Come prepararsi per un viaggio in India

Murales nel palazzo di Udaipur, India

L’ India è uno dei paesi che più attraggono i viaggiatori europei in cerca di esperienze e atmosfere diverse, non sempre però sono tutte rose e fiori, soprattutto se si va per la prima volta. In realtà dietro ogni primo viaggio in India si cela una sorpresa, la possibilità che nasca un amore per la vita o che la permanenza si trasformi in un’avventura da non ripetere.  Per me è stato un colpo di fulmine ( e in senso letterale, dato che nel giro di pochi anni l’ho girata in lungo e in largo, ci ho vissuto per un po’ e mi ci sono pure sposata). Ecco alcuni piccoli consigli, le stesse dritte e ramanzine che ripeto a tutti gli amici in partenza.

Siate pronti a cambiare i vostri piani. E’ probabile che non sempre riuscirete a fare tutto quello che avete in programma, vuoi anche per le distanze, la stanchezza o imprevisti di varia natura. E’ meglio scegliere di visitare meno luoghi ma assaporarli più a fondo, piuttosto che distruggersi con una tabella di marcia estenuante. Anche senza correre come pazzi da una meta all’altra troverete delle cose interessanti da fare e da vedere.

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Innalzare il proprio livello di sopportazione. Soprattutto se visitate grandi metropoli come Delhi o Mumbai vi capiterà spesso di restare bloccati nel traffico. Non alzate la voce, non pretendete che il vostro autista metta le ali o faccia dei miracoli, evitate di dare di matto e fate un respiro profondo. Portate con voi in taxi, o in autorikshaw, una rivista da tirar fuori nei momenti di attesa, oppure ascoltate la musica indiana e osservate i dettagli del luogo in cui vi trovate. Dimenticate a casa la fretta e rendete i vostri orari più flessibili. Se avete un appuntamento con una guida o dovete partire con un tour organizzato prendete sempre il cellulare della persona di riferimento e partite dall’hotel con largh(issim)o anticipo. Non si sa mai quanto tempo impiegherete per compiere un tragitto cittadino, meglio arrivare molto prima e attendere in un locale bevendo qualcosa o navigando su internet. Stesso discorso vale per raggiungere l’aeroporto, rischiare di perdere il volo è molto facile se non si considera bene il tempo necessario per gli spostamenti.

Vestirsi nel modo giusto. Non serve conciarsi come un hippie anni ’70, lasciate nel vostro armadio in Italia tutti i paramenti da figlio di fiori. Non mascheratevi, siate voi stessi! Anche in India, soprattutto nelle grandi città, ci si veste in modo occidentale, portate pure i vostri jeans ma evitate pantaloncini corti, canottiere o magliette trasparenti. Per le donne: state attente a non mostrare la biancheria intima da scollature o pantaloni e portate in borsa un foulard o una sciarpa leggera, in alcuni luoghi di culto potrebbe essere necessario entrare con il capo coperto. Se volete acquistare un saree non mettetelo subito fidandovi di un tutorial visto su YouTube, ed astenetevi assolutamente se non avete comprato anche delle spille da balia per fissarlo! Il saree è un abito molto elegante ma se non lo indossate bene più che belle sembrerete ridicole. Esercitatevi una volta a casa e soprattutto non uscite in India solo con il top, anche se ai nostri occhi potrebbe sembrare una maglietta nella loro cultura corrisponde a un reggiseno.

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Rispettare gli usi e i costumi del posto. Per essere rispettati bisogna per primi portare rispetto. E’ una regola che vale per qualsiasi destinazione. Evitate di salutare dando la mano,a meno che non siate in viaggio di affari o non sia il vostro interlocutore a proporlo. Il contatto fisico tra sconosciuti non è frequente, e a volte offensivo.  In molti ristoranti non vengono serviti alcolici e in genere non si viene visti di buon occhio a passeggiare con una birra. Se siete una coppia non scambiatevi effusioni in pubblico, se dovete discutere tra di voi fatelo senza mettervi ad urlare. Non pensate di poter fotografare chiunque e qualsiasi cosa solo perchè siete turisti, siate discreti e armatevi di buon senso. Evitate di prendere d’assalto la gente del posto per scattare foto da mostrare agli amici, tenete presente che gli indiani faranno lo stesso con voi, chiedendovi di posare con loro (e per loro), mettendovi in imbarazzo neanche foste una specie rara. Se vi da fastidio, e vi rifiutate di farlo, cercate di astenervi voi per primi.

