Hyderabad insolita, una visita alle Paigah Tombs

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Hyderabad è una delle città dell’India che preferisco e ogni tanto mi chiedo come mai sia schivata dal turismo internazionale (e inspiegabilmente anche da quello interno). Non trovarsi accanto a folle di turisti, gruppi, pullman in attesa e guide esasperate ha enormi vantaggi, soprattutto si può scoprire la città come locali, senza le pressioni dei procacciatori dei clienti, sei un turista ma sei invisibile, puoi muoverti senza guardarti le spalle o continuare a rispondere “no grazie” lungo la via. Hyderabad è una città dall’involucro giovane e invitante, è moderna e abbastanza organizzata, sotto la confezione nuova di zecca si nascondono invece secoli di storia, splendide testimonianze d’arte islamica, fortezze imponenti e una vasta scelta di haveli, monumenti, templi hindu e musei. Da dove iniziare? Quale luogo scegliere? La prima immagine che mi appare in testa pensando ad Hyderabad sono i ricami di marmo delle Paigah Tombs, i corridoi e gli archi a merletto, gli stucchi, le sculture e le pietre dure, opere raffinatissime oggi dimenticate in un angolo di periferia, in un silenzio che sa d’abbandono.paigah tombs (1 di 1)-5

Questo splendido complesso di momenti nacque come luogo di sepoltura dei membri della famiglia Paigah, un clan nobile e potentissimo, imparentato con i regnanti di Hyderabad attraverso alleanze matrimoniali (che si avviarono con le nozze di Fakhrudin Khan con la figlia del secondo Nizam). Per raggiungerle bisogna uscire dal centro di Hyderabad e percorrere una decina di chilometri fuori dall’anello urbano. Scendo dal taxi, ed entrando in una piccola porticina, sembrerebbe di trovarsi in un luogo deserto e poco interessante, solo varcando la soglia si inizia a capire quale gioiello si nasconde tra le case di un quartiere come tanti.

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Il custode ci saluta e inizia a farci da guida, si presenta e ci dice subito che in questo luogo non si incontrano molti turisti ma coloro che arrivano sono i benvenuti, e anche privilegiati, in quanto potranno conoscere un insieme di monumenti bellissimi, e conservarne i ricordi sempre nella propria mente. E’ una persona molto gentile, parla un pochino d’inglese ma con voce molto bassa, ci mostra ogni angolo del complesso e ci indica dettagli e curiosità che altrimenti non avremmo notato. Ha cura del luogo e ne ha profondo rispetto, tutto viene mantenuto bene ma servirebbero restauri accurati per mano di specialisti. Purtroppo è ancora un luogo di nicchia, non si vede molta gente (e neanche investimenti economici).

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La costruzione del mausoleo iniziò dalla seconda metà del 1700 ed andò ad arricchirsi gradualmente di tesori artistici per celebrare la memoria della famiglia. Ogni tomba è diversa dalle altre, gli artisti del tempo hanno cercato di realizzare motivi geometrici e decori unici per ogni stanza, e spesso anche per ogni sezione della stessa camera di sepoltura. I virtuosismi scultorei sono pazzeschi, colonne che si intrecciano, marmi che sbocciano e madreperla che seppur esposta agli anni e alle intemperie continua a brillare. Ci sono immagini di fiori, di frutti, pietre dure locali e la preziosissima giada giunta ad Hyderabad per mano dei commercianti. Osservate i dettagli, prendetevi il vostro tempo. Dietro al cielo pesante del monsone, che si fa strada in un attimo, e cambia drasticamente i ritmi della giornata, le guglie delle Paigah tombs contrastano le nuvole e paiono pure un po’ inquietanti.  Qualche passo indietro e camminiamo tra gli archi di uno dei corridoi, semplici ma impeccabili. L’arte l’indo-islamica è di un’eleganza assoluta perchè incorpora elementi dell’architettura persiana, rajasthana, moresca e mughal. La sintesi che ne esce fuori è sublime.

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I membri della famiglia Paigah erano generali e figure pubbliche di spicco, promotori delle arti e della cultura nel prosperoso dominio dei Nizam, proteggevano e finanziavano opere pubbliche, avevano potere, proprietà e anche un loro esercito privato. La loro necropoli doveva essere spettacolare, ma non per attirare gli sguardi degli altri quanto per ricordare in modo degno e regale coloro che in quei luoghi furono sepolti. Si è cercato di riprodurre un piccolo mondo su pietra, scolpito finemente nei dettagli, i soffitti sono aperti, quindi nonostante ogni ambiente sia pavimentato e decorato all’inverosimile l’unico tetto è il cielo, i raggi del sole, le nuvole, e pure la pioggia.

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Ricorrenti le figure di ananas che si aprono in foglie rigogliose, le cupole a goccia e i jaalis, le finestre “senza vetri” ma con intrecci di decorazioni, abbastanza fitti da lasciar filtrare la luce ma non il vento e la polvere. I monumenti sono circondati da un giardino nel quale si incontra anche una moschea e una casa per ospitare i curatori del luogo. Il custode ci mostra il diario dei visitatori e ci invita a lasciare un pensiero, oltre che i nomi e le nazionalità, l’ultimo messaggio prima del nostro era di una coppia di irlandesi … un mese prima!!! Significa che per un così lungo intervallo nessun turista, nè straniero nè indiano, aveva varcato la soglia di quel luogo affascinante. Le Paigah Tombs meritano di essere scoperte e visitate, se andate a Hyderabad includetele nel programma di viaggio, è un primo passo per promuoverle, proteggerle e mantenerne intatta la bellezza per le generazioni future.

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Ora alcune note pratiche:
– L’ingresso è libero, non c’è nessun biglietto da acquistare, varcate la soglia e cercate il custode.
– Si possono visitare dalle 10 alle 17, tutti i giorni tranne il venerdì.
– Raggiungete il luogo direttamente in taxi da Hyderabad, le Paigah Tombs si trovano a Santosh Nagar ma con i mezzi pubblici è un’odissea (e non riuscirete a riconoscere il monumento da fuori perchè non c’è nulla che lo identifichi dalla strada principale). Spesso neanche i cittadini sanno darvi direzione precise.
Non è permesso andare in giro da soli, la guida sarà sempre nei paraggi anche se vi lascerà la vostra privacy e il tempo di guardare con calma. Si possono scattare fotografie in tutta l’area delle tombe e nel giardino.
Vestitevi in modo adeguato. E’ un luogo di sepoltura e un luogo sacro, niente canottiere, abiti scollati e pantaloncini (la regola vale sia per gli uomini che per le donne).
– Parlate a voce bassa e non mettetevi a fare stupidate (tipo selfie o chiacchiere al telefonino).
Non calpestate l’area delle tombe, muovetevi solo dove è consentito farlo, in caso di dubbi chiedete al custode (o fate semplicemente quello che fa lui).

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