Raziya Sultan, la sovrana dimenticata

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Siamo nei pressi di Turkman Gate, tra la fitta rete di strade, negozi e pali della luce così intasati di fili da emulare una foresta, tra case una addossata all’altra in una delle aree più congestionate della capitale indiana. Tra vicoli angusti e fiumi di persone c’è un piccolo cortile dimenticato. Niente altro che due lapidi e uno sgabuzzino, ma sotto una di quelle due pietre riposa (con molta probabilità) Raziya Sultan, l’unica donna che mai regnò su Delhi. Il suo nome resta da qualche parte nei libri di storia ma la sua memoria, e soprattutto le sue spoglie, sono finite nell’oblio. Sopra le lapidi dei fiori seccati, deposti da giorni e ridotti in polvere dal sole. Un omaggio troppo umile se paragonato alla personalità di Raziya, donna coraggiosa che a suo modo ha cercato di cambiare le regole e vivere controcorrente.

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La tomba di Raziya a Turkman Gate

La biografia avventurosa di Raziya, avvincente con colpi di scena da romanzo, ben si presta a diventare oggetto di serial e film. Nelle tv indiane ogni tanto spuntano fuori rivisitazioni sul tema ma il film di Kamal Amrohi resta il migliore. Ho conosciuto la sua storia attraverso il volto di Hema Malini, attrice indiana dei decenni passati protagonista di un kolossal in costume ispirato proprio alla regina di Delhi.

Raziya non voleva essere chiamata Sultana (ovvero moglie di un regnante) ma Sultan (sovrano) termine esclusivo per gli uomini. Cavallerizza e spadaccina, abile stratega e mecenate, fondatrice di biblioteche e circoli scientifici, la regina non era solo interessata alla politica ma amava e proteggeva le arti e la filosofia. Ovviamente in ogni raffigurazione appare bellissima, licenza creativa dei pittori o meno, così mi piace immaginarla, ingoiellata e vestita di colori sgargianti, lo sguardo fiero sotto la pesante corona sulla quale svetta una piuma bianca, come quella che aveva Hema Malini nel film del 1983. Le sue qualità e la sua intelligenza non passarono inosservate e già adolescente Raziya divenne il braccio destro del padre Iltutmish, sultano di Delhi.  La scomparsa prematura del fratello, unico successore al potere, e la scarsa fiducia che il regnante riponeva negli altri figli maschi, fece ricadere la scelta su Raziya, che in passato aveva dimostrato di saper governare e prendere buone decisioni in sua assenza. Preferendo una delle figlie femmine come erede al trono il sovrano fece una scelta insolita che era considerata un tabù. I nemici, neanche a dirlo, si moltiplicarono.

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Una delle locandine del film di Amrohi

Leggende raccontano il coraggio e la forte personalità di Raziya. Era una donna colta e astuta, sapeva come conquistare ciò che desiderava, sia per il suo regno che in amore. Esistono varie versioni della sua contrastata storia romantica con Malik Ikhtiar – uddin Altunia, un tira e molla che tra bugie, tradimenti e cospirazioni finalmente si concluse con le nozze. Odio e amore vanno di pari passo ma la storia di questi due personaggi è intricata e rocambolesca . Il quadro si complica con la presenza scomoda di Jamaluddin Yaqut, schiavo di origine africana divenuto nobile presso la corte di Raziya che si guadagnò la sua fiducia, fino a diventarne il più fedele consigliere. Il film di Amrohi fa sbocciare una passione tra la regina e il confidente (che nel film ha il volto di Dharmendra). Probabilmente Altunia si sbarazzò del terzo incomodo per poter finalmente riconquistare e sposare Raziya. Non ho idea di quanto nelle leggende corrisponda alla realtà ma adoro crederci. L’unica cosa accertata è che Raziya e suo marito morirono sconfitti da Barham Shah, fratello della regina che si dichiarò da un giorno all’altro l’unico erede effettivo, occupando definitivamente il trono di Delhi.

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Scolpita nella pietra la sua storia, a pochi metri dalle tombe

Una storia è complicata e avvincente. Raziya morì nel 1240 e la catena di secoli ha celato il motivo per cui la regina sia stata sepolta (forse a fianco della sorella) proprio in quel luogo. E come mai poi la sua tomba è stata dimenticata e coperta da un dedalo di strade e negozi? Non lo sappiamo. Mi sposto a Connaught Place e ritrovo di nuovo il volto della sovrana, questa volta in una libreria che vende anche fumetti a tema storico dal titolo Brave Women of India. Riappare la biografia di Raziya, gli intrighi, le cospirazioni di corte ed è una catena di eventi che prende vita nei disegni. Mi consolo. La sua tomba è stata abbandonata ma almeno non la sua storia.

 

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