Tutto è buono a Boccadasse

Boccadasse

Questa focaccia è veramente buona“. E la signora del negozio risponde Tutto è buono a Boccadasse.  Non ero ancora nemmeno entrata nel borgo ma non potevo ricevere un miglior biglietto da visita in mano.
La proprietaria aveva ragione. Non solo c’è positività da vendere ma il contesto pare piuttosto incredibile. Siamo ancora così vicini a Genova e al grande porto che e’ strano trovare un posto così appartato all’interno di una realtà urbana indaffaratissima. Un luogo che non c’è. Tanto che si perde anche il navigatore, si volatilizzano le indicazioni e i cartelli e al terzo tentativo iniziamo a chiedere fermando la gente per strada. Non si intravedono tracce ma seguiamo alla lettera le parole che ci sono state dette, lasciamo l’auto e proseguiamo a piedi. Ma Boccadasse… dov’è??

Boccadasse

Ancora una via in discesa e poi si entra in una rete fitta di stradine strette completamente in contrasto con tutto ciò che si trova dieci metri indietro. Ed eccolo qui. Ci appare il borgo e la sua spiaggia, già affollata alla prima giornata di sole. Boccadasse esiste, e lì è veramente tutto buono. Le case addossate l’una all’altra dai colori vivaci, gelaterie, ristoranti, e una lunga fila di barche, non messe lì per caso o per fare scena ma lasciate dai pescatori al termine del lavoro. Una piccola appendice di Genova che ha conservato il suo aspetto antico a tutti i costi ed è diventata negli anni luogo del cuore e rifugio degli artisti.

Boccadasse

Ma il luogo più bello è senza dubbio la grande terrazza e la vista del borgo nell’insieme. Salendo fino al balcone panoramico Boccadasse sembra un puzzle di case colorate senza neanche un pezzetto mancante. E sullo sfondo l’inconfondibile profilo della costa ligure. Montagne che si tuffano, onde che si infrangono sugli scogli coprendo ogni rumore inutile con la loro voce. La Liguria è una terra che regala sempre emozioni. Come la sua geografia riassume non ci sono vie di mezzo. Si passa da un estremo all’altro, la cosa mi affascina, mi rapisce, ed è un po’ il mio modo di vivere e di pensare. Non ho bisogno di vedere niente in particolare se non sentire di essere in Liguria.

Boccadasse 3

Salire e scendere tra le stradine di ciottoli è la parte migliore della visita, un esercizio appagante ma ci vuole un buon fiato. Scalare tra fili di bucato steso al sole, piantine e profumi di cucina dalle finestre una delle tante creusa come vuole il dialetto genovese e come ricorda il testo di Crêuza de mä di De Andrè.  Boccadasse è anche l’angolo della città più amato dai cantautori genovesi, da Luigi Tenco a Fabrizio De Andrè, fino a Gino Paoli, uno dei celebri abitanti e amanti di Boccadasse, che pare abbia scritto alcuni versi de La Gatta pensando agli scorci di questo angolo nascosto di Genova.  La vecchia soffitta vicino al mare, e la finestra a un passo dal cielo blu si trovavano proprio quì? Pare di si. I micetti intorno non mancano, e come in ogni porto sbirciano curiosi tra le barche in cerca di qualche bocconcino dimenticato.

 

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