La Villa Marittima di Minori, mare, lusso e design al tempo dei romani

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Se siete di partenza per un tour autonomo della Costiera Amalfitana fermatevi a Minori, un’appendice della più grande e vivace Maiori ma forse un mondo a parte, non troverete solo negozi e alberghi ma anche di strade tranquille e buoni ristoranti, mercatini, una spiaggia e una bella passeggiata lungomare. Questa località attira in particolare due tipi di visitatori: gli amanti dei dolci e dei siti archeologici. Vi piacciono entrambi? Siete nel luogo giusto.  L’aspetto di Minori è cambiato nel corso degli anni ma la bellezza del paesaggio è la stessa che nel I sec d.C ha sedotto lo sguardo del proprietario della Villa Marittima fino a spingerlo a scegliere proprio quel posto per la sua dimora dei sogni e d’otium. Non conosciamo il suo nome, probabilmente era un ex console, ma possiamo intuirne i gusti raffinati e la ricchezza.

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L’abitazione era estremamente sofisticata, costruita con gusto e senza risparmi di denaro.  Il pianterreno, a livello del mare circondato da un porticato e un giardino interno con piante, statue e una grande vasca. Non mancavano neanche le terme, le fontane e, neanche a dirlo, una spettacolare vista. Una specie di mega hotel superlusso con SPA, insomma, non ci siamo inventati niente.  Non è solo la storia di una casa ma della ricerca e accurata progettazione architettonica, la storia di una bellezza che è giunta fino a noi, seppur solo nel suo scheletro.

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La location conquistò anche gli aristocratici del tempo, e i romani, si sa, sapevano trattarsi bene e circondarsi di cose belle, sane e confortevoli. Oggi edifici abbastanza recenti si uniscono agli scavi, anzi purtroppo ne inglobano anche alcune parti ad uso “cantine” e tra chiese colorate, case bianche e campanili dai dettagli bizantini, il porto si apre sul mare, su una distesa di fitti ombrelloni e vie più deserte, dotate però di rilassanti poltrone a modi panchina.

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La villa fu scoperta per caso negli Anni Trenta, sopra c’erano delle case ma un crollo improvviso svelò cunicoli e alcune parti della struttura romana, iniziarono gli scavi ma tutto venne di nuovo sepolto dall’alluvione venti anni dopo. In seguito piano piano iniziò la messa in sicurezza delle strutture e si scoprirono oggetti, alcuni resti di affreschi e di mosaici. Non è possibile riportare alla luce tutto, sfortunatamente, perchè parte della villa è le fondamenta dei palazzi di oggi. Una stratificazione che era già in voga al tempo dei romani, si interrava per costruirci dell’altro sopra, vedi i rimaneggiamenti della Domus Area anche per mano degli imperatori che vennero dopo Nerone. Pratica comune anche al tempo, ma di sicuro oggi, con l’importanza che hanno (o dovrebbero avere) i beni culturali in Italia lo stato attuale della villa è un po’ triste.

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Serve un bello sforzo di fantasia per immaginare l’aspetto originale, non c’erano le case, il panorama era libero e privato, la casa doveva essere un tripudio di piante, fiori, mosaici e colori. Il suo profilo si scorgeva chiaramente anche navigando vicino alla costa. Non era un’abitazione fissa ma una ricercata residenza estiva, e come vediamo in tanti hotel di lusso oggi l’immagine della vasca andava ad unirsi nell’orizzonte a quella del mare. Antica si, ma anche moderna e pensata per mettere d’accordo le esigenze del proprietario a quelle del paesaggio, valorizzando al massimo non solo il design ma anche ciò che la natura aveva già da offrire.

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La villa è visitabile e l’ingresso è libero. Sarebbe meglio pero’ pagare il biglietto e garantire una miglior cura della struttura antica. Si gira da soli ma non si può entrare ovunque, si raggiunge il piano terra scendendo una scala in metallo, tra le rovine ci sono cancelli, divieti e anche un po’ di muffa. All’ingresso un piccolo museo raccoglie gli oggetti ritrovati all’interno (e in altre località vicine) oltre che pezzi di affreschi provenienti da stanze non agibili. Vale assolutamente la pena varcare la soglia degli scavi, ciò che serve per tenerla in piedi, sia fisicamente che nel mercato del turismo, è uno sforzo maggiore. E ovviamente visitatori (e di conseguenza fondi).

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