La Firenze segreta sotto gli occhi di tutti (parte seconda)

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Se il primo itinerario tra le curiosità di Firenze raccontava di artisti, miracoli, fantasmi e storie d’amore, la seconda parte inizia con un tuffo nel passato romano, quasi invisibile oggi, che è alle radici della nascita della città. Ma si parla anche di leggende, una statua simbolica, un simpatico monumento al degrado e anche un luogo che si vede solo di notte. Pronti per il secondo itinerario da Piazza della Repubblica a Oltrarno?

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QUATTRO PASSI NELL’ANTICA FLORENTIA
Questa grande piazza rettangolare fu creata abbastanza di recente, il suo aspetto è stato deciso in seguito al rimodellamento urbano quando la città fu capitale d’Italia. Venne abbattuto il Mercato Vecchio ma una cosa rimase al suo posto, la Colonna dell’Abbondanza, che già dai tempi della Florentia Romana segnava il centro che più centro non si può. E’ un punto di riferimento che nacque prima di ogni altro monumento celebre di Firenze dove si incontravano il Cardo e Decumano nel nucleo del foro. Quindi se un antico romano tornasse in vita e passeggiasse con voi per Firenze sarebbe in grado di riconoscere solo questo elemento nel profilo cittadino.

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IL DIAVOLO DI PALAZZO VECCHIETTI
Nei pressi di Piazza della Repubblica c’è un palazzo signorile con una strana figura di satiro realizzata dal Giambologna. In realtà è un portabandiera (e in origine ce ne erano due).  L’artista la regalò alla famiglia Vecchietti per sdebitarsi della buona accoglienza ricevuta al suo arrivo a Firenze ma la scelta del soggetto si collega ad una leggenda datata un secolo prima e che avvenne nei pressi del palazzo. Pare che durante una predica il dominicano San Pietro Martire riuscì a fermare un cavallo nero, imbizzarrito sulla folla, che apparse praticamente dal nulla. I seguaci del santo lo identificarono con il demonio, scacciato dal frate proprio durante il suo speech.

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L’ACCULATA
Chi non ha mai sentito l’espressione “ritrovarsi col culo a terra”. Credo di averla pronunciata ogni volta che torno da un viaggio. E pensare che è legata un luogo in particolare e a un frammento di storia. La ruota in marmo di due colori era il punto dove venivano puntiti coloro che non riuscivano a pagare i loro debiti, col sedere di fuori, umiliati in pubblico. Per vedere la pietra dello scandalo è necessario recarsi nella loggia del Mercato Nuovo fuori dagli orari di vendita, di giorno viene infatti totalmente coperta dai banchi di cuoio e foulard. Approfittate di una passeggiata digestiva dopo cena per vedere una testimonianza del Rinascimento abbastanza curiosa che (e che si osserva solo di notte).

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CARLO MAGNO E LE PIETRE DEL SEPOLCRO
In una suggestiva via dal sapore ancora medievale, tra torri e tracce delle antiche terme romane, c’è una piccola piazza silenziosa nella quale troverete la Chiesa dei Santi Apostoli, fondata (almeno secondo la leggenda, la targa e il profilo scolpito sul muro) da Carlo Magno in visita a Firenze. All’interno, in una nicchia, c’è un astuccio con tre pietre, che si dice siano dei frammenti del Santo Sepolcro riportati dalla prima crociata da un cavaliere fiorentino, Pazzino dei Pazzi,  il primo ad essere salito sulle mura di Gerusalemme e aver posto la bandiera dei crociati. Le pietre vengono portate in processione durante la cerimonia annuale dello Scoppio del Carro e sfregandole si origina il fuoco sacro.

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L’ULTIMA COLONNA E LA GAZZA LADRA
Ecco un’altra colonna romana di Firenze, questa volta però non ha niente a che vedere con l’antica Florentia ma è stata esportata solo in epoca rinascimentale. Sotto la supervisione del Vasari venne organizzato un viaggio a tutti gli effetti per questa colonna in pieno spirito del Rinascimento. Si tratta dell’ultima ancora intatta delle Terme di Caracalla, abbelliva con i suoi undici metri d’altezza un lato delle piscine e la sua sorte fu molto diversa da quella delle scomparse colleghe. Per giungere a Piazza Santa Trinita impiegò circa un anno, trainata per terra e trasportata via mare, tra non poche vicissitudini. E c’è anche una curiosità: pare che a causa di una gazza ladra, che nascose la sua refurtiva accanto alla statua Giustizia, vennero ritenute responsabile due persone (a conti fatti innocenti). I preziosi si ritrovarono molti anni dopo, ironia della sorte nascosti proprio nel nido dell’uccello ai piedi della statua. Punizione ingiusta ai piedi della giustizia.

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LA PRIMAVERA RITROVATA
Come mai la statua della Primavera sul Ponte Santa Trinita (accento sulla prima I e non sulla A, mi raccomando) è diventato un simbolo della rinascita dopo la guerra e anche della fragilità del patrimonio artistico mondiale? Tutto è legato alla storia del suo ritrovamento, dopo 17 anni di immersione nell’Arno. I tedeschi in ritirata nell’agosto del ’44 bombardarono il ponte dove si dice Dante vedeva Beatrice passare, sacrificandolo al posto del Ponte Vecchio. Le quattro le statue delle stagioni finirono nel fiume e tutto saltò in aria. Mentre le altre tre vennero a breve ripescate la testa della Primavera sembrava persa per sempre. Le ricerche furono quasi ossessive ma di lei nessuna traccia, venne ritrovata quando ormai ogni speranza se ne era andata e fu una gioia ancora più grande.

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LA MADONNA DEL PUZZO
I due itinerari a piedi tra le curiosità di Firenze terminano a Oltrarno davanti a un insolito monumento che risveglia il senso civico. Si tratta della rivisitazione in chiave ironica delle tante nicchie con statue di Firenze, una Madonna che si tappa il naso e alza gli occhi al cielo per scherzare sulla presenza dei cassonetti e dell’immondizia nei dintorni. L’opera in terracotta realizzata da Mario Mariotti ha subito anche il taglio della mano da parte di alcuni vandali. Ora è stata restaurata ed è di nuovo al suo posto, in borgo San Jacopo sulla Torre dei Marsili.

 

E avete sentito parlare della Statua della Libertà tutta italiana? Si trova proprio a Firenze ed è possibile che abbia imfluenzato l’aspetto della più celebre Liberty Lady newyorkese. La sua foto la trovate qui.