Il piccolo borgo di Rigomagno

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Si potrebbe anche aprire una mappa dell’Italia e puntare il dito a caso, si finirà per trovare luoghi degni di interesse, o circondati da un bel paesaggio, o entrambe le cose (opzione più probabile) come nel caso di Rigomagno, un piccolo borgo della Valdichiana a pochi chilometri dall’autostrada e da Sinalunga. Se siete in zona fermatevi per un caffè e una bella passeggiata tra i viali lastricati e i colori della campagna in autunno. 

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Rigomagno è una cittadina molto piccola ma organizzata nello spazio con estremo rigore, svetta su una collina e regali belle vedute sulla campi coltivati e i casolari. Le sue origini però partono dalla valle più in basso, primi insediamenti urbani furono nei pressi del torrente Foenna (da lì il nome di Rigum Magnum), nel corso dei secoli si preferì poi una location più salubre, e sicura dagli attacchi, sulla cima del colle. Le due vie principali si incrociano nella piazza del paese, dove si trova la chiesa romanica e la Torre Campanaria, la medievale Rigomagno appare ancora nella porzione di mura trecentesche e la chiesa romanica di San Marcellino con davanti un piccolo pozzo di pietra.  Ironia della sorte, la città nuova ritorna di nuovo verso il basso, oggi le case si concentrano ai piedi del colle, nei pressi della stazione, mentre il centro storico dai colori rossastri resta lì con le sue mura antiche, pochi abitanti, un circolo ricreativo e solo la voce delle campane.

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Alcuni vicoli sono davvero graziosi e sebbene sia un centro sconosciuto al turismo di massa saprà regalarvi qualche sorpresa e anche scorci da cartolina. Passeggiando mi metto a guardare una per una una le porte delle case, i dettagli o i piccoli ornamenti posti dagli abitanti, le piante decorative, i cachi maturi che penzolano dagli alberi, i fiori o il giallo delle foglie che cadono. Non ho visto questo posto in altri periodi dell’anno ma l’autunno gli dona tantissimo. La quiete, il vento leggero, il cielo di novembre concede momentanei e piacevolissi attimi di sole, le sfumature  della campagna che dopo un’intensa produzione si riposa e sbadiglia davanti all’inverno.

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Prima di fare ingresso al borgo, lungo le mura, si trova un vecchio lavatoio pubblico, in ricordo di un passato neanche troppo remoto nel quale si andavano a lavare i panni sporchi fuori casa portando in mano il secchio e la saponetta artigianale. Questi luoghi diventavano punti d’incontro, momenti in cui scambiarsi anche una chiacchiera e un pettegolezzo per ingannare la fatica e il freddo dell’inverno. I lavatoi di Rigomagno sono ben tenuti, se non fosse per alcuni graffiti lasciati dei soliti incivili sulle colonne in mattoni.

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Tutto intorno la campagna vive di agricoltura, nei campi le foglie dorate delle viti e gli olivi appena alleggeriti dal loro carico. La produzione di olio e vino è l’attività principale in queste belle campagne coltivate come giardini e costellate di borghi – castello. Teatro di scontri tra guelfi e ghibellini, luogo di completa distruzione (e miracolosa ricostruzione), terra al confine tra i domini di Siena e quelli di Firenze e in seguito parte dei possedimenti dei Medici. L’aspetto della cittadina è pressochè inalterato, parte delle mura restano in piedi ancora oggi.  Acquisizione più recente è invece la Torre dell’Acqua, una grande cisterna costruita nell’800, il cui profilo è il tratto distintivo di Rigomagno già da lontano insieme al campanile in pietra grigia, parte del Palazzo Pretorio.

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Un borgo antico e poco conosciuto ma posizionato in un reticolato geografico importante, vicino ad Arezzo, a Siena, a Torrita e alla Val d’Orcia, alle abbazie, ai centri termali di Montepulciano e Chianciano, ideale per una sosta fuori programma o un picnic in famiglia (c’è anche un tavolino pubblico per mangiare all’aperto e i giochi per bambini). Isolato ma circondato da luoghi conosciuti e famosi, facile da trovare se ne hai letto almeno una volta il nome, quasi invisibile se invece non sai che c’è. Fateci caso, fermatevi e fatevi un giro. Ne vale la pena.

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