L’Esercito di Terracotta, un mistero scritto in migliaia di volti

esercito-di-terracotta-cina-1-of-1-3

Trovarsi faccia a faccia con una di quelle immagini  viste centinaia di volte nei giornali, in internet e nei documentari. Dalla finzione alla realtà. Come si reagisce davanti a un capolavoro restituito miracolosamente al presente?  A volte si resta stupiti, ma in senso contrario, forse quel momento lo si è immaginato così a lungo da diventare “troppo a lungo” e l’effetto sorpresa va a farsi friggere nonostante l’evidente bellezza. A me è successo con l’esercito di terracotta, un capolavoro che avrebbe dovuto togliermi il fiato, e invece rimasi impassibile (almeno per un po’), colpa dell’estenuante giro di negozi per turisti che mi ero dovuta sorbire prima dell’arrivo. Tra lo shopping forzato e la stanchezza generale di un lungo tour tutto in cinese mi tirarono in salvo le interessanti spiegazioni della guida e il profilo di alcuni soldati ancora sepolti nel terreno. E si è aperto un mondo, all’improvviso è apparso ancora nuovo.

esercito-di-terracotta-cina-1-of-1
Alla mattina… in piedi all’alba, vigile anche senza il caffè (la spina nel fianco del viaggio in Cina). E con un buco nello stomaco nonostante l’assalto copioso al buffet del bar vicino all’ostello. Mano a mano che ci si avvicinava al luogo X ero carica di impazienza selvaggia. Ma a quel punto iniziarono ad arrivare le tappe medie – e pure quelle intermedie –
pausa pranzo
pausa bagno
pausa shopping
pausa visita al laboratorio artigianale di turno
pausa al negozio di seta
pausa al negozio di giada (e via alla fine mi son comprata un braccialetto, ero frustrata di aspettare fuori in mezzo alla nebbia).

Regola d’oro che non ho messo in pratica : prendere un tour giornaliero da Xi’An presso una buona agenzia di viaggi o un buon hotel (quelli proposti dagli ostelli nascondono spesso una lunga fila di tappe a sorpresa).

Poi finalmente un padiglione. Che da fuori sembra un palazzetto dello sport o lo spazio fiere di una cittadina di provincia
ma in realtà dentro…

… si trova l’esercito di terracotta!!

esercito-di-terracotta-cina-1-of-1-5
Entrando nella sala in cui si ergono fieri migliaia di soldati in armatura, con sguardi, profili e perfino pettinature tutte diverse. Finalmente lì davanti. E non mi sembrava vero. Nel senso più letterale possibile. Pareva finzione, un sogno o il racconto di qualcun altro. Avevo visto così tante volte questo luogo in foto e documentari che ho avuto l’effetto contrario di ciò che immaginavo. Tutto stupendo ma era un po’ come se l’avessi già visto, se fossi già stata lì mille altre volte prima.

L’immagine che mi ha finalmente fatto capire che non si trattava di una trasmissione Tv ma della realtà è stata questa:

esercito-di-terracotta-cina-1-of-1-4

due cavalieri di terracotta ancora scomposti e seppelliti, senza volto e quasi distrutti, così come saranno apparsi al contadino che nel 1974 pensava di scavare un pozzo ma trovò ben altro. Mentre lavorava ha iniziato a scavare in profondità trovando degli strani pezzi di terracotta e dei volti. I frammenti iniziarono a moltiplicarsi sotto i suoi occhi diventando ad ogni pugno di terra una certezza: là sotto si nascondeva qualcosa di pazzesco.  Mi immagino la reazione di totale stupore mista a dubbio e incredulità della persona che ha riportato alla luce il primo pezzettino di questo inestimabile tesoro.

L’esercito di terracotta è sinonimo di mistero. Il re che ha commissionato quest’opera deve essere stato un pazzo, un delirante matto assoluto, altrimenti come si sarebbe potuto studiare una simile opera d’ingegno ma anche di follia? Portare con sé nella tomba un fedele esercito, riprodotto maniacalmente nei dettagli, con cavalli, linee di marcia, divise, gerarchie, armi e pose realistiche create con ordine pauroso. Insieme artistico meraviglioso fatto per NON essere visto da occhio alcuno.

E’ tutto mio. E come diceva Verga “roba mia, vienitene con me!”

E invece no.

Perchè oggi questo capolavoro è Patrimonio dell’Unesco e appartiene alla Cina ma anche un po’ a tutti. Per strappare il segreto che Qin Shi Huang pensava di trascinarsi e occultare nella sua tomba basta comprare un biglietto aereo e richiedere il visto.

esercito-di-terracotta-cina-1-of-1-7

Alcune delle figure più particolari e meglio conservate (per esempio quelle che mostrano ancora porzioni dipinte coi colori originali) sono esposte nelle teche del museo adiacente al grande capannone sotto il quale riposa l’esercito.

Al museo si ferma poca gente, noi siamo con un gruppo esclusivamente cinese e quindi dato che si tratta della loro storia restano incollati ai vetri per buone mezzore. Ed io con loro. Non vedevo l’ora di osservarli da vicino e sono belli e attraenti. Dei fieri e robusti guerrieri sfoggianti pure una certa eleganza. La guida spiega tutto in mandarino, io vorrei saperne di più perché mi urta non capire una sillaba così ogni tanto mi avvicino e chiedo se può farmi un riassunto in inglese. Lei, gentilissima, non mi dice mai di no nonostante le abbia intralciato e rallentato il lavoro. I soldati raffigurati con dettagli individuali e così precisi potrebbero essere ritratti di persone reali o pensati per diventare uomini veri dopo la morte del re. E la guida (bravissima e paziente, ovunque tu sia GRAZIE) ci parla di una credenza popolare secondo la quale si pensava che in alcuni casi gli oggetti potessero prendere vita in un mondo parallelo e ultraterreno. Io scelgo di credere alla seconda ipotesi perché è troppo affascinante. Chissà se come in Toy Story quando le luci sono spente questi baldi giovani iniziano a muoversi e a parlare? Chissà se l’imperatore ancor chiuso nel suo sepolcro continua a controllarli e dare ordini?

esercito-di-terracotta-cina-1-of-1-6

Un po’ come a Pompei nel sito archeologico cercano di non portare alla luce tutto e lasciano delle ampie porzioni ancora sotto terra (in attesa di avere conoscenze maggiori su come preservare i reperti). Per esempio i colori di molti cavalieri sono spariti una volta tirati fuori dallo scavo. Ma la cosa più ingegnosa, e anche misteriosa, è che la tomba del sovrano è ancora blindata perché contenente dosi esagerate di mercurio, usato per simulare dei fiumi artificiali nella sua camera di sepoltura (scusa se è poco). Indirettamente il re aveva pure studiato una tattica infallibile per evitare di finire in mano a predoni, o per punirli in modo letale. Un sovrano forte, crudele ma anche scaltro e previdente,  soprattutto circondato da esperti pronti a fornirgli conoscenze tecniche per realizzare l’irrealizzabile.

A quel punto di colpo mi sono dimenticata del tragitto fatto, della nebbia delle ore passate ad attendere ai negozi di souvenirs e pure dei problemi con la lingua, ho pensato solo … che spettacolo, che meraviglia.

esercito-di-terracotta-cina-1-of-1-9

 

CHE NE PENSI? Se il post ti è piaciuto, se hai domande oppure ho dimenticato qualcosa lascia un commento. Sarò lieta di rispondere.