3 Luoghi Insoliti da vedere a Milano

Diurno Venezia

Sembrerebbe facile ambientarsi a Milano, si, sembrerebbe.  E’ una città che offre ogni cosa ma di certo non su un piatto d’argento. Ci ho passato un anno intero e a fasi di rifiuto ho alternato altre di curiosità. Poi mi sono lasciata andare e giorno dopo giorno l’ho apprezzata. Musei, mostre, ristoranti di ogni tipo, attività culturali, una rete di trasporti che funziona alla grande, la possibilità di raggiungere velocemente altri centri italiani e nei dintorni il bellissimo Lago di Como. Un centro nevralgico e una posizione strategica “in mezzo a tutto”. E infondo lo dice anche il nome. Se ci sei nato è il massimo, se vieni da fuori fatichi di brutto ma una metropoli moderna, attiva e positiva alla fine riesce sempre a ripagare gli sforzi. Non è facile visitare Milano, anche per capire questo ci ho messo del tempo. Piuttosto che passeggiare esclusivamente nel nucleo turistico andate a cercare qualcosa di diverso più in là. In mezzo ai palazzi e alle vie apparentemente anonime. E’ proprio lì che Milano ha iniziato a piacermi.

 

LA CASA DELL’ORECCHIO (E DINTORNI)

Anche i muri hanno orecchie, almeno alcuni. In un angolo molto tranquillo eppur in pieno centro (a pochi passi da Palestro e San Babila) una casa che vanta un dettaglio alquanto curioso. Un grande orecchio metallico in bronzo. Si tratta di Palazzo Sola Brusca e la particolare scultura di Adolf Widt era un tempo utilizzata come citofono. Questa zona di Milano è attraente, ci sono dei palazzi veramente belli e un’atmosfera raccolta nonostante la posizione geografica. E poi basta camminare pochi minuti per raggiungere Villa Necchi Campiglio, un’elegantissima casa con giardino degli Anni ’30 oggi aperta al pubblico. Al Quadrilatero della Moda preferisco di gran lunga quello del Silenzio. Una piacevole passeggiata tra Stile Liberty, arte e belle architetture.

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PIAZZA CITTA’ DI LOMBARDIA

Non è l’unica architettura moderna ed esuberante di Milano ma le geometrie di questa piazza mi piacciono molto. in realtà sarebbe meglio parlare dell’intero complesso di Palazzo Lombardia, un grattacielo di oltre 161 metri, e del nuovo blocco di edifici che lo circonda.  Forme strane, intrecci ondulati di vetro e ferro, lucenti sotto il sole, cupi e tenebrosi nei giorni grigi. E ai primi addirittura preferisco i secondi. E’ la piazza coperta più grande d’Europa e un bel salotto d’incontro anche nelle peggiori condizioni climatiche (nei pressi della Metro Gioia). Salendo con un ascensore all’ultimo piano si ha un’ampia vista della città. Bella soprattutto se avete la fortuna di capitare in un giorno di sole e scorgere lontano nell’orizzonte anche la periferia che si estende a macchia d’olio. Un riassunto efficace, in pochi sguardi, della nuova Milano: sempre più moderna e sempre più grande.

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L’ALBERGO DIURNO DI PORTA VENEZIA

E di questo posto non smetterei mai di parlarne, tanto che gli ho dedicato una paginetta intera. Pochi gradini e si entra in un mondo dimenticato e congelato nella sua antica eleganza, come sigillato in fretta. Nel sottosuolo di Piazza Oberdan si trova uno dei pochi bagni pubblici di inizio Novecento ancora rimasti intatti. Erano luoghi di fermata e d’incontro presenti anche in molte altre città italiane, un posto per rinfrescarsi dopo un lungo viaggio, tagliarsi i capelli, farsi la barba o una doccia, stirare un abito sgualcito dopo ore di treno. E’ come chiudere gli occhi e riaprirli in un mondo che non esiste più. I mosaici, le vecchie insegne, l’arredamento dei bagni e l’impressione di compiere un suggestivo salto nell’Art Decò. Un luogo nascosto che il paziente lavoro dei volontari del FAI sta riportando in vita. Innamorata all’istante, mi è bastato varcare la soglia.

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