In India non esiste una sola lingua e una sola religione. Solo una parte delle popolazione è induista, nel variegato mosaico culturale del Paese troverete anche musulmani, sikh, cristiani, gianisti, parsi e buddhisti. L’hindi pur essendo la lingua ufficiale non è parlata e conosciuta ovunque ma soprattutto al nord e al centro, nelle regioni del sud si parlano le lingue dravidiche, completamente divergenti per pronuncia, vocaboli, grammatica (e anche alfabeti!!) dall’hindi. Per farla breve, gli indiani non parlano “indiano”, ogni stato ha la sua lingua, e a volte anche più di una, senza contare poi gli innumerevoli dialetti. In sostanza, quando un cittadino di Delhi e un cittadino di Chennai si incontrano con tutta probabilità si saluteranno in inglese.

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Imparare a mangiare più con le mani. In India, a meno che non scegliate solo cinque stelle, non troverete in tutti i ristoranti un set di posate completo, ovvero i classici forchetta, cucchiaio e coltello, soprattutto quest’ultimo non è molto frequente nelle tavole indiane proprio per la diversa natura dei cibi, che sono già in pezzetti piuttosto piccoli, o di consistenza semi-liquida/cremosa. Per mangiare un pasto classico (solitamente una combinazione di pane indiano + salse e composti a base di verdure o carne) il modo più semplice, e più logico, è prendere il pane, simile a una piadina cotta in padella, al forno o fritta, e spezzarlo con le mani, per poi intingerlo nella salsa o nel piatto principale (che è normalmente ben speziato, quindi pensato per essere “diluito” e poco adatto ad essere mangiato da solo a cucchiaiate come faremmo noi con una ciotola di zuppa.) Per evitare lo stress, e riuscire a gustare i piatti prima che diventino gelati, cercate di superare la vostra riluttanza e abituatevi ad aiutarvi con le mani.

Imparare a riconoscere cibi Veg e Non Veg. Una delle prime cose da tenere in mente è che l’India è uno stato prevalentemente vegetariano. In tutti i ristoranti, e in tutti i prodotti alimentari, troverete una chiara distinzione tra prodotti Veg (indicati con un pallino verde) e Non Veg (indicati con un pallino rosso). Per Veg si intende Hindu-Vegetarian, ovvero adatti ad un’alimentazione a base di verdure ma comprensiva di latte e derivati. Se siete vegani potreste invece avere dei seri problemi durante il viaggio per via della presenza costante del latte, formaggio, yogurt e burro anche nei piatti indiani veg. Le uova in India sono considerate Non Veg, quindi se avete con voi dei biscotti italiani, o dei dolci fatti con le uova, evitate di offrirli a meno che non siate sicuri delle scelte alimentari della persona che avete davanti. Secondo me la miglior cucina in India è proprio quella vegetariana, è quindi inutile andare a cercare la carne a tutti i costi, spesso è meno igienica e meno buona dei piatti a base di verdura e legumi.

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Come si ordina un pasto in India? Tutto dipende dal tipo di locale. Se si tratta di uno spuntino in genere vige la regola dell’ordine individuale, se invece vi trovate in ristorante, e ordinate piatti accompagnati da riso o pane, la norma è scegliere cose diverse e dividerle con i propri compagni di viaggio, amici o familiari. C’è poi la formula “thali” ovvero l’alternativa indiana alle catene asiatiche a prezzo fisso “all You Can Eat”. I thali restaurants sono molto diffusi in Rajasthan ma ora li troverete anche in versione chic nei centri commerciali di tutto il Paese, da Delhi a Chennai. Il thali è una combinazione di assaggi di piatti diversi, in genere molto sfiziosi e colorati, tutto viene servito insieme, dall’antipasto al dolce, ed appena terminerete qualcosa i camerieri salteranno fuori dal nulla per servirvi di nuovo. Per evitare sprechi e indigestioni in questo caso è importante saper dire basta al momento giusto e non lasciarsi prendere troppo dall’euforia.

Diventare più elastici nelle norme igieniche. Liberatevi dalle fobie igieniste e non cospargetevi tutto il giorno di Amuchina. Portate in borsa dei fazzolettini, delle saponette da viaggio e un asciugamano, vi saranno utili in situazioni diverse. Soprattutto nei luoghi pubblici abituatevi ad usare la toilette “alla turca”. Rilassatevi, non cade il mondo.

come esercitarsi 4Esercitarsi con i sapori forti. Per godere follemente del gustosissimo cibo indiano è necessario fare prima un po’ di training. Se non siete abituati a mangiare piccante o speziato allora è arrivato il momento di andare in palestra. Partite per gradi, per esempio aggiungendo un po’ di peperoncino sulla pasta, aumentate piano piano la dose. Provate ad andare a cena in un ristorante indiano nella vostra città chiedendo però ai camerieri di servirvi le pietanze come farebbero per i loro connazionali (normalmente le versioni per il pubblico italiano sono molto più soft, se non completamente diverse). L’esercizio è utile per non subire uno shock gastronomico il primo giorno di viaggio, seguito da bruciori e fastidi al secondo. Se non volete passare tutta la vacanza a mangiare riso scondito e dolcetti iniziate ad esercitarvi per tempo!

