Perchè l’India? Alle origini della mia ossessione

bollywood

Le passioni rendono speciale la vita di tutti i giorni, aiutano a rendere prezioso il tempo, a colmare piccoli o grandi vuoti. Non importa se siamo i migliori o i peggiori purché rendano felici e ci prendano per mano. Sono sempre lì, nei pensieri a vanvera prima di addormentarci, chiudendo gli occhi sotto la doccia, bevendo il caffè. Le ritroviamo accanto a noi sulla piattaforma ad attendere il treno, in fila al supermercato, salendo le scale, guardando fuori dalla finestra. L’incontro con qualcosa d’irresistibile che resterà al nostro fianco tutta la vita può avvenire in momenti diversi, ogni luogo è quello giusto e non esiste una fascia d’età. Trovare “La” passione della propria vita più che un colpo di fulmine è una doccia gelata. Si resta immobili, cosa fare? Da dove cominciare? Poi partono nottate insonni per recuperare il tempo perduto, passate a leggere, a ordinare libri a caso sul tema, a guardare video a raffica, a circondarsi di tutto ciò che riporta a un solo argomento. Naturalmente quello da cui parte l’ossessione.

Udaipur

La mia è l’India. Inutile che ci giro intorno, è un chiodo fisso. Tutto mi attrae fino a farmi perdere la ragione e aver scoperto il cinema indiano e la cucina non ha fatto che alimentare le fiamme. Quando un interesse è appagante e totale non resta che una cosa, rimboccarsi le maniche fregandosene del giudizio degli altri.

India

E pensare che il mio primo viaggio in India non è stato in realtà così indimenticabile. Schiacciata dalla confusione, dai procacciatori di clienti urlatori, da inconvenienti e cambi di programma di vario tipo non è che me la sia goduta più di tanto. Tornai a casa stanca e per una settimana intera volli solo dormire e mangiare. Poi mi sono ricordata di disfare le valigie e lì accadde il fattaccio. Tirai fuori dalla borsa varie cose, le stesi sul divano e pareva di essere davanti a un banco del mercato. Tutto era molto bello ma tra i tanti articoli luccicosi spuntò fuori un dvd. Un film? Non mi ricordavo neanche di averlo comprato. Messo in mezzo ad altre cose a random che presi in aeroporto con le ultime rupie. La copertina prometteva una storia d’amore “esotica” e bei volti da guardare, scelsi proprio quel titolo invece di altri perché la ragazza nella foto l’avevo già vista prima, forse in una pubblicità. Ero ancora libera dagli esami e infilai di corsa il dvd nel lettore. Diamo un’occhiata. Ad ogni immagine, ad ogni musica e ad ogni parola si è aperto un mondo. E’ stato come un vortice. Ipnotizzata, sedotta, ammutolita. Non trovai quello che cercavo ma tutto il resto. Il film era Devdas. E quel giorno l’inizio della mia ossessione per l’India, e per il cinema indiano.

Agra

Arrivare in aeroporto è già sentire un’aria diversa, c’è odore di chiuso, di pioggia, di polvere, di incenso. Anche nei bagni la musica a palla. Non saprei. Chi ha la passione per l’India forse ha capito di cosa sto parlando. Tutti gli aeroporti del mondo sanno di buono, o al massimo di niente. Sono rilassanti. Ma no, in India già dal primo passo capisci che sei arrivato. E’ un benvenuto e anche un allarme. Adattati, amala, o sei fregato.

hyderabad

L’India non mi ha conquistata per le vie di Delhi né di fronte al Taj Mahal ma sul divano di casa mia, quando la fretta di voler visitare era passata ed era rimasto solo il ricordo, tante robe sparse ovunque, un dvd pronto a fagocitarmi e la prospettiva di tanti altri viaggi davanti. A quel film ne seguirono centinaia trovati un po’ ovunque, vestiti tradizionali, braccialetti di plastica e di vetro, riviste, oggetti di ogni tipo, spezie, scatole, elefantini. Insomma, un circolo vizioso. Ora sono più razionale, potrei dire di essere uscita dal tunnel dell’ossessione per entrare in quello della pura passione. L’India non è più un desiderio incontenibile smanioso ma una parte della mia vita quotidiana. E’ stato il luogo in cui ho vissuto giorni felici e divertenti, dove ho conosciuto mio marito, dove mi sono messa alla prova viaggiando per la prima volta da sola. In India mi sono sposata e dopo l’Italia è il Paese al mondo in cui ho passato più tempo. Vorrei poterla visitare tutta, conoscerne ogni angolo e parlarne continuamente. Come si fa? E’ enorme e ogni luogo spesso un universo a parte. Non vivo di sole illusioni cinematografiche e ne vedo i lati positivi come i negativi, spesso sono dubbiosa, alterata, arrabbiata, eppur continuo ad interessarmi a questa terra senza riserve.

India

Oggi è un po’ come vivere con un piede tra due staffe. Uno in Italia e uno in India. Cucino piatti tradizionali, guardo film di Bollywood, parlo inglese con accento indiano. Ma viaggio anche dove capita, mangio mediterraneo e inseguo prodotti tipici, giro per musei, borghi e villaggi in Italia. Adoro entrambi i mondi e senza l’uno non sarei felice nemmeno nell’altro. La passione per l’India è grande, mi accompagna sempre e spero di sapervela raccontare.

Rajasthan

 

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