Civitella in Val di Chiana

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Scrivere racconti di viaggio è per me soprattutto ricordare, una palestra e un modo per fare ordine nel mio caos. Non ho  buona memoria e spesso non ho modo di tornare ancora sugli stessi luoghi per risvegliare vecchi ricordi, o costruirne di nuovi, ecco perchè un blog diventa un’esigenza soprattutto per me stessa, un modo per fare ordine e spolverare tanti istanti che altrimenti finirei per perdere. Le foto sono un buon modo per tenere in esercizio i ricordi, ecco perchè scatto tantissimo e in modo istintivo, spesso male e solo per prendere appunti.  Raramente mi separo dalla mia macchina fotografica non solo in vacanza ma anche quando esco a comprare il pane, sono curiosa e non aspetto di poter chiudere una valigia per sentirmi veramente in viaggio, anche perchè basta guardarsi un po’ intorno per conoscere sempre qualcosa di nuovo. L’Italia ha una vocazione turistica inesauribile, una vita non basta per poterla vedere completamente.

Civitella in Val di Chiana, come tanti altri tesori nascosti, è la prova tangibile che basta allontanarsi di pochi chilometri dai luoghi più noti, in questo caso Arezzo, per trovare posti  interessanti dei quali magari non si era mai sentito parlare. A scatenare la mia curiosità per questa cittadina è stato il profilo del centro storico arroccato su un colle e ben visibile anche dall’autostrada. Pur muovendosi in auto velocemente basta uno sguardo per cogliere qualcosa di insolito, a prima vista (e in lontananza) una strana struttura enorme e a forma di ipsilon.

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Di cosa si tratta? Un edificio in rovina? Una costruzione moderna in cemento? Un’enorme antenna parabolica? Bisogna avvicinarsi ancora un po’ per riuscire a capire che è in realtà una rocca, una fortificazione di origine longobarda, semidistrutta ma imponente nonostante le mutilazioni, legata ad un sanguinoso evento storico della Seconda Guerra Mondiale, i bombardamenti alleati e l’eccidio del 29 giugno 1944.

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La porta Senese è la via d’accesso al borgo antico, e l’unica porta delle mura originali ancora rimasta in piedi, da qui si parte per una passeggiata serena tra i vicoli fino a raggiungere Palazzo Pretorio, dai rossi portici massicci, e la cisterna medievale per l’acqua piovana, un antico punto d’incontro per gli abitanti del borgo nel corso della storia.

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Come in tante altre deliziose località della Toscana si viene subito avvolti dalle sue vibrazioni positive, vecchi edifici curatissimi e ben tenuti, mattoncini rossi e pietra, una natura amorevole e rigogliosa e i profumi di una cucina semplice e saporita, basata sulla tradizione e sulla qualità dei prodotti. L’atmosfera è tranquilla e le terrazze naturali della cittadina si aprono sui panorami della Valdichiana.

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Un vecchio lavatoio pubblico appena fuori le mura

 

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