Non ostinarsi a usare i mezzi pubblici nelle metropoli indiane. Metro, treni urbani e bus sono in genere sovraffollati e difficili da usare se non si è pratici del luogo (o abituati a saltar dentro al volo e sotto gomitate). Soprattutto se avete poco tempo e volete godervi il viaggio senza imprevisti salite su un taxi o su un autorickshaw, vi portano ovunque e costano poco. Per i lunghi spostamenti invece il treno è la scelta migliore, sarà meno veloce di un volo interno ma di certo più appagante. I treni indiani sono confortevoli e ben organizzati, prenotate il biglietto per tempo e scegliete una buona categoria A/C (l’aria condizionata è sinonimo di maggior sicurezza e qualità del servizio).

Non sottovalutare l’inverno indiano. Se avete in programma un viaggio nel Nord dell’India in dicembre – gennaio, mettete in valigia dei capi pesanti. Soprattutto la notte e dopo il tramonto l’inverno di Delhi non è molto diverso dall’inverno italiano. Se andate al nord non dimenticate a casa il giacchetto, una cuffia (l’umidità è altissima, un bel cappello di lana sarà un alleato prezioso) e un paio di calze pesanti. Soprattutto nella capitale nei mesi invernali scegliete solo hotel o pensioni che abbiano il riscaldamento, altrimenti batterete i denti invece che dormire.

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Provare ad andare al cinema e nei centri commerciali. Un pomeriggio fuori dai soliti schemi da turista occidentale in cerca di esotismo non guasta. Provate a divertirvi come farebbe un gruppo di giovani o una famiglia in India. Girate per i centri commerciali (ce ne sono di enormi e bellissimi), provate dei piatti locali (in genere le catene di ristorazione nei mall sono attente all’igiene e servono pasti e spuntini molto buoni), vincete i pregiudizi e guardatevi un bel film. I multisala nelle grandi città sono comodi e al passo coi tempi e la produzione cinematografica indiana è vastissima e merita di essere conosciuta. Anche se non riuscirete e seguire molto la trama per via della lingua vi divertirete e sarete sorpresi dalla qualità delle pellicole. L’industria di Mumbai non ha niente da invidiare a Hollywood… anzi.

Si può viaggiare anche durante il periodo dei monsoni. A volte non sarà comodo quanto vorreste ma la stagione dei monsoni in India ha il suo fascino. Soprattutto la città di Mumbai si trasforma radicalmente e diviene più attraente, più misteriosa. Le piogge non creano disagi per tutto il giorno, basta sapersi organizzare e pianificare un entusiasmante tour slow piuttosto che una sofferta maratona turistica.

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Scoprire che non esistono solo monumenti e musei. Non si vive di solo Taj Mahal. Una delle prime cose a colpire un europeo in viaggio in India è soprattutto l’atmosfera, la confusione, il sovraffollamento e la diversa organizzazione degli spazi. Lasciatevi andare, siate curiosi e guardatevi intorno piuttosto che tenere sempre gli occhi fissi sulla guida cartacea. Per lo shopping pianificate una visita ai mercati locali. Fuggite dalle trappole per turisti. Se volete veramente acquistare delle belle cose recatevi nei mercati, troverete varietà, prezzi contenuti e sarà un’esperienza molto più interessante della visita all’ennesimo monumento. Se non avete problemi con le spezie e il cibo di strada potrete assaggiare degli snacks spettacolari (che difficilmente troverete altrove!).

Voglia di caffè? Se vi siete ambientati e abituati ai sapori locali ma nonostante tutto avete proprio bisogno di un bel caffè per ricaricare le batterie, nessun problema! Chiedete al vostro autista di accompagnarvi al più vicino franchising delle catene Barista o Caffè Coffee Day, potrete bere un ottimo espresso (o cappuccino) a tutte le ore del giorno e sedervi per una pausa tranquilla (e refrigerata/riscaldata). Si tratta di locali molto popolari nelle città indiane, frequentati soprattutto da giovani e studenti, non farete fatica a trovarli.

 

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