spiagge bellissime, vegetazione rigogliosa, città moderne e vivibili, infrastrutture metropolitane in cittadine raccolte, industrializzate quanto basta, piacevoli e giovani.  Grazie all’insieme di tante circostanze positive gli abitanti di Mallorca sono visibilmente felici e soddisfatti della propria terra (e chi non lo sarebbe?).

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Mano a mano che ci si allontana dalla costa il panorami si tinge di macchie verde smeraldo fino a che ci si ritrova immersi tra montagne e paesaggi rurali che sembrano dipinti. Valledemossa appare all’improvviso dalla strada serpeggiante e si mostra nel suo lato migliore proprio prima di arrivare alla meta. Chiedo al tassista di parcheggiare per scattare una foto, mi fermo un attimo a respirare l’aria fresca che profuma di bosco, e a guardare il profilo del villaggio sullo sfondo delle montagne.

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Il luogo è molto turistico sia nei lati positivi che negativi. File di negozi, caffetterie e ristorantini appositamente studiati, manca forse quella spontaneità che potreste trovare in altri luoghi meno famosi. D’altro canto è evidente l’impegno per rendere Valldemosa una location da cartolina, quindi ogni angolo è pulito, decorato, mantenuto con estrema cura. Niente è lasciato al caso e questo è meritevole. Gli abitanti sono ospitali e di una gentilezza disarmante. Passeggiare su e giù per le sue vie è un buon passatempo e alcuni scorci mi sono familiari. Questo villaggio di campagna nel mezzo di un’isola del Mediterraneo tanto somiglia ai borghi dell’Italia centrale, sia per i paesaggi che per le case in pietra con i balconcini fioriti. E ci sono anche gli agriturismi. Si, sembra davvero di stare in Umbria se non fosse che intorno tutti parlano català. Per visitare a piedi il villaggio ci vogliono almeno due ore. Noi ne abbiamo dedicate quasi quattro perché volevamo andare con calma (e con marmocchia al seguito).

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Ogni bar, pasticceria, ristorante e negozio di souvenir mostra fuori dalla porta dei cartelli con la stessa scritta “cocoa de patata” il dolce locale. Pare che con un cafè (con leche) sia la morte sua. Non mi tiro indietro. E’ buono ma contrariamente alle mie previsioni molto leggero, profuma di vaniglia ed è una specie di pan zuccherato soffice come un cuscino. Inzuppato nel caffè è anche meglio. Ne prendo uno extra per la mia bimba (di un anno), all’inizio ci gioca poi inizia a farlo a pezzettini con le mani e lo mangia tutto restando impegnata per un’ora. A conti fatti questa cocoa si è dimostrata un buon acquisto.

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Tutti gli angoli del villaggio raccontano la storia della santa del luogo, Catalina Tomas, ne conosciamo piano piano tutta la biografia attraverso delle maioliche dipinte che come un fumetto mostrano situazioni, miracoli, eventi. Curiosando tra i vari azulejos conosco “la leggenda del secchio” con il quale la santa offriva l’acqua alla Madonna, pare che ogni giorno il demonio cercasse di romperlo. Ma Catalina, noncurante del liquido che continuava a scorrere al suolo, portava a termine la sua offerta come se niente fosse, perché la sua fede era più forte. Volendo laicizzarla, questa vicenda è ricca di significato. Insomma, quando senti che stai facendo la cosa giusta, continua a farla senza pensare ad altro, la determinazione è già una virtù.

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Tira una buona aria, e alle spalle ci sono le montagne della Sierra de Tramuntana (il nome è già un programma) e la location fu scelta da intellettuali e artisti nel corso degli anni come luogo di ritiro. Tra i tanti nomi Ramon Lull e Borges. L’ospite più famoso fu Chopin, che si trattenne a lungo e ci lasciò anche il suo pianoforte (custodito oggi in una sala del convento de la Cartuja).  I vicoli sembrano un piccolo giardino botanico pensile. Cipressi e olivi, giardini silenziosi e botteghe di prodotti agricoli. Tante specie diverse di fiori, piante e piantine grasse. Di tutto un po’ e complice anche il vento arrivano manciate di profumi diversi alle narici. Diversi fattori contribuiscono a creare l’atmosfera giusta. Valldemossa ci piace. E pure molto.

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Si ritorna a sud, verso il porto, verso Palma e la nave da crociera che ci aspetta al porto. Ho ancora lo zucchero vanigliato del cocoa de patata sulla maglietta e sulla borsa e in testa il profumo dei vicoletti di Valldemossa. E’ stata una giornata perfetta. Posto incantevole e spesa contenuta, la scelta giusta. Pensando questo risalgo a bordo e saluto ancora una volta l’isola di Mallorca.

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