La Villa del Colle del Cardinale

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C’è sempre qualcosa che ancora non si conosce ad attenderci, che sia per pigrizia nostra o per eterne chiusure al pubblico, come nel caso della Villa del Colle del Cardinale. L’ho sempre vista dalla strada, con i suoi cancelli sbarrati e rigorosamente sola. Attorno il silenzio assoluto e una perenne aria di declino. Mi chiedevo se mai sarei riuscita ad entrare, e l’occasione si è appena presentata. Lo scorso 1 maggio la villa ha aperto le sue braccia con gioia a tanti visitatori entusiasti, e calpestandone i gradini, i pavimenti e l’erba del parco mi sono chiesta perchè non far vivere di nuovo un luogo così bello, e considerata la zona (tra Perugia, Corciano e il Trasimeno) dall’ottimo potenziale turistico?

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Una villa rinascimentale di campagna, situata in una posizione strategica, salubre, riparata ai piedi di Monte Tezio e in prossimità di un corso d’acqua. Un buen retiro a tutto tondo nel quale niente nasce dal caso. In un luogo isolato ma anche vicino alle vie di comunicazione del tempo. La sua costruzione fu scelta dal cardinale Fulvio della Corgna, fratello minore di Ascanio, celebre eroe della battaglia di Lepanto e personalità di spicco del tardo Cinquecento.

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Fulvio era legatissimo al fratello, Ascanio della Corgna, abile spadaccino, impavido, colto, era una personalità influente e dai molti talenti ed interessi. Le sue gesta sono raccontate in dettaglio negli affreschi del Palazzo Ducale di Castiglion del Lago. Fulvio era il figlio cadetto, quindi tenuto a seguire la strada scelta per lui dalla famiglia, in questo caso la carriera ecclesiastica. Fu vescovo di Perugia e venne nominato cardinale dallo zio, il papa Giulio III.

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Immagini della villa, e del suo aspetto ai tempi della costruzione si possono vedere negli affreschi dipinti sulla Scala d’Onore, non era solo un’abitazione ma una tenuta, con tanto verde, piante e giardini. Un luogo di riposo e svago ma anche un salotto culturale, un luogo per incontri importanti e feste da ballo. Questo carattere social, diremmo oggi, si vede chiaramente dal maestoso allestimento del grande salone del Piano Nobile, con un soffitto a cassettoni decorati e intagliati oltre che un ciclo di affreschi di Salvio Salvini e un balcone panoramico con vista sul parco. Si possono vedere anche i ritratti dei membri della famiglia, il cardinale Fulvio, suo fratello Ascanio , la sorella Laura e suo figlio Diomede (a cui passò l’eredità).

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Nelle stanze dei due piani non sono più presenti gli arredi ma si possono vedere i soffitti ricoperti da intere volte di grottesche, splendide quelle dello scalone, con centinaia di figure simboliche, così belle e precise da sembrare un insieme armonico di miniature.

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La villa ha anche una sezione riservata al personale di servizio come la lavanderia e le cucine (che prendevano l’acqua direttamente dal pozzo, lo stesso che si vede anche entrando dal portone principale). Nell’immenso giardino anche la limonaia, la voliera e una piccola chiesa. Oltre che alberi monumentali, la fontana dell’airone (ahimè senz’acqua e in abbandono totale) e la selleria. Il progetto della residenza estiva del cardinale fu di Galeazzo Alessi, uno dei migliori architetti del tempo. In mancanza di eredi della famiglia la villa iniziò a passare di mano, dagli Oddi Baglioni fino a Ferdinando Cesaroni, imprenditore e self made man che dal niente divenne un uomo ricchissimo, proprietario anche del Palazzo nel centro storico di Perugia, in origine un hotel di lusso, oggi sede della Regione Umbria aperto recentemente ai visitatori durante le Giornate FAI di primavera.

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Nel corso dei secoli il giardino all’italiana venne sostituito da un giardino all’inglese ma purtroppo non si riesce a capirne la bellezza perchè il parco non è musealizzato (e solo parzialmente accessibile). Alcune strutture visibilmente danneggiate e lasciate al loro destino. Dal grande viale d’ingresso, circondato da siepi, la villa è ancora dominante sulla collina ma circondata di malinconia.

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E’ proprietà statale ma non viene aperta al pubblico se non sporadicamente o per ospitare conferenze, chiusa da diversi anni e in uno stato di declino evidente, nel parco cadono giù pezzi di muro, le fontane sono in secca e la grande serra riscaldata una costruzione in rovina. Perchè dimenticare un luogo così importante per la storia locale, nonchè l’unica villa delle delizie del perugino? Mi auguro che la Villa del Cardinale, che infondo è patrimonio di tutti, in futuro venga aperta in forma stabile, e sottoposta alle cure di cui avrebbe bisogno.

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