A casa dei divi del Cinema Indiano

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Statisticamente ci sono più probabilità di vedere un attore indiano in Europa, a Dubai o negli USA piuttosto che davanti ai cancelli della sua casa a Mumbai. Ma diciamocelo, quasi tutti (per non dire tutti) gli indiani che visitano la roccaforte di Bollywood prima di partire fanno almeno due soste: una a Bandra davanti alla casa di Shahrukh Khan, l’altra a Juhu al villino dei Bachchan. E non parlo solo di giovanissimi ma anche di uomini maturi, famiglie con bambini e persone in viaggio d’affari se il tempo lo permette. Che senso ha? Agli occhi di una persona che non conosce il cinema indiano, e il suo fortissimo impatto nella vita quotidina, pare assurdo. In realtà il concetto è molto semplice, non si tratta di isterie ma di un elemento stabile e piacevole con cui si cresce e al quale non si rinuncia mai durante tutte le fasi della vita. Il cinema è un mondo che unisce, che rende vicini e felici, che impegna i pensieri almeno una volta al giorno. Le grandi star alla fine oltre che divi sono membri della famiglia, gente che sembra di conoscere da una vita. E a un amico che fai quando stai dalle sue parti? Lo vai a trovare a casa.

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Il divismo in India è un fenomeno molto forte, non è roba per riempire i diari dei ragazzini ma una cosa seria, un concetto molto diverso da quello che si potrebbe immaginare.  Oggi i giovani attori sono numerosi e più tipi della porta accanto,  l’oligarchia sembra in fase di estinzione. I tempi cambiano, alcuni equilibri si spezzano, tutto assumerà in futuro nuove forme o forse si placherà. Al momento resistono ancora i divi degli Anni ’90, e per loro c’è un amore affettuoso e smisurato. Un’energia difficile da descrivere.

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Tra tutti Shahrukh Khan. Per chi non lo conosce cercherò di fare un riassunto veloce, non è solo un attore di talento ma probabilmente l’uomo più magnetico del mondo, oltre che la favola reale del self made man, un ragazzo che decenni fa arrivò a Mumbai senza prospettive per diventare una leggenda dall’oggi al domani. La sua casa si trova in un’appendice dell’esclusiva  Bandra, isolata anche dalla geografia tanto da essere soprannominata Land’s End. Fan o non fan di Shahrukh una puntata a Mannat è un buon investimento di energie, la zona pare un’oasi di pace in mezzo al casino più scellerato, c’è pure un marciapiede lungo il mare dove passeggiare in libertà senza il rischio di venire asfaltati dai veicoli. E’ un angolo suggestivo anche se il palazzo è l’imitazione di tempio greco-romano contornato di cancelli inaccessibili ed elementi vari. Per fortuna King Khan la villa in quella posizione se la fece costruire quando ancora si poteva. Oggi Bandra è un formicaio dell’edilizia e non c’è spazio nemmeno per far cadere uno spillo.

Bastano pochi secondi lì davanti per avere un’idea chiara e immediata del divismo in India, qualcosa che raggiunge ogni limite giustificabile dalla ragione,  ma che come diceva Dante…

 ‘ntender non la puochi no la prova

Se l’argomento vi stuzzica un film che di recente ha sintetizzato al meglio questo legame tra la celebrità e il pubblico (e i suoi eccessi portati all’estremo) è FAN, interpretato proprio dallo stesso Shahrukh in un doppio ruolo da togliere il sonno. Non vi piace Bollywood? Echissenefrega. Il film cercatelo e guardatelo lo stesso perchè non ve ne pentirete. Se dopo averlo visto pensate ancora che sia brutto vi autorizzo a chiamarmi e insultarmi anche alle tre di notte (tanto non succederà perchè è un capolavoro).

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Passeggiando per Bandra c’è un’altra abitazione celebre, quella di Salman Khan. Da fuori un appartamento semplicissimo, non si tratta di un villone o di una proprietà intera. I Galaxy Apartments, davanti al mare, sono la base dell’attore e della sua famiglia (piuttosto numerosa anche se lui è il single per eccellenza).  Poco distante una fitta rete di mercatini lungo le strade nei quali si vende di tutto, soprattutto abiti e scarpe da donna. Simili a quelli esposti nelle vetrine di lusso, ma con prezzi nettamente inferiori. Un buon motivo per farsi un giro da quelle parti.

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Altro divo (anzi divinità) che ama salutare i fan che lo attendono fuori casa è Amitabh Bachchan, leggenda del cinema dagli Anni ’70 a questa parte, un grande attore, un’icona, un punto di riferimento per tre generazioni. Vi sfido a trovare mezza persona in India che non lo conosce (o non lo ammira). Impossibile. La domenica mattina a orari e intervalli ben scanditi si aprono i cancelli della sua dimora di Juhu e al saluto papale assistono anche persone venute da molto lontano.  Pensando a questa scena mi torna in mente un film, uno degli episodi di Bombay Talkies : Murabba. Un piccolo gioiellino che racconta in modo tenero e divertente il viaggio di una persona da Allahabad (la città natale di Amitabh Bachchan) fino a Mumbai, con grandi speranze e un dolce chiuso in un vaso.

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Molta gente si ferma davanti alla villetta di Rajesh Khanna, un altro divo dei Settanta scomparso però da qualche anno. Il suo bungalow nonostante l’attore sia morto è ancora oggetto di visite frequenti, tante sono le persone che fanno fermare il rikshaw di passaggio per dargli un’occhiata. Spesso sono i genitori a chiedere ai figli di andarci (per poi mostrargli una foto). A pochi metri la casa di un altro personaggio pubblico che tutti conoscono, questa volta non si tratta di un attore ma di uno sportivo, il giocatore di cricket (ora ritirato) Sachin Tendulkar. Un gran numero di personaggi dello spettacolo hanno poi la seconda (o la terza, se non la quarta) casa nel quartiere di Hiranandani. Gli stessi appartamenti vengono usati per girare film quando si devono mostrare locations della Mumbai posh e danarosa. La zona è un po’ strana e benchè piacevole si ispira palesemente alle architetture europee. Quella che era un tempo un’area remota e quasi agricola adesso é inaccessibile, i negozi e i ristoranti intorno rispecchiano il tenore di vita degli abitanti (per prendere un caffè mi sono svenata e ho detto … meglio evitare di tornarci).

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Girare per Mumbai e impiegare tempo in questo tipo di visite in India è una pratica piuttosto comune. Anzi ci sono dei tour operator che gestiscono pure gruppi in pullman organizzati, con tanto di cuffiette e fermate programmate. Non ci credete? Si torna a casa, o in hotel, con niente di fatto, ma ciò che conta è l’aver passato tempo insieme, condiviso una giornata, qualcosa in più da raccontare, e su un topic in cui tutti sono ferratissimi : il mondo del cinema. Un mondo che a Mumbai, come nel resto della Nazione, non è solo business e intrattenimento ma molto (molto) di più.

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