I dolci di Sal De Riso a Minori

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Quelli della Costiera Amalfitana sono sapori che viaggiano in musica, parte della sua bellezza viene anche dai profumi della tavola, se i piatti salati puntano tutto su sapori semplici ma d’effetto, i dolci sono articolati, belli come sculture, colorati, sofisticati, liquorosi. Quando la mattina, prima di uscire dall’appartamento ho detto alla padrona di casa che stavamo per andare a Minori, vedo che di colpo il suo sguardo si illumina. Mi chiede… ti piacciono i dolci vero?

E io rispondo C’è bisogno di chiederlo? Credo che in quei giorni abbia ben capito che sono una … (mangiona) ehmbuona forchetta.

Sorride e mi lascia un indirizzo. Una pasticceria famosissima, Sal De Riso. Della quale però non avevo ancora sentito parlare.

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Chi va a Minori non riparte senza gustare le specialità dello chef Salvatore De Riso, un vero e proprio artista della pasticceria. L’ho scoperto proprio quel giorno, parlando con la gente in giro. Chi si ferma quì già sa cosa cerca e cosa vuole, perchè il luogo è davvero molto conosciuto.  Da fuori sembra un locale come tanti.  Pulito, preciso, si, ma nella norma, con i tavolini fuori, tra il paese e il lungomare.  Che cosa ci ho trovato dentro? Cosa ho mangiato? Sedermi  è stato un viaggio nel viaggio, (e una completa, lussuriosa, perdizione).  Entrando ti invade un odore di agrumi che ti sale fin sulle narici, sono le terme della passione golosa. Arrivi al bancone, davanti a tante meraviglie e vorresti assaggiare tutto. Tuffartici dentro. A cominciare dai classici. Anzi no, dalle forme più bizzarre e curiose.

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Per esempio Il Vesuvio. Come si fa a non provarlo? Ha perfino le scintille di peperoncino. Questo dolce, già dall’aspetto ti conquista, un mini vulcano con tanto di lava che è oltre che buono carino da morire. Sa’ un po’ di cioccolato e un po’ d’arancio, ma è un sapore strano, molto piacevole. Per gli amanti di mandorle e pistacchi c’è anche la variante Etna (con la lava verde). La vetrina delle monoporzioniè tripudio di colori. Te li faresti portare al tavolo anche solo per guardarli. E per odorarli. Perchè tutto profuma tantissimo. Vista soddisfatta e odorato pure. Al far impazzire il gusto ci pensa poi la rivisitazione del Babà e della Mimosa. E quì mi fermo perchè solo a scrivere e ripensarci mi è presa l’acquolina in bocca.

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Se non avevo mai sentito parlare di questo posto è perchè non guardo mai la televisione, un luogo per me sconosciuto ma ben noto invece ai seguaci del piccolo schermo, e in particolare de “La Prova del Cuoco”,  questo l’ho scoperto sentendo i discorsi di due signore mentre ero in fila per ordinare i dolci, giusto perchè sono una che si vuole impicciare di tutto.  Siamo rimasti un’ora seduti e abbiamo svuotato un bel po’ di piattini, presi dall’euforia del momento, tanto che all’uscita avevo paura a chiedere il conto. E invece no, fu molto indolore.

Dopo la lunga pausa godereccia a tavolino, ci mettiamo di nuovo alla scoperta, e ci ricordiamo del motivo per cui siamo venuti a Minori, vedere ciò che resta della Villa Romana Marittima (ne parlo quì) e così si è chiuso un lungo weekend in Costiera che ci ha portati ad Amalfi, Positano e Vietri, tra paesaggi, borghi e sapori indimenticabili. Insomma Airbnb santo subito (e anche la mia golosa padrona di casa).

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