Zone Aride e Isole, Mare e Cibo. A spasso per i cluster di Expo Milano

isole mare cibo

I cluster Zone Aride e Isole, Mare e Cibo occupano un angolo un po’ isolato di Expo,  la loro posizione un marginale scoraggia i visitatori che prendono d’assalto principalmente ciò che incontrano a vista lungo il Decumano. Se si ha il tempo, o si vuole fuggire la caos, vale la pena allungare la visita all’Albero della Vita, al Cluster Bio-Mediterraneo, o a qualche padiglione, per raggiungere questa area e conoscere nuove realtà.

ZONE ARIDE
Vivere nel deserto è per molte popolazioni una sfida giornaliera, nella quale per vincere è necessario ottimizzare le risorse e la propria capacità di adattamento, contrastare la natura insidiosa del territorio e migliorare i mezzi e le materie prime che si hanno a disposizione. Questa difficile convivenza con l’ambiente ha reso ancora più prezioso il valore dell’ospitalità, l’importanza di condividere con gli altri e di sentirsi vicini, la ripetizione di gesti rituali legati all’accoglienza, come la preparazione del tè o del caffè. Con i cambi climatici la desertificazione avanza e con essa si presentano nuovi problemi, anche il suolo troppo sfruttato dall’agricoltura si impoverisce e diventano necessari interventi di rigenerazione. I pannelli esplicativi di questa area sono particolarmente interessanti e toccano diverse problematiche relative alla vita nelle zone aride, il valore dell’acqua non solo per garantire la sopravvivenza ma anche per l’igiene personale (e quindi la prevenzione di malattie ed epidemie).

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Entrando nel cluster si viene avvolti da colori caldi e tonalità pastello, già a colpo d’occhio il suo aspetto è molto accattivante. I padiglioni sono raccolti attorno ad una piazza comune, che ospita simbolicamente una fontana, ovunque forti profumi di cibo speziato, ad ogni porta si ha l’occasione giusta per assaggiare piatti nuovi e stringere la mano a Paesi lontani.

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Zighini, sapori dall’Eritrea

Dello spazio dell’Eritrea conservo un buon ricordo. Anzi, ottimo, come il piatto nazionale che ho assaggiato, lo zighini, simile a una crepe gigante farcita con funghi, cereali e salsine. Da mangiare rigorosamente con le mani. Nell’area della Mauritania delle signore sedute fuori il padiglione propongono tatuaggi all’hennè, all’interno si trova la riproduzione di un pozzo tradizionale e un’esposizione di prodotti artigianali e alimentari. La Giordania ha invece l’ambiente più spoglio, una piccola sala quasi esclusivamente dedicata alla consultazione di materiale turistico. Al centro del padiglione della Palestina un piccolo olivo e oggetti artigianali realizzati a partire proprio dal suo legno. La pianta non è solo una delle principali risorse economiche ed alimentari del Paese ma assume un valore simbolico ricordando la capacità di sopravvivere e crescere anche in un ambiente arido. Pochi passi e troviamo un nuovo Paese, il Senegal, e un nuovo albero simbolo, il baobab, a partire dal quale vengono realizzati prodotti alimentari ad alto valore nutritivo.

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Molto simpatico e sorridente il personale del padiglione del Mali, l’uomo che accoglieva i visitatori quel giorno ha speso una parola con tutti, e ha firmato i passaporti uno ad uno, in mancanza del timbro. Ha raccontato, un po’ in inglese e un po’ in francese, di vari progetti in cui è impegnato, come la produzione di marmellate di frutta, in aziende locali che promuovono l’occupazione femminile, e l’esportazione della gomma arabica.

Un unico padiglione condiviso tra Gibuti e Somalia ma due esposizioni molto diverse, il Gibuti punta sull’artigianato e la promozione turistica del Paese dal clima tropicale, mentre nello spazio somalo colpiscono soprattutto dei dipinti che ricordano le difficoltà che la sua gente ha affrontato e sta affrontando. Il profumo di incenso riempe la stanza quasi a mitigare immagini di sofferenza e infanzia rubata.

Zone aride cluster Expo

 

ISOLE, MARE E CIBO

Questo piccolo cluster riunisce in realtà molti Paesi e abbraccia diverse culture isolane (e non) dall’Africa, all’Asia ai Caraibi. Decorato ed accogliente, il cluster è un corridoio-mercato di prodotti e manufatti che collega idealmente il Madagascar a Capo Verde, passando per la Guinea e le Maldive.  Disegnato per ricordare i colori del mare, ovunque sfumature della scala del blu, una fontana – piscina e pali in bambù pendono dal soffitto creando un bell’effetto estetico, oltre che piacevoli zone d’ombra.

Il padiglione più grande è quello del Caricom, la Comunità Caraibica, che include il Belize, Grenada, Saint Lucia, Barbados, Dominica, Guyana, St.Vincent and the Grenadine e Suriname). Tanti Paesi, uno accanto all’altro e diversi prodotti esposti, dalla noce moscata di Grenada alle conserve di peperoncino del Belize, fino al rum, liquori, chips di platano e prodotti di bellezza.

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Anche in questo cluster non mancano pannelli esplicativi per approfondire temi o problemi ambientali, per esempio il Trash Vortex, un un’isola di rifiuti che si sta formando nel Pacifico per effetto delle maree. 2500 km di diametro e 30 metri di profondità,  milioni di tonnellate di plastica che si accorpano, creando una massa emergente di spazzatura di dimensioni preoccupanti.

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Merita sicuramente una sosta lo spazio espositivo delle Comore, nel quale conoscere la coltivazione della vaniglia ma soprattutto dell’albero del pane, dai frutti nono solo commestibili ma anche molto nutrienti.  Se volete curiosare tra oggetti particolari e insoliti non mancate l’area della Corea del Nord, dove tra costumi tradizionali, bambole, decorazioni ed enormi radici di ginseng c’è anche spazio per cartoline e francobolli del regime socialista.

 

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