Un matrimonio longobardo a Nocera Umbra

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Ogni occasione è buona per tornare a visitare un borgo adorabile nascosto tra colline verdi, luogo di pace e di aria fresca anche nelle lunghe giornate estive, con edifici legati alla vita pratica e religiosa del medioevo come in tanti altri piccoli centri italini. Da qualche anno ormai Nocera Umbra ospita un’interessante rievocazione storica, il Luglio Longobardo, un weekend di appuntamenti culturali, spettacoli e mostre che riportano il popolo germanico di guerrieri a calpestare ancora una volta le strade dell’Umbria.

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Nel programma c’erano eventi di vario tipo, incuriosita ho scelto di andare per la rievocazione di un matrimonio longobardo e fare un giro all’accampamento e al mercato dei mestieri medievali. Rievocatori che raccontano la vita quotidiana nell’Alto Medioevo attraverso l’artigianato, i giochi, i passatempi, la medicina, le armi, il conio e la scrittura. La location di per sè è molto bella, una lunga passeggiata sotto i portici affacciati come una balcone sulle colline. Più avanti i tavoli in legno della taverna, e le cucine, da una porta aperta vedo parecchie signore indaffarate, pentoloni in cottura e un gran buon profumo. L’aria di festa, i borghi della mia regione e una splendida giornata di sole. Adoro l’estate, tutto è carico di energia positiva.

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Una bella sorpresa è stata la mostra, allestita a Palazzo Donini come un piccolo museo temporaneo con copie di reperti archeologici del mondo longobardo realizzati benissimo, nelle vetrine si potevano osservare dettagli di monili, fibule, pettini, collane, corni di vetro e oreficeria. Pannelli didattici ricordano la storia, gli usi e i costumi del popolo longobardo, per rinfrescare la memoria di visitatori e spiegare il legame tra questo popolo e la città di Nocera Umbra. Le copie esposte sono fedelmente riprodotti nei dettagli dagli artigiani del gruppo archeologia sperimentale GASAC e del tutto somiglianti al tesoro ritrovato nel 1897 e ad altri reperti custoditi nei musei italiani.

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La scoperta delle necropoli longobarde a Nocera, risalenti agli anni successivi alla fondazione del Ducato di Spoleto, fu un evento sensazionale. un ritrovamento fatto per caso da un contadino che stava lavorando alla vigna (e che cercò di tacere e tenere nascosto il tesoro), l’uomo provando a contrattare con alcuni orafi venne però identificato e gli oggetti sequestrati e presi in esame.  Gli scavi successivi portarono alla luce nuovi ritrovamenti, corredi funebri femminili e maschili, armi e oggetti di uso quotidiano, molti di questi tesori hanno lasciato il borgo alla volta di Roma, per essere esposti al Museo dell’Alto Medioevo.

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Uscita dalla mostra torno dalle parti dell’accampamento longobardo, la location è cambiata rispetto al programma online ma il matrimonio longobardo s’ha da fare, infatti vedo i figuranti prepararsi e organizzarsi attorno al portale della chiesa di San Filippo. Attori e ospiti dell’evento sono il gruppo Gens Longobardorum di Salerno e la Scuola di Scuola di Scherma Antica Fortebraccio Veregrense. La rievocazione inizia un po’ in ritardo, e forse alcuni turisti in giro se ne sono andati a pranzo, in piazza siamo pochi e ne approfitto per avvicinarmi a guardare i dettagli di ogni personaggio e costume. Quello proposto è un rito cristiano con elementi assimilati dalla tradizione romana.

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La sposa, con il velo arancio come le donne romane, al momento delle nozze riceveva una dote dal padre e una dalla famiglia dello sposo, in caso di morte del marito, se doveva tornare a casa, poteva portare con sè ciò che le era stato concesso. Si tratta di una cerimonia pubblica in presenza di un’autorità religiosa, un’unione che è anche la chiara stipulazione di un contratto, con tanto di flusso di beni da una parte all’altra, ma che somiglia molto a quelli di oggi, con gli anelli e le domande alle quali dover rispondere con un SI ma che aveva probabilmente ben assimilato anche alcuni aspetti della cultura romana

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Sarà che io mi diverto a ritrovare l’India su tutto ma, quel velo sopra gli sposi, gli abiti di colori caldi, come il rosso e l’arancio e la tradizione di condividere un dolce al termine della celebrazione, ancora una volta mi riportano sia alla Roma antica che … all’India. Soprattutto quando al termine delle nozze gli sposi e  gli ospiti inziano ad “imboccarsi” a vicenda come buon augurio, ma anche come senso di unione, di nuova appartenenza reciproca. Un gesto molto comune in qualsiasi ricorrenza indiana, dai fidanzamenti ai compleanni. A pensarci il mondo è piccolo, e tante cose ritornano, abbattendo barriere geografiche e temporali.

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Al termine delle nozze nell’accampamento tornano in azione archi, scudi e spade. Allenamenti di combattimento sono in corso e alcuni dettagli di queste armature si possono osservare da vicino. L’abilità con le armi era una dote essenziale, il sovrano veniva scelto in base al coraggio e al valore in battaglia, e quando dal paganesimo i longobardi inziarono a cristianizzarsi, il loro patrono fu San Michele, l’Arcangelo con la spada (che richiama in qualche modo l’immagine del nordico Odino). Anche se forse c’erano più appuntamenti e spettacoli in programma per la sera, la mia giornata al Luglio Longobardo mi è piaciuta. Un evento più culturale che d’intrattenimento, con pochi figuranti ma buoni e una mostra decisamente ben fatta. Ma soprattutto ho adorato riscoprire ancora una volta Nocera Umbra, un bellissimo borgo che a diciotto anni dal sima, e dopo interventi di ricostruzione e rilancio, si mostra oggi nel suo aspetto originale.

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