Dagli egizi ai tuareg : Il nuovo Museo Castiglioni a Varese

museo castiglioni

Nella dépendance di Villa Toeplitz, a pochi passi dal centro di Varese, e all’interno di un parco con giardini e fontane, c’è un museo insolito dedicato ai viaggi e alle scoperte. Da poco riaperto e rimesso a nuovo, il Museo Castiglioni propone un interessante insieme di archeologia, antropologia e scoperte avventurose. Il comun denominatore è l’Africa, dai graffiti rupestri all’oro dei faraoni, dalla vita quotidiana degli egizi ai nomadi tuareg e alla diversità delle comunità etniche del continente. Una raccolta di testimonianze e reperti frutto dei viaggi di ricerca di Alfredo  e Angelo Castiglioni e della donazione che i due fratelli hanno fatto al comune di Varese.

L’evento da cui tutto parte è il ritrovamento di un’importante città mineraria egizia il 12 febbraio del 1989 ad opera dei fratelli Castiglioni durante una spedizione di studio nel deserto. Berenice Pancrisia, la leggendaria città dell’oro citata anche da Plino il Vecchio le cui tracce andarono perdute nel corso dei secoli. Nella prima sala reperti archeologici e un interessante filmato per conoscere la storia della scoperta e avere un’idea delle durissime condizioni di vita dei lavoratori nella miniera, che a mani nude isolavano l’oro dalla polvere sottile di quarzo. Fa un certo effetto vedere la massa del minerale esposta e le poche pagliuzze che da essa si potevano ottenere. I tesori che raggiungevano i faraoni furono il frutto del lavoro estenuante degli schiavi confinati in quell’area remota del Sudan.

museo castiglioni 2

La seconda sala riporta ancora più indietro nel tempo, nell’universo artistico dell’uomo della Preistoria. Una vera pinacoteca di graffiti vecchi di 10/12.000 anni scoperta nella valle del Bergiug in Libia. Dai calchi è possibile conoscere la fauna che popolava un ambiente oggi desertico ma anche accorgersi di quanto sia stata intelligente, e anche sofisticata, l’opera degli autori delle incisioni (incredibile se si considerano i mezzi e le conoscenze del tempo) . Una riproduzione della realtà dalla quale filtrano sensazioni, dettagli realistici e addirittura il tentativo di riprodurre il movimento e la tridimensionalità.

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Molto coinvolgente, anche per i più piccoli, è la sala dedicata ai Tuareg, l’allestimento di un accampamento con oggetti, pelli e tessuti originali per conoscere i dettagli della vita quotidiana e dell’aspetto di questa popolazione nomade del deserto attraverso un interessante racconto. Una luce che mette in risalto e isola i singoli elementi, concentrando lo sguardo e l’attenzione dei visitatori solo su un dettaglio alla volta, seguendo la voce narrante.

tomba pashed

L’area dedicata al mondo egizio mostra opere contemporanee e percorsi istruttivi per scoprire i prodotti agricoli, la vita quotidiana e la viticoltura.  Fino al 13 marzo 2016 sarà inoltre possibile entrare nella copia fedele della tomba di Pashed, una ricostruzione 1:1 della sala di sepoltura di un celebrato artista del tempo ritrovata in ottime condizioni a Deir – el – Medina. Pashed aveva curato la creazione delle tombe dei sovrani della Valle dei Re e volle realizzare anche per sé un bellissimo monumento funerario nel quale è dipinto non solo il suo passaggio all’Aldilà ma anche molte scene di vita quotidiana ricche di dettagli. Entrando si ha veramente la sensazione di trovarsi tra le pareti decorate della tomba originale, che non è quella di un sovrano ma di un uomo comune che seppe guadagnarsi rispetto e immortalità grazie alla sua opera creativa.

Per avere un’idea della storia delle scoperte dei fratelli Castiglioni, e del museo nato dalle loro donazioni, date uno sguardo al sito ufficiale nuovo di zecca.

 

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