Su e giù per Mumbai sulle tracce di Bollywood

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Il mio primo viaggio in India è stato quasi un disastro, scelsi l’itinerario sbagliato e senza avere conoscenze adeguate né aspettative reali. L’amore per questa nazione è nato un po’ dopo, al ritorno casa, in una lunga fase d’incubazione e organizzazione dei ricordi. Dal mio secondo viaggio ho iniziato a muovere passi più sicuri, e avevo le idee chiare, sapevo cosa cercare e dove trovarlo. Nei mesi di attesa non facevo che ripetermi “voglio tornare a Mumbai, voglio sentire e vivere il cinema indiano”. Già ma come?  Dove si trova Bollywood dentro Bombay? La risposta sembra facile ma non lo è. Il mondo del cinema in realtà è ovunque, non serve cercarlo, ma soprattutto è un non luogo chiuso dentro al cuore. Una parte di DNA, un bagaglio di emozioni legate alla vita quotidiana, all’immaginario collettivo, un pezzo di storia, una seduta di psicologia di gruppo. Se volete visitare la più incredibile metropoli indiana cercando di incontrare (e sfiorare) l’incredibile macchina del cinema seguitemi in questo post scritto da fan delirante (ma ben organizzata). Siete bollywood addict? Trovate pane per i vostri denti. Non sapete di cosa sto parlando ma state per visitare Mumbai? Prendete appunti su alcune curiosità e luoghi mitici della città.

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Dov’è fisicamente Bollywood? Ci sono puntini nella Google Map? Lettere giganti appese a una montagna? No. No. No. Ma allora dove trovarlo? Su queste domande mi sono scervellata a lungo e dopo settimane di ricerche ho iniziato a capire che non esiste un luogo ben preciso ma tutti i lati di Mumbai, dai più sfavillanti ai più deprimenti, sono impregnati di cinema, di musica. E’ una valvola di sfogo, un elemento familiare del quale non si può fare a meno qualunque sia la propria condizione sociale. Il cinema è intrattenimento per tutti e innumerevoli volti da amare. Gli stessi sguardi che ritroverete nei giganteschi cartelloni appesi, nella musica ad alto volume che batte all’unisono con il cuore della città, nei vecchi teatri monostanza alquanto vintage, nelle sale lucide e sfarzose dal gusto ultramoderno. Negli studios blindati persi in chilometri di campagna, fino alle case delle star in zone esclusive, nate per convivere con orde di fans imbizzarriti e sognanti.

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Inizio il mio giro da Juhu, la parte residenziale ornata di palme a nord di Mumbai. Davanti alla spiaggia e al labirinto di venditori di street food, ci sono file di cartelloni immensi, alcuni saranno freschi di colla, altri sbiaditi e pronti ad essere sostituiti. La grande industria cinematografica indiana si muove in fretta, è sempre in corsa, anche i titoli di maggior successo devono cedere il passo ai nuovi, e I nuovi diventano presto vecchi. Tornate a Juhu Chowpatty ogni settimana e vi sembrerà di trovarvi in un posto diverso.

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A pochi minuti di distanza un altro luogo storico, il Prithvi Teathre, legato all’ albero genealogico della famiglia di Prithviraj, Raj e Shammi Kapoor, mantenuto in vita dall’opera costante del fratello minore Shashi (oggi ha 79 anni) anche lui divo del cinema seppur abbia sempre preferito gli applausi del palcoscenico ai fasti del grande schermo. In questo spazio di Mumbai si esibiscono regolarmente artisti indiani e stranieri,  si sono avviate le carriere di molti grandi nomi e agli spettacoli non mancano mai ospiti d’eccezione. E’ un luogo del cuore che si è evoluto positivamente nel corso del tempo.

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Meritano una visita anche i cinema storici, su quelle stesse poltrone si sono seduti attori e registi che ora non ci sono più, magari per la prima di un loro grande successo. Per esempio il Regal di Colaba, ancora amatissimo dagli abitanti di Mumbai, oppure il Maratha Mandir, dove ogni giorno si proietta almeno una volta lo stesso film dal ’95,  Dilwale Dulhania le Jayenge. Per chi non avesse dimestichezza con questo settore ripeto : l o – s t e s s o – f i l m – d a l – 1995!!! In nessun luogo al mondo fuori che a Mumbai potrebbe succedere.

