Città Perdute nel Lazio : Falerii Novi

Falerii Novi 1

La Tuscia è una regione dove abbondano storie intriganti e misteri, dove la natura sovrasta città abbandonate o lentamente corrode interi villaggi, dove le rovine di città fantasma, tombe e siti archeologici si nascondono ancora tra la vegetazione. L’acqua, l’erosione, una visione romantica della natura che lentamente si rimpossessa di ciò che l’uomo ha costruito o abbandonato, un paesaggio suggestivo e malinconico che forse si ama di più da trentenni piuttosto che da ventenni, quando si è impara non solo ad apprezzare ciò che è visibile ma anche ad avvertire ciò che non lo è.

Falerii Novi 2

Poco resta del passato di Falerii, uno dei principali centri dell’Etruria prima distrutto e poi ricostruito dai romani. La sua fondazione, in sospeso tra mito e storia, parla di un popolo proveniente da Argo e dei Pelasgi, i misteriosi Popoli del Mare. I suoi abitanti, i falisci, erano un’etnia a parte rispetto agli etruschi, con i quali però dovettero allearsi per contrastare l’avanzata pressante dei romani. E furono proprio i romani a distruggere la città originale (Falerii Veteres, oggi Civita Castellana) per ricostruirne un’altra in pianura nei pressi della via Flaminia, Falerii Novi.

Falerii Novi 3

Per visitare il sito archeologico di Falerii Novi è necessario lasciare l’auto in una piazzola o improvvisare un parcheggio ai bordi della strada campestre, raramente attraversata da altri veicoli. Non restano che alcuni ruderi, in gran parte inghiottiti dalla selva e non ben distinguibili da una delle tante strade provinciali del piccolo centro di Fabrica di Roma, a circa 50 km dalla capitale. L’ingresso alle rovine è libero e passa attraverso la Porta di Giove, chiaramente visibile anche dalla strada campestre, originariamente le porte erano sette, ora solo con un bel po’ di fantasia è possibile immaginare quale dovesse essere l’aspetto antico della città, delle sue torri e della sua imponente cinta muraria trapezoidale che si estendeva per oltre due chilometri.

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Il sito è affascinante ma non facilmente visitabile, tanto che per girare tranquilla tra l’erba alta ho dovuto tirar fuori dall’armadio gli stivali di gomma, è possibile vedere le mura formate da grossi blocchi di tufo rossastro, i resti del foro, del teatro, alcune tombe scavate nella roccia e resti dell’ organizzato tracciato stradale romano.Il declino di Falerii Novi segue il declino di Roma, le invasioni barbariche spinsero gli abitanti ad abbandonare la città nel X secolo per ritrovare rifugio a Civita Castellana. La città subì numerose trasformazioni e il patrimonio più anticò si mescolò con testimonianze medievali tra cui l’abbazia di Santa Maria di Falerii, costruita nel XII secolo e successivamente abbandonata e usata per anni come fattoria, oggi per fortuna restaurata e aperta al pubblico.

 

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