Le ricche domus romane di Assisium

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Assisi è un luogo che tutto il mondo conosce. Il suo profilo rosa si scorge da chilometri, anche dalle terrazze di Perugia appare alta, nobile e bella ai piedi del Subasio innevato o verde. Impossibile scinderla dalla figura di San Francesco e chi la visita normalmente tocca i luoghi legati al mondo francescano dal punto di vista religioso o anche solo puramente artistico. Meno nota è invece l’Assisi Romana. Interessanti percorsi guidati accompagnano nelle viscere della città per conoscere un passato coperto dallo stupendo centro storico medievale e rinascimentale. Pronti ad asplorare? Let’s go underground alla scoperta della perduta Assisium.

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Assisium, insieme alla vicina Hispellum (Spello), era un importante centro urbano in età romana. Una città fiorente e ricca vicina alla capitale dell’Impero e nel centro della Penisola, le tracce di questo benessere possiamo ancora osservarle nei bellissimi mosaici che andavano a ornare i pavimenti di case lussuose scoperte di recente (e ancora in fase di scavo). Alcuni di questi luoghi sono visitabili in gruppo prenotando in anticipo attraverso un call center o la pagina di Sistema Museo.

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Si parte dal centro d’informazione turistica di fianco al Tempio di Minerva (importante è essere puntualissimi) e si inizia a passeggiare tra i vicoli fino a raggiungere Palazzo Giampè.  Durante i lavori per la costruzione di un ascensore furono scoperte le prime stanze di una ricca casa romana a cui è stato dato il nome di Casa del Lararium. All’interno fu infatti trovato l’altare con la divinità protettrice della famiglia ancora al suo posto, il che fa pensare che l’abitazione sia stata abbandonata all’improvviso, forse a causa di un terremoto. In caso di trasloco organizzato chi abitava nel luogo avrebbe certo rimosso l’immagine sacra per portarla con sé. Mi viene in mente subito l’India e la tradizione hindu, ancora oggi molto forte, di avere divinità familiari accanto al pantheon ufficiale, (Kuladevta, da kula – clan e devta – dio). Si venerano entrambi, allo stesso modo, ma la protettrice della famiglia ha sempre un angolo speciale e viene letteralmente accudita da ogni persona della casa. Per quanto distanti geograficamente l’India e l’Antica Roma hanno molte più cose in comune di quello che si potrebbe pensare.

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La casa era stupenda, in origine aveva tredici stanze diverse e un giardino interno. Resta ancora intatta una parete affrescata e per un attimo sembra di stare a Pompei, davanti alla storia di uomini e donne dell’antichità che il tempo ha congelato per farci conoscere e rendere immortali. Anche da quel poco che si può visitare non è difficile intuirne l’aspetto alla sua nascita,
ma la cosa che colpisce più, aldilà delle geometrie sublimi dei mosaici, è un quadretto dipinto sulla parete di quella che era, forse, una sala per incontrare gli ospiti. Sono ritratti con estrema dolcezza un uomo e una donna nella loro camera da letto, è la prima notte di nozze e i loro sguardi sono pieni d’amore. Un amore che per strane casualità del destino ancora oggi noi possiamo vedere. Non so se sia stata la bravura del pittore, o il forte legame tra i due coniugi, ma da una piccola immagine si sentono ancora tante emozioni, la purezza del sentimento, il rispetto, la delicatezza, la protezione. Peccato non aver potuto ammirare l’opera da vicino ma solo dall’alto di una rampa (non sono mica Alberto Angela, eh).

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Parte della domus è stata ritrovata al di sotto di un palazzo rinascimentale dove si trova invece un ristorante, la messa in sicurezza dei reperti è stata finanziata da privati, oggi le rovine della casa romana sono visibili (ai clienti) dal pavimento di cristallo. Non ho avuto modo di andarci ma lo farò prima o poi, soprattutto è interessante l’idea di poter mangiare sospesi sopra i resti di una sontuosa sala da pranzo dell’antichità. Cambiano i tempi, cambia la forma, ma c’è una continuità nell’uso degli ambienti.

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La visita guidata continua nei sotterranei della chiesa di Santa Maria Maggiore che si trova nella piazza in cui San Francesco si spogliò dei suoi beni rinunciando alla vita materiale. Si scende nella cripta e si entra in punta di piedi in un mondo ancora diverso, classico, pagano e personale. La domus è stata attribuita a Properzio, ma non c’è assoluta certezza, sicuramente si trattava dell’abitazione di un uomo colto e amante del bello. Sono tanti i dettagli da notare attraverso questo breve ma intenso percorso.

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Nelle stanze che erano probabilmente una cucina troviamo pavimenti di marmi provenienti da diversi luoghi del’impero e forse anche riciclati… la guida ci mostra infatti un motivo botanico scolpito sotto un tassello di marmo che per caso si è staccato dal suolo. Colgo l’occasione per ringraziare e salutare la ragazza (della quale non ricordo il nome, sorry, bravissima, gentile e anche abile a comunicare con i visitatori più piccoli).

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Tra mosaici e raffigurazioni di fauna marina, c’è anche l’immagine di un granchietto. Quanto era raffinato ed elegante il mondo romano. Ovviamente quello dei ricchi, coloro che potevano investire nell’arte e nel confort della propria casa.

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Per un attimo senza fiato attraversando la splendida parete decorata con finti candelabri e quadri a tema mitologico, c’è anche Polifemo e una musa, oltre che versi in greco ancora ben visibili.

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Anche doveste dimenticarvi di tutto il resto conserverete per anni l’immagine del grande affresco del viridarium, nel quale l’arte riproduce la natura all’interno delle mura di casa. Una grande e coloratissima (ancora oggi) parete dipinta con uccelli, rami e una simmetria di cuoricini rossi, fiori e diverse specie di volatili e insetti (alcuni dei quali appaiono mentre stanno per essere mangiati, come un documentario di discovery channel di duemila anni fa).

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Una giornata diversa e una passeggiata attraverso ciò che gli occhi dalla superficie non possono vedere. L’archeologia fa bene al cuore e il mondo classico non è solo “roba da museo” ma la radice profonda della nostra identità di italiani, e di occidentali.

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Appuntamento : Ogni domenica alle 15.00 previa prenotazione e conferma

Per info Sistema Museo Domus Assisi 

Pagina Facebook di Domus Assisi

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