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Sulla Bandstande Promenade, la lunga passeggiata fronte mare di Bandra, isolata dal traffico e frequentata anche da molte coppiette, era stata allestito un museo a cielo aperto con statue in bronzo, autografi e calchi delle mani di personalità importanti dello spettacolo. Sfortunatamente uno dei luoghi più suggestivi della città pare sia stato rimosso dall’oggi al domani. Sono arrabbiatissima. Era un’opportunità non solo per celebrare il passato di un’industria così importante ma anche per raccogliere fuori dal traffico e dal caos i turisti di passaggio in cerca di luoghi insoliti e relax. Ora la statua di Yash Chopra è volata in Svizzera, e le altre? Chissà. Spero che prima o poi rimettano tutto come prima.

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Meglio consolarsi con un po’ di sano shopping nei mercati delle pulci di Mutton Street. L’area è congestionata e non proprio organizzata, insomma andateci solo se ve la sentite e siete un po’ pratici di alcuni quartieri di Mumbai. Il premio sarà trovare negozi affascinanti dove poter comprare locandine, antichità e memorabilia bollywoodiane a prezzi stracciati. Contrattare è la norma, non cedete alla prima offerta anche se quello che avete in mano vi piace tantissimo.

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Per l’ora del tramonto potete salire fino a Pali Hill, zona molto esclusiva dove il terreno si vende a peso d’oro, e vedere l’insegna che indicava gli studios messi in piedi da Dev Anand, ora non più esistenti. Rimane una targa commemorativa e l’atmosfera di una zona molto bella e tranquilla.  I vicini Mehboob Studios restano in piena attività, si girano film, programmi televisivi e serial, quindi frequentatissimi dalle star di oggi, così come i mitici Yash Raj, luogo dove sono sempre in fermento nuove idee e grandi produzioni.

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Fermarsi davanti ai mitici RK Studios a Chembur è un sogno per ogni amante del cinema indiano. Anche chi guarda solo i film moderni non potrà non emozionarsi davanti alla scritta degli studi cinematografici di Raj Kapoor, attore, regista, uomo di spettacolo, l’eterno showman che ha incantato e ispirato almeno tre generazioni. D’obbligo scattare una foto davanti al celebre logo che riproduce l’immortale abbraccio di Barsaat.

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E poi fuori, a Goregaon, dove il traffico si apre, nella nuova Mumbai che ben confina con la giungla, si trovano i sets veri e propri, il mondo di Fimistaan, capannoni dispersi in colline verdi e ben chiusi a chiave. Non è proprio possibile entrare (a meno che non sia la vostra giornata fortunata). Ma almeno dire di aver visto l’ingresso del Paese delle Meraviglie, quello si. Qualche anno fa ero riuscita ad ottenere un permesso ma varcare i cancelli significa poco se poi dentro ogni sezione è chiusa perché la troupe è al lavoro. Difficile quindi avere un’idea di cosa accade a meno che non si partecipi attivamente come comparse.

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Dato che niente riesce a vendere in India come il cinema non è raro che gli attori vengano chiamati in centri commerciali o eventi per fare presenza (e quindi pubblico) oltre che per promuovere i loro film. Una sorta di reciproca pubblicità che giova sia alle aziende che alle case di produzione, e in modo diretto aumenta la visibilità dei divi e l’aurea dorata legata alla loro immagine. Quindi se volete trovarvi al posto giusto nel momento giusto leggete bene i quotidiani, soprattutto non saltate la pagina dello spettacolo e quella relativa agli eventi in corso, potrebbero esserci inaugurazioni, feste pubbliche o meet & greet in occasione dell’uscita di nuove pellicole. Tenetevi aggiornati, c’è sempre qualcosa che bolle in pentola, soprattutto nel weekend.

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E come lasciare fuori dalla lista l’incantevole Chappal Road, un quartiere dal gusto antico (e anche un po’ portoghese) dove si scoprono muri decorati con locandine dipinte a mano, tributo a film del passato e ad un tipo di arte che oggi non esiste quasi più. C’è il progetto di trasformarlo in un angolo di street art celebrativa. Voglio tornarci tra un po’ per vedere come (e se) si è ampliato.

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E poi alla fine è Bollywood ad incontrare te. Anche negli angoli più inaspettati. Per esempio ti fermi a comprare un panino e trovi parcheggiato un autobus che riporta in voga gli Anni 70 per la pubblicità di una radio (le canzoni degli fab seventies sono considerate le più melodiose e quelle dai testi più significativi). E all’aeroporto, che ne dite di una pausa all’IIFA Cafè, tra costumi di scena originali e ambientazioni che spaziano dai film di oggi a Mughal e Azam? Insomma fino a che non rimetterete piede sull’aereo Bollywood vi seguirà ovunque in giro per Bombay. Come un’ombra. E forse anche  se siete scettici un giorno iniziera’ a piacervi, o se non altro vi accorgerete che un fenomeno popolare cosi’ forte al mondo non ha eguali.

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