La Cucina Toscana Vegetariana in 8 piatti

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Toscana… regione meravigliosa, anche a tavola. Un motivo ci sarà, anzi più di decine, se è il sogno di ogni turista straniero in Italia. Paesaggi da urlo e profumi di cibo e di vino, terra di bellezza e del buon vivere. Come sento ripetere ogni sabato dal fruttivendolo del mercato “mangi bene vivi bene, mangi male, vivi male”. E quale miglior luogo per scoprire una cucina gustosa e sana al tempo stesso? Le abitudini, la qualità dei prodotti di partenza e le tradizioni creano combinazioni appetitose che riportano indietro nel tempo. Piatti genuini che paiono facili da realizzare ma farli in modo perfetto è patrimonio di pochi. La semplicità infondo è una cosa seria. 

 

LA PANZANELLA

Regina delle cene d’estate. Scelta infallibile anche in quei giorni in cui fa caldo, ma così caldo, che non si riesce a mangiare che ghiaccioli. Piatto unico, contorno, antipasto o primo, a seconda della quantità e di come viene condita. Sembra facile ma per prepararne una ottima ci vuole una certa maestria. Il pane non deve essere né troppo bagnato né troppo asciutto e tutti gli ingredienti nelle dosi giuste. E’ semplice, fresca e golosa, riporta indietro alla tradizione rurale e ai sapori del passato. Pomodori, cetrioli, olio, aceto, sale e un pizzico di pepe, ma soprattutto non deve mai mancare la cipolla cruda. Ed è un ottimo modo per recuperare il pane raffermo.

 

I PICI ALL’AGLIONE

Un primo piatto appagante e dal sapore inconfondibile. I pici sono la variante toscana delle umbricelli che si mangiano tra Perugia e Spoleto. Un po’ più spessi e corposi e quindi ancora più adatti ad essere spadellati con sughi aromatici a base di pomodoro fresco. E’ una pasta fatta in casa e rigorosamente tirata a mano, richiede tempo e pazienza ma conquista al primo boccone. La salsa “all’aglione” è un sugo rosso piuttosto denso insaporito da aglio, peperoncino e a volte erbette. Molto popolari nell’area di Siena anche nella variante “alla mollica” con pane grattugiato croccante e spicchi d’aglio saltato. Di certo non leggeri ma indimenticabili.

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LA RIBOLLITA

Avvolgente come una soffice coperta nei giorni d’inverno ma buona anche d’estate (perchè no? io me la mangio sempre). Zuppa dal sapore deciso a base di cavolo nero, fagioli cannellini, aglio (tanto aglio) sedano, carota, pane raffermo tostato e olio della migliore qualità (usato senza parsimonia). A qualcuno piace più densa, ad altri leggermente brodosa. Ogni ristorante la fa a suo modo, anche partendo dagli stessi ingredienti non ne troverete mai due uguali.

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GLI  GNUDI

Strani ma buoni, una specie di polpette fatte a partire dall’impasto dei ravioli. Quindi il ripieno (ricotta e spinaci) senza la pasta, da qui il simpatico nome gnudi. Li ho provati anche in versione ricotta e bietola e mi sono piaciuti ancora di più (il retrogusto amaro … gli dona). Morbidi al tatto, delicati ma sostanziosi, sono un piatto completo e molto originale. Dopo una veloce immersione in acqua bollente si ripassano in padella con burro e salvia, o ancora meglio con pomodoro, salse e odori.

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I TORTELLI DI PATATE

Tipici del Casentino ma popolari anche a Firenze e nel Chianti, i tortelli di patate sono semplicemente meravigliosi. Conditi con salse ai porcini (da svenimento) o anche solo con pomodoro e prezzemolo. Sempre squisiti. L’abbinamento pasta + patate che sembrerebbe non funzionare in questo piatto si trasforma in una combinazione squisita. Se sono fatti ad arte deve sentirsi un leggero sapore di noce moscata e rosmarino e il condimento non deve essere troppo forte da coprirlo. Calorie sì, ma quanto piacere!

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LA PAPPA AL POMODORO

Cibo genuino che affonda le sue radici nella vita di campagna. La pappa è un primo semplice e dai pochi ingredienti ma realizzarla in modo impeccabile è una sfida. Pane e pomodoro, la merenda che preparavano le nonne, sicuramente più sana di tutto ciò che viene proposto oggi. Partendo dai due ingredienti base si aggiungono anche olio crudo, uno spicchio d’aglio, pepe nero e basilico fresco a fine cottura, per non perdere il suo aroma fresco. Ma un dettaglio importante… va usato solo pane toscano, lo “sciocco” o come lo chiamiamo in Umbria il “filone”. Non provate con rosette, sfilatini, tartarughe etc, perché non vale, e si sentirà subito al primo boccone.

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I COCCI

La cottura in coccio è una formula tradizionale soprattutto per assaggi e antipasti (ma estesa anche ai primi). Il concetto base è prendere formaggi a pasta filante o pasta fatta in casa, aggiungere il condimento (a volte anche minimo), un filo d’olio e via… in forno nel coccio per qualche minuto. Rigorosamente servito ancora dentro al piatto di terracotta in cui è stato infornato. Deliziosi i pecorini con creme al tartufo, le scamorze o le i ravioli con fondute varie.

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TAGLIERI DI FORMAGGI

E se non bastasse in Toscana si producono formaggi pazzeschi. Soprattutto i pecorini freschi o stagionati. Ogni città ha la sua versione e il suo formaggio “preferito”. Alcuni luoghi come Pienza propongono così tante varietà da perderci la testa. Aromi diversi, consistenze, profumi. Ce n’è per tutti i gusti. Se non sapete che ordinare come secondo un bel tagliere di formaggi locali è la scelta migliore. E può essere anche un ottimo aperitivo da condividere con tutto il tavolo. Anche se è difficile scegliere per me i formaggi toscani sono i più buoni d’Italia (ma che dico… del mondo!)

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E c’è ancora molto molto altro!! Tornero’ a parlarne (e ad assaggiarne). Avete suggerimenti di piatti veg tipicamente toscani? 

 

 

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