Un tripudio di forme e colori. I più bei templi hindu di Chennai (Prima parte)

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Foreste di statue che si intrecciano a formare un unico decoro. Narrano storie come un libro aperto, sotto gli occhi di tutti, facile da interpretare anche per coloro che nei tempi passati non sapevano leggere in un modo del tutto simile alle vetrate delle cattedrali europee. I templi del Sud dell’India sono coloratissimi, alti, imponenti e pure accoglienti. Non c’è spazio solo per la divinità ma sono luoghi d’incontro, diversi nell’aspetto e nella struttura quanto nell’atmosfera. Chennai è oggi molto moderna, enorme e confusionaria, tra i grandi centri emergenti dell’India, non è solo la metropoli dalla quale prendere voli e treni ma una città molto interessante che merita di essere scoperta con calma. Nel Tamil Nadu cambiano i ritmi di vita ma si conserva inalterata l’identità di un luogo che è il cuore della cultura dravidica. I templi si visitano frequentemente, pochi i turisti che giungono qui, tanti i pellegrini e i fedeli che si concedono un attimo di pausa dalla routine giornaliera per la meditazione, una preghiera, un buon augurio, un ringraziamento. 

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KAPALEESWARAR : IL GIOIELLO DI MYLAPORE

Un tempio molto grande e bello da visitare che si trova nella zona meridionale di Chennai, nel distretto storico di Mylapore che conserva ancora edifici e templi antichi. Il nome Mylapore (dimora dei pavoni) richiama la leggenda a cui è legata la costruzione del tempio: Parvati, distratta dalla danza di un pavone durante la preghiera venne punita da Shiva a rinascere pavone sulla terra fino a quando non avrà completato la sua penitenza. Ed è proprio la figura sinuosa e colorata di questi splendidi animali l’elemento decorativo per eccellenza, le palme e il profumo della brezza marina suggeriscono la sua vicinanza alla spiaggia.

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Non un tempio ma un vero e proprio complesso di templi che come nella tradizione dravidica presenta porte secondo i punti cardinali, una torre principale e anche una vasca sacra per bagni rituali e offerte.  La divinità del tempio è il Lingam, una rappresentazione astratta di Shiva, chiaramente un simbolo fallico associato alla sua controparte femminile, Yoni, che rappresenta la dea Shakti. I fedeli portano corone di fiori colorati che si acquistano anche nelle bancarelle appena fuori dall’ingresso. Si offrono anche noci di cocco, un frutto nutriente e dolce ma non solo, la sua forma è ancora più sacra perchè ricorda un craneo umano.  Il suo porticato ampio accoglie i visitatori per una sosta all’ombra, o al riparo dalla pioggia, dando un’ultimo sguardo alla ricchissima torre centrale, decorata all’impossibile, prima di uscire e tornare a casa.

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PARTHASARATHY : TRANQUILLITA’ E SILENZIO

Nella vivace area di Triplicane, in prossimità di Marina Beach la frequentatissima spiaggia cittadina di Chennai, si trova un tempio dalla storia antica e molto particolare. Sculture in marmo bianco, colonne decorate in un ambiente silenzioso e mistico, del tutto staccato dalla realtà frenetica che lo circonda. Il Parthasarathy temple fu costruito dai nobili della dinastia Pallava nell’ VIII secolo d.C ma il suo aspetto è cambiato più volte nel corso degli anni e con il variare delle famiglie regnanti. L’edificio attuale pare non abbia più di 400 anni ma custodisce divinità trasportate da un tempio più antico che andò distrutto e che si trovava proprio sulla spiaggia.

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Appena entrati non si può non notare la statua di Arjun e Krishna, raffigurati con il carro e i cavalli durante la battaglia di Kurukshetra. E alle spalle la torre più alta che svetta con le sue tantissime sculture. Questo luogo religioso è dedicato ai dieci avatar di Vishnu (Desavatharam). Tra le sue stanze i suoi cortili si celebra ogni anno il matrimonio rituale della divinità con Lakshmi, la dea della prosperità. La leggenda racconta che la dea fu trovata nello stagno vicino al luogo in cui ora si trova il tempio e venne cresciuta dal saggio Bhrigu come sua figlia.

Purtroppo ho visitato il tempio durante dei lavori di restauro e molte parti erano chiuse o coperte con la lamiera. Credo che ora sia di nuovo interamente visitabile e per di più rimesso a nuovo. Varcare l’uscita e venir sovrastati dal caos pare davvero irreale. Le macchine, le moto, il profilo di Marina Beach, i venditori di noccioline lungo la spiaggia, le bici e i giovani appena usciti dalle scuole o dal lavoro che ascoltano a tutto volume le colonne sonore dei loro film preferiti.

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