Curiosando al Festival del Medioevo 2017

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Gubbio ha un centro storico bellissimo e conservato in modo eccellente, passeggiare per le sue strade è saltare indietro nel tempo, dei suoi vicoli, delle sue piazze, dei suoi panorami, non ci si stanca mai. Il Festival del Medioevo è piuttosto giovane (si è appena conclusa la IIIa edizione) ma unico nel suo genere, un insieme di eventi culturali, non una manifestazione d’intrattenimento, non ci sono spettacoli serali nè tavole imbandite nelle notti d’estate, tantomeno cortei. Mi è apparsa da subito come una grande vetrina per conoscere e confrontarsi, per avvicinarsi a professionisti del settore, fare domande, riscoprire una storia diversa da come è stata sempre raccontata nelle scuole. Imperdibile per appassionati ed esperti, un ambiente accogliente per i curiosi, per i turisti in giro per l’Umbria che ci capitano per caso, e soprattutto un luogo fantastico (e straordinariamente istruttivo) per i bambini.

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Un’epoca affascinante, piena di suggestioni ma anche diffamata e impestata di falsi miti, romanzata, fantasticata, travisata. E se da una parte nei centri storici d’Europa il Medioevo vive anche nelle vie pedonali, tra gli edifici antichi e i nuovi negozi delle catene commerciali in franchising, questi secoli sembrano a noi così lontani, raccontati spesso male, controvoglia ed etichettati come anni di decadenza e oscurità posti come un lungo e scomodo cuscino tra il Mondo Classico e il Rinascimento. Che bello poterlo rileggere con curiosità ed energia positiva, scoprirlo illuminato da una nuova luce e attraverso le parole di chi lo ama.

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Inizio la visita dal chiostro nel quale è stata allestita una vera e propria scuola di calligrafia e miniature. Nella Gubbio medievale si trovava una nota scuola di amanuensi, nella quale apprese l’arte anche Oderisi, il miniatore citato da Dante nella Divina Commedia. Come non fermarsi ipnotizzati a guardare il paziente lavoro degli artisti, i colori sgargianti, i lenti e precisi movimenti delle mani, virtuosismi decorativi e linee aggraziate, più che scrittura paiono passi di danza. Nella sala si respira l’atmosfera di una lezione a tutti gli effetti, con i maestri e gli allievi, diversi livelli e pratiche ma un comun denominatore : la concentrazione più estrema.

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Nel complesso dell’Ex Convento di Santo Spirito un angolo speciale è stato dedicato ai Templari. Una stanza ben allestita per la presentazione degli ordini cavallereschi aldilà del mito e dei nuovi trend fantasy, si possono guardare da vicino le armi, gli elmi e le vesti indossate, scoprire qualcosa in più sulla chiurgia e le conoscenze mediche degli Ospitalieri, fare domande sulla contabilità, o sulla medicina tradizionale (nella quale piante, verdure e pietre dure erano usati per contrastare diversi disagi del corpo e dello spirito). E infine chiacchierare di cucina, si ma con davanti ingredienti e ricettari vecchi di mille anni, con piatti che non si differenziano per specialità regionali ma per ceti sociali, e in un quadro nel quale l’oriente, con i suoi colori e profumi, portava gli elementi più ricercati : le spezie.

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Il rievocatore da appassionato si sta trasformando sempre più in professionista, un vero e proprio mestiere nasce dall’amore per la storia, oltre che un modo diverso per fare ricerca diretta, con pazienza, sulla propria pelle e attraverso la propria voce; ciò che apprende lo condivide e con parole semplici apre a chiunque la strada verso quel “suo mondo” che sta studiando, anzi, rivivendo. Da eventi come il Festival del Medioevo si torna appagati, felici di aver visto nascere o rinascere nei visitatori l’interesse per la storia, con tante immagini negli occhi e diversi incontri piacevoli dai quali si è appreso di certo qualcosa di nuovo.

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Nelle diverse sale sono stati esposti anche costumi originali, simulazioni, video, distribuzioni di volantini e informazioni sugli eventi più prestigiosi in Umbria e nelle regioni vicine. Si passa dagli antichi mestieri della celebre manifestazione del Mercato delle Gaite di Bevagna, al Calendimaggio di Assisi e tra i tanti anche la Donazione della Santa Spina di Montone. Passando per la lavorazione della carta, delle candele e della seta, si giunge poi in un paradiso felice: Il Mercato del Libro Medievale, una grande esposizione di testi per tutti i gusti, davvero difficile non farsi prendere dalla febbre improvvisa dello shopping. Tantissimi testi esposti in modo ordinato e allettante in un corridoio che pare non finire mai.

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In occasione del Festival il FAI ha proposto anche l’apertura speciale della Cappella di Santa Maria della Misericordia nella quale è custodita l’immagine di Sant’Ubaldo con in mano la città di Gubbio. Di solito è chiusa al pubblico ed è stata davvero un’occasione poterla vedere sentir spiegare nei dettagli. Il luogo è piccolo, gran parte del complesso originario è andato perduto o è stato modificato nel corso del tempo. Due file di affreschi raffiguranti i Santi e le Sante (ciascuno con i simboli caratteristici o gli strumenti del martirio) convergono sull’immagine della Vergine con il Bambino. Non c’è solo la religione, l’arte e la fede ma anche la moda del tempo in un così piccolo spazio, ricche vesti rinascimentali, acconciature e dettagli raffinati. La sala appare più grande di quanto realmente sia grazie all’allestimento pittorico della cappella, i motivi del soffitto e il paesaggio sullo sfondo creano un’illusione immediata e lo sguardo si stringe al centro, dove si trova Maria come se fosse l’uscita di un tunnel.

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In un giorno sono riuscita ad avere un gustoso assaggio del Festival del Medioevo ma non a viverlo fino in fondo, poterci tornare una seconda volta sarebbe stato ideale. Proprio perchè non si tratta di una festa ma di un incontro sul tema Medioevo (e dalle tante sfaccettature) per muoversi da una location all’altra, leggere il programma e cartina alla mano decidere cosa fare, curiosare, perdersi nelle domande, prendere in mando libri, ascoltare, davvero si finisce per perdere di vista l’orologio. Il tempo vola. E oltretutto Gubbio ha un centro piuttosto grande, è facile arrivare tardi, perdersi a guardare qualcosa, vagare per strade splendide magari scordandosi dell’appuntamento sottolineato in rosso nella guida.

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Dal 27 settembre al 01 ottobre si sono svolti ogni giorno incontri, covengni, presentazioni di libri e conferenze che hanno visto partecipare esperti di prima linea con molteplici argomenti e tematiche di sicuro interesse. E poi un’esposizione di costumi realizzati per il cinema, strumenti di condanna a morte e tortura, proiezioni di film, scene di vita quotidina medievale per le strade della città a rappresentazioni di danza, arti marziali e combattimenti. Al Festival del Medioevo si deve andare preparati, lo appunterò per l’anno prossimo, ci vogliono stare almeno un paio di giorni con una scaletta già decisa da casa (e magari anche un po’ di fondi per portare via una busta di libri).

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