Expo Milano 2015. Perché visitare i Cluster

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I cluster tematici sono una novità di Expo Milano 2015. Nelle precedenti Esposizioni Universali i paesi che non avevano un proprio padiglione potevano avere degli spazi espositivi suddivisi per aree geografiche, ora invece anche nazioni molto distanti e differenti si uniscono per mezzo di un fattore comune e raccontano la propria storia. Si tratta di nove padiglioni collettivi, nove percorsi a tema attraverso diverse identità nazionali. I cluster sono luoghi per incontrare persone e fermarsi a parlare, dove leggere e osservare con calma per capire qualcosa in più sul paese e su ciò che l’esposizione vuole presentare ai visitatori, e dove godere di un’atmosfera più tranquilla che punta soprattutto all’incontro. Una comunione tra paesi spesso molto diversi tra loro ma uniti da almeno un filo conduttore: la produzione e l’offerta di una tipologia di prodotti o una caratteristica del territorio e del paesaggio. Nelle aree espositive si possono trovare ristoranti e tavole calde meno affollate di quelle nei più famosi padiglioni ma ugualmente invitanti.

BIO – MEDITERRANEO, SALUTE, BELLEZZA E ARMONIA

Cos’è che unisce paesi come la Grecia, il Libano, la Tunisia, l’Egitto, L’Algeria, il Montenegro, l’Albania Malta ? Il bacino del Mediterraneo. Le rotte navali del Mare Nostrum, culla della civiltà europea, erano le autostrade del passato, incontri basati su commerci frenetici, scambi culturali, reciproche influenze. Ed ecco che all’Expo Milano queste culture tornano a confrontarsi  in un’unica area tematica.

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Tra le varie aree espositive la più bella è forse quella del Montenegro. Un soffitto di lana cardata discendente che si specchia sul pavimento e riproduce la geografia di questo stato piccolo di dimensioni ma caratterizzato da paesaggi contrastanti di mare e montagne. La costruzione circolare nella stanza riproduce la casa tradizionale montenegrina, la famiglia usava incontrarsi in un cerchio attorno al fuoco nel quale le donne cucinavano e cuocevano i cibi. L’Egitto propone invece un percorso multimediale da seguire con un tablet dato in dotazione dalle standiste, ricordatevi di prenderne uno all’entrata altrimenti la visita vi sembrerà solo un alternarsi di pareti colorate.

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Saltando da un paese all’altro passo alla Serbia e resto affascinata da un’esposizione di vecchie foto di contadini, immagini molto suggestive sul tema dell’agricoltura ritrovate da vecchi archivi. Nella piazza si respira il profumo dei dolci siciliani e dell’arancio, la pianta simbolo del mediterraneo, la comunione tra i vari paesi è celebrata in un palco dove artisti di diversa provenienza si esibiscono in spettacoli prevalentemente musicali.

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Parlando di Mediterraneo come può mancare la regione Sicilia, il mandorlo e i suoi profumi intensi, e un mercato di prodotti alimentari della Dieta Mediterranea, da sempre riconosciuta tra le più salutari del pianeta (tema anche dello spazio espositivo della Grecia). Spezie, immagini del deserto e tappeti accomunano gli interni di Algeria e Tunisia mentre Malta ripercorre la storia della produzione locale del miele, dal quale pare che derivi anche il nome dell’isola. Special guest San Marino, che malgrado non sia direttamente bagnato dal Mediterraneo si ritaglia un suo spazio dal design accattivante. Tra le varie offerte gastronomiche consiglio il ristorante libanese, una tavola calda dal servizio veloce che offre menù completi (anche solo vegetariani) a base di antipasti, salse e assaggini. Una vera delizia per chi ama le spezie, lo yogurt e i legumi.

 

CLUSTER CEREALI E TUBERI, VECCHIE E NUOVE COLTURE

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In questo padiglione comune si passa dal Sud America all’Africa conoscendo la produzione dei tuberi e dei cereali, Protagonista dell’ area della Bolivia è la quinoa, un cereale prevalentemente usato per le zuppe e consumato in quasi tutte le aree andine, la sua combinazione con i legumi da vita a dei piatti ad alto valore proteico, conosciuto già dalla civiltà Incas e adorato come una preziosa sorgente di vita. Alla base di questa venerazione il rapporto filiale con la terra, la Pachamama. Oggi la quinoa è usata anche in Europa, soprattutto da coloro che seguono un’alimentazione vegana proprio per le sue proprietà nutritive.

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Lo spazio espositivo del Togo mostra come in un mercato tante tipologie di prodotti coltivati nel paese, tra cui la manioca e il miglio. Fonte di carboidrati ed energia, i cereali e i tuberi sono una risorsa preziosa per contrastare la malnutrizione nei paesi in via di sviluppo. Le aree del Mozambico e del Congo appaiono più un’esposizione culturale ed artistica, mentre quella dello Zimbabwe propone ai visitatori delle riflessioni sul tema della fame nel mondo, come poter rendere accessibili a tutti le risorse alimentari provenienti dall’agricoltura? Come aumentare la produttività in modo sostenibile?

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Pannelli multimediali nello spazio del Venezuela illustrano la coltura del mais e delle patate dolci (oltre che l’immancabile produzione del rum), potrete trovare anche ricette, tra cui le Arepas, focaccine di farina di mais consumate soprattutto a colazione e farcite con svariati ripieni. Conquistano i profumi della cucina caraibica nell’area espositiva di Haiti, un paese dalla difficile situazione socio-economica, soprattutto in seguito al disastroso terremoto del 2010 e le successive epidemie. Il personale è gentilissimo e desideroso di comunicare con i visitatori che entrano nel padiglione.

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Malgrado all’Expo ci siano già tante cose da vedere (e spesso poco tempo a disposizione) consiglio di alternare la visita degli sfavillanti padiglioni nazionali ad un giro tranquillo ai Cluster, per fuggire dalle code chilometriche e trovare una dimensione più intima. Inoltre, le aree dei cluster sono spesso animate da eventi culturali, spettacoli e cooking shows ai quali poter assistere senza dover fare a spallate per ritagliarsi uno spazio.

 

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