Il Presepe vivente tra le stanze di Palazzo Cesi

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Le Feste non sono ancora finite e continuo il mio tour umbro nei presepi viventi, data la giornata instabile e piovosa scelgo uno dei pochi eventi organizzati completamente al coperto: la rappresentazione della Natività tra le stanze del cinquecentesco Palazzo Cesi nel centro storico di Acquasparta, piccola città a nord di Terni recentemente inclusa nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

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Tra le visite da non perdere nel borgo quella alla residenza nobiliare che diede i natali a Federico Cesi, fondatore dell’Accademia dei Lincei, un palazzo tardo rinascimentale che risalta per la sua eleganza nella piazza principale. Ed è proprio lì che ha luogo il presepe, manifestazione che mi fa conoscere questo luogo per la prima volta (lasciandomi curiosa di scoprire di più). L’evento inizia nel pomeriggio, non c’è bisogno di aspettare il calar della sera, il grande falò in piazza accoglie i visitatori in fila già dalle 16.15, e mano a mano, a piccoli gruppi, si varca la soglia del palazzo iniziando a camminare nel presepe.

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Il percorso si apre con una scena recitata, un intellettuale nella sua scrivania, il racconto sacro ha inizio attraverso la sua voce. Alla luce delle candele, in maestose stanze affrescate si conosco uno ad uno figure diverse: i Re Magi in attesa del loro turno, i censitori con le pergamene e la cartomante alla quale il pubblico chiede con simpatia informazioni sull’oroscopo. Perdo un po’ l’orientamento perchè non so se seguire le scene recitate o vagare con lo sguardo tutto intorno, anzi, devo dire che sono abbastanza distratta dalla bellezza della location, non faccio altro che guardarmi in giro, le sale, gli splendidi dipinti del soffitto con grottesche e motivi classici.

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Si raggiunge il mercato tra le voci, gli odori e gli schiamazzi (sicuramente penalizzato dalla giornata di maltempo, è stato allestito in un ambiente coperto molto ristretto). Più che un’ambientazione scenografica sembra però un percorso di degustazioni agricole, da una parte la torta al testo, dall’altra le bruschette, il vin brulee e i formaggi. Gli assaggini un buon modo per coinvolgere il pubblico (chi mai rinuncia a uno spuntino?) ma forse metterne tanti tutti insieme fa perdere un po’ l’atmosfera generale che fino a quel punto si era creata. Belli i contrasti di rosso, bianco e oro nella casa romana, una scenografia un po’ confusa (sarcofagi, candelabri e libri) ma con un elegante profilo femminile intento alla lettura e illuminato da suggestive candele.

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Nei sotterranei del palazzo è stata allestita la Grotta della Natività e una grande taverna con altre degustazioni a pagamento. Buonissime le pizzelle fritte, peccato però non trovare anche lì una piccola scena recitata o un po’ di scenografia d’effetto.

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Diverso è l’approccio e il tipo di coinvolgimento in questo presepe vivente, i figuranti impegnati nei mestieri sembrano più piccole botteghe artigiane con prodotti esposti che si potrebbero tranquillamente comprare e tenere in casa, per esempio i bei lavori della ricamatrice o dell’intrecciatore di cesti. Alcuni ambienti sono più curati, altri privi di fronzoli, è un presepe vivente grazioso e con scene recitate cariche di significati, c’è molto da vedere ma si resta con i piedi per terra (e con il naso all’insù ad osservare i soffitti meravigliosi del palazzo).

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