Dove mangiare (molto bene) a Varese

Dove mangiare bene a Varese

Probabilmente le mie origini umbre giustificano la mia smodata passione per il cibo, viaggiare il più delle volte per me equivale ad assaggiare ed  oltre ad essere una pasticciona ai fornelli sono una buona forchetta sempre in cerca di sapori e ristoranti nuovi. Dovendomi trasferire a Varese per circa un anno ho avuto modo di provare molti ristoranti della città ed ho scoperto che in questo luogo è davvero difficile non mangiare bene ogni volta che si esce fuori a cena, per sbagliare ci vuole un certo impegno, anche andando a caso si finisce per trovare dei luoghi e dei piatti deliziosi. Soprattutto lungo le vie pedonali del centro si trova una concentrazione altissima di buoni ristoranti, pizzerie, pasticcerie e appetitosi street food capaci di indurre in pericolose tentazioni al primo sguardo. Pensando già con amarezza al giorno in cui dovrò fare i bagagli e lasciare il mio appartamento in questo tempio della buona cucina butto giù la guida dei miei preferiti, i sapori e i posti che inevitabilmente mi mancheranno una volta che non vivrò  più qui.

PRIMI PIATTI – Da la “Premiata Gnoccheria e Risotteria”

Fin da subito mi è piaciuta l’idea di un ristorante specializzato in primi piatti alternativi alla pasta da gustare in molte varianti e combinazioni particolari. Ricette tradizionali ed altre più elaborate, possibilità di menù degustazione per la gioia dei curiosi come me che vorrebbero provare sempre un po’ di tutto. Questo locale accogliente, e allestito all’interno della cantina di un antico convento, è il mio posto preferito per una cenetta a due, o per festeggiare un’occasione speciale.

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LA PIZZA AL PIATTO – Da “Piedigrotta”

Non si tratta solo di pizza napoletana ma di una vera e propria esplorazione, composizione e scomposizione del concetto di pizza. Sapori unici, abbinamenti mai banali e l’originale possibilità di aggiungere direttamente sul piatto mozzarelle freschissime e condimenti Dop che vengono serviti in dei simpatici bicchierini o barattolini. Il locale è sempre sovraffollato ed è difficile improvvisare una cena senza prenotare, nonostante ciò vale la pena organizzarsi per tempo ed insistere perché una buona pizza di Piedigrotta riappacifica con il mondo.

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LA COLAZIONE DELLA DOMENICA – Da “Pirola”

Alzarsi senza la sveglia e capire che forse è un po’ troppo tardi per fare colazione e troppo presto per pranzare. Infilare di corsa la prima cosa che si trova in giro per casa e precipitarsi da Pirola, per iniziare una pigra giornata di festa come si deve. L’ambiente è elegante ma non troppo formale, i prezzi buoni, soprattutto se rapportati alla qualità. Meglio sedersi al tavolo per evitare la ressa al bancone e gustarsi senza fretta un cappuccino e un assortimento di pasticcini mignon. Con calma, chiacchierando, lasciando a casa il telefono e la fretta.

 

CAFFE’ E DOLCETTI – Da “Ghezzi”

Un bar pasticceria vecchio stile, un locale storico sul corso pedonale della città con arredi d’epoca e un’atmosfera piacevolmente vintage. Ottimi i biscotti di pasta frolla e i dolcetti ripieni con canditi o frutta secca da gustarsi seduti ai piccoli tavolini di marmo. Pausa rilassante particolarmente indicata ai nostalgici.

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IL GELATO – Da “La Romana”

Questa volta non si tratta di un locale a conduzione familiare ma di un’attività in franchising. Anche se gelaterie di questa catena si possono trovare in molte altre città italiane, e non, è impossibile non ammettere che tutti i gusti proposti sono a dir poco squisiti. File e spallate nel finesettimana vengono ampiamente ripagate al primo contatto con il cono o la coppetta. Poca frutta (ahimè) e molte creme, tutte buonissime, soprattutto lo Zibibbo e il mascarpone con le fragoline. Da leccarsi i baffi, nel senso più letterale possibile.

 

LA POLENTA – Da “Il Pajolo”

La polenta è un piatto caldo appagante, che sazia e fa bene all’umore, è una coccola, un gesto rassicurante, come indossare il pigiama morbido di pile dopo una lunga giornata stressante. Ho imparato ad amare un buon piatto di polenta vivendo in Lombardia, prima a Milano e poi qui a Varese, adoro cucinarla, ordinarla al ristorante ma anche comprarne una buona porzione d’asporto, alternativa molto più salutare e nutriente del solito panino. Avere una “polentoteca” a due passi da casa è una continua tentazione, i piattini del Pajolo sono diventati la mia alternativa preferita al fast-food, polente alla spina con farciture ricchissime, ragù, formaggi, funghi e anche interessanti versioni vegetariane.

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LA PIZZA AL TAGLIO – Da “Zei”

Tornare tardi dal lavoro o da una gita del weekend, una serata storta, un raffreddore, il frigo vuoto o troppa pioggia per recarsi al supermercato. Ogni scusa è buona per non aver voglia di cucinare e correre da “Zei” a prendere un cartone di pizze al trancio. Mai (e dico MAI) mangiate di più buone. Farciture abbondanti, oceani di mozzarella filante, un profumo di forno che si sente già dalla strada, se la popolarità di questa tavola calda resiste dal 1939 un motivo sicuramente c’è. Fredda, bollente o riscaldata la pizza di Zei è sempre buona, anche il giorno dopo (infatti ogni volta che ci vado ne aggiungo qualche spicchio in più, così, in caso d’emergenza, sia mai che il giorno seguente mi svegli sotto un metro di neve).

 

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