Diwali, la festa delle luci

Diwali

Diwali è la principale ricorrenza del calendario religioso Hindu, si festeggia praticamente in tutta l’India e anche in Nepal. La data varia ogni anno a seconda delle fasi lunari, ma in genere cade nei mesi di ottobre o novembre (quest’anno sarà l’11 novembre). Per Diwali la famiglia si riunisce, si scambiano i regali, si visitano i mercati per acquistare decorazioni e vestiti ma soprattutto si celebra tutti insieme invocando la dea Lakshmi nelle proprie case, pregando per il benessere (anche economico) della famiglia.

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Diwali viene festeggiata anche tra le comunità Sikh e Jain, le radici di questa celebrazione che invoca la prosperità e venera il ritorno del divino e delle luce, risalgono a tempi antichissimi. Si ricorda il ritorno del dio Ram dopo 14 anni di esilio e in seguito alla sconfitta del male (il demone Raavan, signore di Lanka che aveva rapito sua moglie Sita). I sudditi per celebrarne il rientro accesero ovunque piccole lampade a olio. Per rievocare ed onorare questo evento queste lampade (chiamate diyas) si accendono ancora in ogni casa, accanto all’incenso, che ha valore rituale, e candele colorate (di ogni forma e profumo, oggi molto comuni nei mercati delle città). Le strade si illuminano di luci elettriche, più o meno come quelle del nostro Natale, ma intrecciate ovunque, anche a ricoprire interi negozi e abitazioni.

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La festa dura circa cinque giorni, si apre con il giorno di Dhanteras, ricorrenza in cui le famiglie acquistano metalli a scopo beneaugurale (non solo preziosi ma anche pentole e oggetti in alluminio) e termina con la giornata in cui si celebra il legame tra sorelle e fratelli (Bhai dooj). Prima delle feste tutta la famiglia si dedica alle pulizie di fondo della casa, perchè la tradizione vuole che la Dea scelga di visitare solo le abitazioni pulite e decorate durante i giorni di festa. Per dare il benvenuto alla divinità vengono fatti dei disegni sul pavimento con colori in polvere sparsi con le dita (rangoli) che riproducono fiori, fiammelle e conchiglie. Molti preparano anche pendenti di peperoncini e limoni infilati sullo spago, spesso appesi fuori dalle porte, per scacciare la mala sorte.

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Il giorno di Diwali dopo il tramonto è tempo della preghiera familiare, o Deepavali Pooja, rivolta a Lakshmi, la divinità dell’abbondanza, alla quale si offre del cibo, monete, ghirlande di fiori e della frutta. I canti devozionali coinvolgono tutti i membri della famiglia, dai più grandi ai più piccoli, e si condivide un’offerta (prasad) spesso zuccherini, dolci o fiocchi di riso, da distribuire ad ognuno mentre viene tracciato sulla fronte un piccolo segno di buon augurio (tilak). La notte il cielo delle città viene infiammato da fuochi artificiali impressionanti, tanto da far tremare la terra (e intimorire chi come me non era affatto preparato ad una simile rassegna di boati). Nelle campagne è ancora una festa più spirituale e tranquilla, anche se i ragazzini non rinunciano mai a comprare stelle filanti e mortaretti da accendere con i propri cari. Come mai i fuochi artificiali? Secondo alcune leggende sarebbero un modo per comunicare a Dio la felicità degli uomini sulla terra. secondo altre versioni un modo per ricordare ancora una volta la vittoria e il ritorno di Ram.

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Da un punto di vista mondano:

I mercati locali si trasformano per l’occasione. Ovunque luci, decorazioni e folle incredibili che si muovono tra i negozi in cerca degli ultimi acquisti prima della festa. Anche artigiani dalle periferie, o dalle campagne, si recano in città per vendere statue di divinità, oggetti rituali (per esempio casette in argilla con l’immagine della dea Lakshmi o del dio Ganesh) e diyas fatte a mano.

A Diwali in genere si chiude il bilancio annuale delle aziende. E’ tempo di riepiloghi e resoconti. Dopo le feste inizierà il nuovo anno lavorativo.

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Si scambiano biglietti d’auguri. La tradizione dei biglietti è più sentita che da noi, se ne trovano in commercio di bellissimi, dalle bancarelle per strada agli shopping mall. Barocchi con pietrine ea glitter, musicali con animazioni pop up, in tessuto, oppure formali per il capo o i colleghi, fino ai super romantici (e anche strappalacrime) per comunicare i propri sentimenti a fidanzati o amici. Per ogni persona esiste un tipo di biglietto. E non si tratta di semplice cartoncino.

Per l’occasione si indossano abiti nuovi e belli. Normalmente tradizionali, al nord kurta per gli uomini e saree per le donne, meglio se scintillanti e di tessuti pregiati.

A Diwali escono nelle sale alcuni dei film più attesi dell’anno, e in genere sempre adatti ad un pubblico di famiglie al completo. Coloro che si riuniscono e si rivedono magari dopo mesi per le festività passano con gioia un pomeriggio insieme al cinema a guardare un film che possa incontrare i gusti di tutti.

Per le famiglie indiane i giorni di Diwali sono un momento d’incontro e di festa, si mangiano piatti speciali (e molti dolci e frutta secca), si fanno acquisti, si sta insieme. Per i turisti potrebbe essere invece un momento meno piacevole proprio perchè il caos aumenta in modo esponenziale e se non si hanno dei contatti diretti, o degli amici in India, non si riuscirà neanche a vedere il vero aspetto della festa e delle celebrazioni.

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