Sognando l’Antica Roma. Una giornata a Cinecittà

Cinecittà 1

Lettere nere in stampatello scandite.

C I N E C I T T A’.

L’ingresso con la sua architettura essenziale ha qualcosa di nostalgico, un salto nel tempo ripensando a film in bianco e nero, ai kolossal e ai volti che hanno segnato la storia del cinema italiano. Vale la pena viaggiare in metro fino a una delle ultime fermate della linea rossa per trovarsi davanti ai cancelli di un luogo mitico.

Cinecittà apre le sue porte al turismo cinematografico seguendo un trend che non riguarda più soltanto i grandi studios americani. La ristrutturazione e la trasformazione di sets in attrazioni turistiche è un fenomeno globale che dagli Usa arriva fino in Francia, in Marocco e alle vastissime città – cinema dell’India.

Acquistando il biglietto per la visita “Cinecittà si mostra”  si ha la possibilità di vedere alcuni dei sets permanenti e un’esibizione di oggetti, costumi e cimeli usati in diverse produzioni. Non si può vagare da soli ma è necessario seguire una visita guidata all’interno degli studi che parte ad orari prestabiliti (costo del biglietto 20 Euro).

Cinecittà 2

Il set costruito per girare Roma, l’ambizioso serial di Bruno Heller, è maestoso e realizzato ad arte. E’ strano pensare che per gran parte delle sequenze siano state usate sempre le stesse location, la cinepresa le ha immortalate in più angolazioni e mani sapienti le hanno trasformate più volte in base alle esigenze, rendondole spesso irriconoscibili. Anche a telecamere spente, senza comparse in costume e circondati dal vuoto si ha l’impressione di vedere sempre un luogo diverso, e soprattutto un luogo reale. Passeggiando per il set si realizza uno dei miei sogni, con una macchina del tempo mi ritrovo in un attimo nell’Antica Roma, quella che si immagina e ricostruisce nella mente ogni volta che si cammina per i fori, quella che appare magicamente nei libricini con i fogli di lucido venduti nei baracchini di souvenir. Un’illusione più elegante di quella mostrata dei vecchi film peplum e sicuramente più emozionante di qualsiasi scenario posticcio dei parchi a tema.

Cinecittà 3

Durante un’estate caldissima ho divorato puntata dopo puntata tutte le due stagioni di Roma, ritrovandomi spesso a vedere in una sola sera anche quattro episodi, uno in fila all’altro. Era diventata una forma di dipendenza, tanto che alla fine della seconda stagione ne sentivo la mancanza e tornavo a riaprire le puntate già viste.

Nonostante sia stato un serial girato per la Tv l’impronta è quella da grande cinema, alla produzione fastosa si aggiunge la completa mancanza di censure e buonismo, caratteristiche che hanno reso gli episodi girati a Cinecittà più accattivanti e completamente diversi da quanto visto in precedenza. Seppur con alcune incongruenze storiche i personaggi di Roma non si dimenticano, tanto che ora mi resta difficile immaginare il volto di Augusto senza vedere davanti gli occhi glaciali dell’attore che lo ha interpretato o non sorridere pensando alle battute ammiccanti, pratiche e un po’ lascive del Marco Antonio televisivo.

Cinecittà 4

Se si è amato un film la visita del suo set è un momento suggestivo e terribilmente appagante. Data la mole e la bellezza formale della struttura le scenografie permanenti di Roma sono state usate per altre produzioni e sono ora uno spazio multifunzionale. Il turismo non è che uno dei tanti modi per riutilizzare il set e garantirne un continuo mantenimento (per fortuna).

Cinecittà 5

Il cinema è un’arte nella quale si fondono non solo il talento degli attori e la visione del regista ma anche la creatività di tantissime altre persone, artigiani, scenografi, tecnici, compositori, etc. , è un’arte che si dipinge a più mani, pennellate diverse creano un tutt’uno, tanti tasselli che riuniti compongono una sola materia. Ma a rendere tutto più bello è lui: il sole di Roma. Un sole che bacia le scenografie in finto marmo con una luce perfetta, e le rende vive. Il clima magico della Capitale sembra anch’esso parte della costruzione cinematografica e credo che poco sia variato, nonostante i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, dall’Era Repubblicana.

 

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