Palazzo Cesaroni, affreschi Liberty e un panorama speciale

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Continuo il mio tour perugino alla scoperta di luoghi insoliti varcando la soglia di una palazzo estremamente elegante e raffinato (ma anche chiuso al pubblico, salvo eccezioni). Approfittando delle Aperture Straordinarie nelle scorse Giornate di Primavera del FAI ho potuto scoprire gli interni di Palazzo Cesaroni, oggi sede degli uffici e del consiglio della Regione Umbria, un tempo palazzo signorile, trasformato in lussuoso hotel con vedute mozzafiato sul centro della città.

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Seduti davanti ai giardinetti di Piazza Italia quante volte ho fissato quelle finestre, le alte colonne del portone principale, le decorazioni, i leoni, le maschere. Tutti conoscono questo palazzo, almeno da fuori. Mi ha sempre colpita quel volto di Medusa sofferente e minaccioso che guarda verso l’alto, incolpando chi e che cosa, non si sa. Ma se la facciata è bella ed imponente gli interni sono una vera sorpresa, un piccolo museo di affreschi liberty di Brugnoli e Bruschi.

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I lavori di costruzione del palazzo iniziarono nel 1897, a cavallo tra due secoli. Nel progetto si abbracciano neoclassicismo e liberty, colori sgargianti e pietra bianca, grandi scalinate e lucernari monumentali. I giovani volontari del FAI ci hanno accompagnati per le stanze maestose ed eleganti del palazzo, narrando anche la storia dell’uomo che ne ha voluto la costruzione, Ferdinando Cesaroni. Il nuovo ricco, il self made man venuto dalle Marche e sempre un po’ snobbato da perugini, eppur divenuto un imprenditore di successo nel giro di poco tempo. Appassionato anche alla Villa del Colle del Cardinale Cesaroni ne rilevò per alcuni anni la proprietà e si incaricò dei lavori di restauro delle stanze e del parco.

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Fatto strano è che Cesaroni in questo palazzo non abitò mai e ben presto venne convertito in hotel di lusso, il Palace Hotel, punto d’arrivo e di soggiorno delle personalità più importanti (e danarose) del tempo. Il grande salone, un tempo luogo di ricevimenti per l’elite degli ospiti dell’albergo, è decorato con il grande affresco della Danza delle Ore del Brugnoli, con chiari richiami al tema dell’Opera di Parigi.

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Uno splendido girotondo di danzatrici belle e aggraziate, vestite di veli trasparenti d’ispirazione classica, ognuna ha i suoi colori, le sue acconciature, i suoi fiori e gioielli.  Un inno alla bellezza e al brio giovanile, ma anche al tempo che passa e che come i cavalli in corsa nel dipinto, non si lascia trattenere, nessuno ne ha il controllo. Come una foto di un mondo sospeso tra due secoli, un’immagine spensierata e vezzosa che sembra volersi aggrappare ai fasti della Belle Epoque per paura di iniziare a conoscere Il Novecento in tutta la sua grandezza e ferocia.

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In ognuna delle sale, anche le più piccole, riconvertite in uffici, si possono scoprire affreschi delicati ed eleganti, e i temi variano di stanza in stanza.  Si passa da innamorati che guardano il tramonto a vedute dell’Umbria, flora e fauna del Trasimeno, temi mitologici, nudità eleganti, ventagli giapponesi, mandorli in fiore, colombe, farfalle, angeli e ghirlande di fiori, veli trasparenti che creano l’illusione del vero e verrebbe voglia di sfiorarli con le dita.

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Lo scalone d’onore con fiori, ori, colonne massicce e lampioncini delicati è tutto un trionfo di decorazioni, donne splendide in pose statuarie rapprestano le arti classiche, la musica, la danza, la poesia, accanto ad attività produttive e commerciali come l’architettura e l’agricoltura.  Dal 1977 divenne sede della Regione Umbria e il cortile venne riadattato per ospitare la sala del consiglio.

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Osservando il palazzo da Piazza Italia si può vedere un originale terrazzino coperto con colonne rosso pompeiano e grandi vetrate. Mi ricordavo di quel particolare e non vedevo l’ora di salire fin lassù. Purtroppo però per fare le foto mi sono improvvisata contorsionista, molto difficile poter catturare la vista di Perugia senza centrare in pieno aloni o riflessi dei vetri.

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La vista però è meravigliosa, si può vedere tutta la città con il Palazzo dei Priori e la lunga striscia di Corso Vannucci protagonisti, alle spalle Monte Tezio e vedute fantastiche sulle colline fuori dalle mura. Nei giorni limpidi, e ho avuto la fortuna di trovarlo, il panorama si allunga fino alle Marche tra montegne, tappeti verdi e piccoli centri abitati sembra tutto perfetto, come in un quadro. E da questa piccola terrazza sull’Umbria, luminosa, esclusiva e protetta dal vento, si chiude la visita guidata di Palazzo Cesaroni.

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