Scoprendo i cluster di Expo Milano : Spezie, Frutta e Legumi

Expo spezie

Meno di due settimane e poi Expo Milano 2015 vivrà solo nell’immenso album dei ricordi dei suoi visitatori, nelle migliaia di foto pubblicate in rete, nei racconti degli scettici e degli entusiasti, nella speranza che oltre al Palazzo Italia restino altre tracce di quella che è stata una manifestazione importante. Certo è che anche coloro che durante la bella stagione stavano al mare, insieme a tutti quelli che avevano storto il naso, che non erano abbastanza interessati, o che credevano che Expo fosse solo una bella confezione senza contenuti, dopo mesi di lamentele hanno improvvisamente deciso di esserci. Perchè Expo sta per finire. E forse non era così male. Ed ecco le file chilometriche ai tornelli, ingorghi colossali e una folla assurda che rende quasi impossibile visitare i padiglioni. Accorgersi in ritardo di quanto sia stata fantastica questa manifestazione è stato un errore madornale, schiacciati dalle code ora non resta che guardare un po’ tutto da fuori e vivere la sensazione di partecipare ad un evento pazzesco. E poi certo, ci son pur sempre i cluster.

La mia crociata pro-cluster va avanti da mesi, praticamente da quando ho iniziato a visitarli con calma, anche per sfuggire alle file dei padiglioni. Sono luoghi interessanti sia per rifocillarsi che per conoscere in maniera diretta le persone, i volti e i colori di tanti Paesi lontani. Ho già parlato del Bio Mediterraneo, dei Cereali e Tuberi, del Cacao e del Caffè, del Riso, delle Isole e delle Zone Aride, ora non mi resta che un ultimo cluster, il doppio blocco di Frutta, Legumi e Spezie, unito da un mercato a cielo aperto e degli spazi informativi e d’incontro. Malgrado occupi una posizione privilegiata lungo il Decumano la prima cosa che si nota è che è un po’ disorganizzato.

CLUSTER SPEZIE

Un cluster dal design semplice caratterizzato da disegni delle spezie più consumate al mondo e l’immancabile esposizione di foto, bellissimi scatti di Alex Webb che ritraggono soprattutto i colori dell’India, ancora una volta la più clamorosa assente di Expo Milano. (Come si fa a non includere l’India anche solo con il pensiero, parlando di spezie?)

L’area in cui vale assolutamente la pena entrare è quella dell’Afghanistan il cui tema è lo zafferano. Un uomo apre i suoi preziosi barattolini e vuole che tutti i visitatori annusino il suo zafferano e lo apprezzino. Ci tiene inoltre a farsi fotografare. Il profumo è inebriante e la dedizione con la quale il signore si adopera per promuovere il prodotto davvero ammirevole. Non vi lascerà uscire fino a che non sarete saturi dell’aroma del suo zafferano, siate espressivi nel manifestare il vostro indice di gradimento altimenti il barattolo passerà sotto il vostro naso innumerevoli volte.

Expo spezie

Nell’area della Tanzania spezie in recipienti di plastica lasciati l’uno sull’altro in modo disordinato, non sembrerebbe un luogo interessante ma ecco che anche quì la simpatia vince. Gli standisti, un uomo e una donna, cercano un dialogo con i visitatori e li invitano a scoprire il loro Paese, a toccare con mano i prodotti e a sorridere insieme. E poi una scritta. Vanuatu. Ammetto le mie lacune. Non avevo proprio idea che questo arcipelago esistesse nella faccia della Terra (e precisamente in Oceania). Magie di Expo, uscita dalla sua area espositiva ho iniziato ad avere voglia di andarci. Dentro tutto profuma di dolce, di vaniglia, di chutney di frutta. Date un’occhiata all’artigianato, ai tessuti ed ai depliant turistici che cercano di avvicinare Vanuatu ad alcune nicchie di potenziale pubblico, per esempio gli amanti delle immersioni.

Expo spezie Tanzania

Ultimo minipadiglione del blocco è quello del Brunei, inaspettatamente scenografico, la storia della Rotta delle Spezie è raccontata all’interno delle ceste tradizionali. Dai diari di viaggio del Pigafetta (che descrisse l’aspetto del Brunei nel XV° secolo) ai nuovi progetti di esportazione e sviluppo agricolo. Il tutto sotto una pioggia di intrecci di bambù.

legumi e spezie cluster Brunei

 

CLUSTER FRUTTA E LEGUMI

Un orto con cavoli, lenticchie, piante e alberi da frutto proprio di fronte ai padiglioni per vedere da vicino le caratteristiche di alcune coltivazioni che accomunano anche terre lontane. Lo spazio espositivo più vasto è quello dell’Uzbekistan, da una parte una tavola calda per assaggiare snack tradizionali, dall’altra entrata una piccola esposizione – museo di frutta secca, candita o caramellata, una gioia per gli occhi che mi ha fatto tornare in mente il racconto di viaggio di una mia amica, mi ricordo alcuni immagini dei mercati di Tashkent e le pile di frutti canditi, esposti come merce preziosa.

uzbekistan

Il cluster è un’occasione per conoscere qualcosa di alcune nazioni africane, come il Benin, la Guinea, la Zambia, oppure la Gambia, uno stato dalla forma serpeggiante che si sviluppa lungo il corso del fiume da cui prende il nome. La sua area espositiva è una full immersion nei piatti tradizionali, stufati di verdure, carni e patate dolci, a sostituire l’olio delle polveri di arachidi che danno consistenza oltre che sapore. Nello spazio del Congo prodotti in legno, artigianato locale e informazioni sulle coltivazioni di soya e fagioli, ottimi sostituti delle proteine animali, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

legumi e spezie cluster

Due passi e siamo in oriente, nello Sri Lanka, dove ovviamente si parla soprattutto di tè e il Kyrgyzstan, un Paese dell’Asia Centrale semisconosciuto al turismo. Un interessante esposizione dell’artigianato tradizionale. Domina il rosso e il suo frutto è il melograno, coltivato in molte aree di questo stato remoto lungo la Via della Seta.

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