Monteriggioni “Di torri si corona”

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D’estate andar per feste medievali è un diletto squisito. Chi non le adora? E’ impossibile. E quella di Monteriggioni è  una della più belle in assoluto. Un evento di cui molti parlano, e non a vanvera, tanta popolarità è meritata. La corona di mura e torri citata da Dante diviene una cornice stupenda per richiamare un passato pieno di vita. L’atmosfera è inebriante, annaffiata dal prezioso contenuto rubino di corni e boccali, scandita da musiche e danze, dalle sferzate delle spade nei duelli, ravvivata da personaggi eleganti, o anche picareschi, che per le vie intrattengono o raccontano storie, creano stupore con numeri di destrezza e simpatia, appaiono e scompaiono come per incanto, lasciando spazio a qualcos’altro, come in un grande palcoscenico.

sguardi minacciosi

Ordine o Apocalisse?

E’ una festa medievale di qualità, forse un po’ costosa, soprattutto per quanto riguarda il biglietto d’ingresso, 11 – 13 euro a persona non sono poche ma sicuramente ben spese. La location è magnifica, impossibile fallire in un luogo in cui il medioevo già si respira ad ogni angolo, molto suggestivo veder passare durante la sera su e giù per i camminamenti di ronda della cittadella uomini o donne con in mano delle torce. E poi le proiezioni di vetrate gotiche sugli edifici, un grande rosone di luce sulla chiesa e un’atmosfera a lume di candela, personaggi e “imbonitori” che muovono tra le vie e le taverne intrattenendo gli ospiti e strappando sicuramente un sorriso.

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ufficialmente innamorata della pettinatura di questa ragazza

Ma a Monteriggioni i protagonisti sono gli artisti, professionisti assoluti in arti e discipline diverse le cui performance lasciano senza fiato. Si possono conoscere uno ad uno sfogliando l’interessante booklet distribuito in vari punti della festa, si scoprono i volti, i nomi e un po’ anche le storie dei personaggi che condividono con tutti straordinarie abilità. C’è il ventriloquo, simpaticissimo e acuto nel gestire il contatto con il pubblico. E poi il gruppo di musicanti e danzatrici che si esibivano su stornelli dedicati al vino e all’ebbrezza di stampo medievale (ma farciti di battute di attualità e vita quotidiana), il fachiro inglese dall’impressionante (in tutti i sensi) destrezza, e ancora musici, tamburini, mangiafuoco, danzatori, gruppi in costume e commedianti, fino al personale delle taverne.

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Messer Lurinetto e le sue rime

Ballano per mano eleganti, intrecciano i passi, si bendano, giocano, le danzatrici de La Vita Nova nei loro abiti sfarzosi d’ispirazione rinascimentale. E sorridono. Sembrano divertirsi davvero e tutto ciò mi piace. La rievocazione storica non è solo uno spettacolo ma è gioia, piacere di immergersi in un mondo passato “ri-evocare” , come suggerisce la parola, invitare di nuovo nel presente l’anima di un mondo che non c’è più. Anche se viviamo circondati da monumenti, piazze ed edifici storici la porta si è chiusa, feste di questo tipo aiutano a riaprirla, creando un ponte magico, illusorio e momentaneo tra noi e chi c’era prima di noi.

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La lavorazione dei canestri nella Piazza degli Artigiani

Monteriggioni è tutta una festa, in ogni angolo c’è gioco e una socievole armonia. Nonostante si svolga in una superficie piuttosto raccolta è difficile riuscire a seguire l’intero programma, in ogni angolo accade qualcosa, e ogni tanto ci si perde, come è giusto che sia, tra le immagini, le suggestioni e i colori, tra i tanti volti e attrazioni. Facciamo vari giri alle taverne per ristori veloci ma alla fine scegliamo di mangiare al ristorante perché con la piccola ci serve spazio e un ambiente più tranquillo. Pici e pappa al pomodoro, sapori semplici che profumano di buono, d’estate e di cucina di casa. Non ci sovraccarichiamo di cibo perché poi faremo altre “soste” e varie “ricariche” di corni e boccali. Ma anche questo fa parte dell’atmosfera giocosa e malandrina delle serate medievali.

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La piazza nel pieno della festa

Usciamo dal ristorante e fuori c’è musica. Un angelo con gigli e ali spiegati che pare uscito da un dipinto e fa partire cori registrati, baci e anche occhiate ammiccanti da drag queen. Favoloso. Si cammina ancora, la strada è poca ma tutto sembra cambiare in fretta,  i personaggi, le musiche, le atmosfere.

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l’Angelo dispettoso (Memento Ridi)

Troviamo i burattini e il teatrino, due eleganti signori in costume scambiarsi opinioni ad un angolo della strada, giocolieri, dame, gitane che suonano i loro tamburelli dai campanelli argentati, musici, monaci e ammonitori. A distanza di pochi metri c’è chi parla di clisteri e chi invece dell’Apocalisse, chi passa fiero con spade e armature, chi legge le carte nella penombra, chi modella vasellame o lascia correre delle bocce su una rampa da gioco.

Pronta per il corteo

Pronta per uscire di casa

Tutto ordinato, attentamente studiato. Tra i tanti spettacoli ho trovato molto intenso quello notturno del Giullar Jocoso e la Dama della Luna, giochi e danze con il fuoco sullo sfondo delle luci proiettate nei palazzi e l’oscurità. Musica, buio, fiamme, lo scenario splendido della piazza e tanta gente in religioso silenzio. Un momento bellissimo. E poi di nuovo un giro per vedere ancora una volta gli artigiani intenti nei mestieri, nella penombra salutiamo anche il papa e ricchi nobili con cappelli e gioielli, poi una schiera di tamburini rompe il silenzioso, la serata si riaccende.

Il fachiro in azione

Thomas Blackthorne, Il fachiro in azione

Ci sarebbero ancora cose da fare e nuovi spettacoli a cui assistere ma dobbiamo rientrare e ci soffermiamo solo qualche istante per ricambiare le monete avanzate  (mica si paga in Euro dentro la festa, solo il conio locale è ammesso). Riconsegno a malincuore le monetine perché erano una bella dell’altra. Almeno una foto ricordo però si.

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30 euro, più o meno

E’ tempo di andarcene, il tempo è volato.  Ma come appare Monteriggioni quando non c’è la festa? E’ sempre un incanto e il lato positivo è poter conoscere questo luogo senza folla e nella sua autenticità. Di questo parlerò nel prossimo post.

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I Leoni Bianchi in duello

 

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