Albergo Diurno Venezia. Un luogo nascosto nel cuore di Milano

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Inaugurato il 19 gennaio del 1926 con il nome di Albergo Diurno Metropolitano, era una specia di SPA della Belle Epoque, oggi un luogo nascosto e dimenticato all’interno della stazione della metro di Porta Venezia, abbandonato ma per fortuna rimasto intatto, come congelato dal tempo, e in attesa di ritrovare una nuova vita. Gli alberghi diurni furono una moda d’inizio Novecento, luoghi di svago e bellezza ma anche punti d’incontro per i primi pendolari e dispensatori di servizi di base anche per coloro che non avano accesso all’acqua calda e ai bagni in casa.

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I diurni erano presenti in molte città italiane ma sono quasi completamente andatì distrutti per fare spazio ad altro, in genere garage, cantine o metropolitane. Una bellezza fragile che non è stata riconosciuta e preservata e non ha resistito all’impatto col tempo.

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Coloro che  giungevano a Milano dopo un lungo viaggio (e su treni che non erano certamente quelli di oggi) avevano nel Diurno la possibilità di fare una telefonata, lavarsi, farsi la barba, un’acconciatura o la manicure, stirare un abito prima di entrar in città o incontrare qualcuno. Potevano in poco tempo essere freschi, rilassati e presentabili. Ma non era solo una beauty farm del tempo per viaggiatori d’elite, il Diurno dava la possibilità di farsi un bel bagno caldo anche alle persone che non avevano i servizi nelle proprie abitazioni, e che spesso per tagliare i costi si portavano l’asciugamano da casa.

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Nascosto eppur sotto gli occhi di tutti. Si accede da una porticina in ombra proprio sulle scale della metro, aperta eccezionalmente in alcune date grazie al lavoro e alla passione dei volontari del FAI. Pochi gradini ed è già un salto nel tempo, questa struttura sotterranea è un vero gioiello dell’Art Deco. Da vari indizi si attribuisce oggi la realizzazione del Diurno all’archietetto Piero Portaluppi. La volontà di salvarlo dall’oblio nasce da un progetto di riqualifica dell’area intera di Piazza Oberdan. E’ già stato portato a termine il restauro della piazza, la pulizia delle colonne e della pensilina (un tempo annerite e deturpate dai graffiti) e la rimozione del manto d’asfalto che ricopriva i lucernai del Diurno e il pavimento stradale originario. Le due colonne bianche erano anche il luogo in cui fuoriuscivano i fumi e l’aria consumata negli anni d’attività dei bagni pubblici.

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L’ingresso è un elegante salone ai lati del quale ci sono vari separè con archetti in legno che dividono i laboratori degli artigiani in cui venivano offerti servizi diversi, oltre che il guardaroba, la sala d’attesa, la cabina telefonica e una stireria. Sono ancora presenti alcuni arredi d’epoca, insegne e oggetti. La ninfa Igea, protettrice della salute, da il benvenuto all’area delle terme, con servizi per uomini e per donne di vari livelli, dalle semplici docce con pareti in marmo, ai bagni di lusso con vasche, mattonelle colorate e decorazioni. Bellissima la pavimentazione a mosaico, i dettagli in stile liberty e i rivestimenti in vetro civer.

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Da alcune foto d’epoca è possibile vedere come fosse l’aspetto originale del Diurno, un luogo accogliente ed elegante, arredato con gusto. Un’area funzionale e non dominio di pochi, utile a persone provenienti da diverse classi sociali. Testimonianza di un mondo sotterraneo che cresceva con lo sviluppo della vita metropolitana in una dimensione parallela.

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E’ ancora possibile vedere con i propri occhi questo affascinante luogo nascosto nel cuore di Milano grazie alla preziosa attività del FAI (Fondo Ambiente Italiano). Il ciclo di aperture straordinarie di dicembre (5,6,7,8,12 e 19) 2015 – gennaio 2016 si concluderà nei prossimi due weekend (sabato 16 e 23 gennaio). Non perdete questa occasione, e speriamo che il Diurno possa trovare presto una nuova sorte e un’apertura permanente sia per i turisti che per i cittadini di Milano.

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