Cuba e le sue belle … campagne!

Cuba 1

Strano parlare di campagne e paesaggi rurali pensando a Cuba. Le prime immagini che saltano in mente sono le spiagge caraibiche, quelle che mi hanno tormentata negli anni sulle copertine dei cataloghi dei tour operator, quelle perfette, splendide che paiono uscite da un sogno. Oppure le case colorate de La Habana e le file di macchine d’epoca rimesse a nuovo e tirate a lustro. Ok, le palme, la musica, il Che, i sigari ma… la campagna? Certo che si. Fidandomi delle ottime recensioni di altri viaggiatori mi sono spinta fuori nella parte più occidentale dell’isola, scoprendo vallate verdissime, enormi murales, strane montagne, grotte sotterranee e piantagioni di canna da zucchero. Benvenuti nella pittoresca Valle de Viñales.

Cuba 6a

Prendere un appartamento alle porte della capitale, piuttosto che un resort a ridosso della spiaggia, mi ha permesso di spostarmi con facilità sia all’interno de La Habana (che merita tanto, tantissimo tempo) che in alcuni angoli meno conosciuti al turismo internazionale, più frequentati dai cubani in vacanza. Forse e’ stata una decisione un po’ insolita ma avuto molti più pro (anche economici) che contro. Per raggiungere Viñales dalla capitale si passa per Pinar del Rio, una città con palazzine stile coloniale, patios con colonne e ampie verande dove ripararsi dal sole. Nella città c’è una grande fabbrica di sigari che è possibile visitare, le materie prime arrivano direttamente da Vueltabajo, le distese di piantagioni nei dintorni di Pinar. La città è colorata, dominano soprattutto i toni freddi, il verde, il bianco e l’azzurro, ed e’ anche molto silenziosa.

Cuba

Lasciando alle spalle la città si apre piano piano la campagna, un paesaggio metà caraibico e metà montano, tra tenute dei campesinos, fattorie e terreni agricoli, capanne sparse tra i campi coltivati intervallati da file di palme reali, alberi sinuosi dal fusto sottile ma ben robusto, non solo piante belle da guardare ma un emblema e un simbolo di positività, leggere, forti e imponenti come bandiere.

I mogotes, colline calcaree dalle forme ondulate e morbide, danno un aspetto unico al paesaggio e paiono disposte secondo un’ordinata simmetria. Sono proprio queste montagne arrotondate e verdi l’immagine più tipica della Valle di Viñales (o dovrei dire “del” dato che Valle in spagnolo è maschile). Si incontrano alcune strutture turistiche, ben integrate nel contesto naturale ma dal gusto un po’ retrò, sono i residence e i ristoranti voluti da Fidel e costruiti negli Anni Sessanta.

Cuba ad

Immenso, e alquanto appariscente, il grande murales della preistoria che occupa la superficie del Mogote de dos Hermanas, pensato per celebrare la presenza dell’uomo in queste terre fin da tempi antichissimi. Furono infatti ritrovati nelle caverne di Viñales dei fossili e resti di animali e uomini preistorici. L’opera non sembrerebbe interessante se non si pensa al modo in cui è stata realizzata. Una roccia completamente dipinta da campesinos che non ne sapevano niente di pittura ma eseguivano dall’alto le direttive spargendo colori e tracciando figure senza avere un’idea dell’opera nell’insieme, appesi a delle funi. Le sue dimensioni sono notevoli, lungo 260 metri e alto più di 120. I turisti cubani lo preferiscono come location per farsi scattare foto, e una sosta, davanti alla grande parete non si può negare.

Cuba 6

Poco lontano un altro luogo del cuore dei turisti locali, le grotte. Percorsi a piedi e in battello all’interno delle viscere della terra tra cattedrali di stalattiti e stalagmiti. Questo tipo di escursioni si possono fare in molti luoghi anche in Europa (e senza dubbio più belli), ma provare una visita sotterranea a Cuba, tra turisti cubani e navigazione di corsi d’acqua sotterranei è comunque un’esperienza diversa e molto appagante. Acquistiamo dei biglietti per la Cueva del Indio e ci uniamo ad un gruppo in partenza con una guida, il percorso è carino ma la parte migliore è proprio l’uscita in barca dalla grotta tra le pareti rocciose ricoperte di vegetazione.

Cuba (2)

Per le strade, il più delle volte sterrate, carretti con cavalli, farfalle che svolazzano e un’ampia varietà di frutti e fiori. Tra un mogote e l’altro pianure coltivate ma dall’aspetto ancora selvaggio, palme e alberi, piantagioni di tabacco e di canna da zucchero. E prima di ripartire un bel bicchiere di jugo de la caña, schiacciato davanti ai propri occhi in uno dei tanti baracchini mobili non si può proprio rifiutare. Dolce ma fresco, semplice eppur così invitante. Ad ogni sorso ci si innamora ancora una volta di Viñales mentre un signore anziano con il cappello di paglia suona e canta con tutto il cuore La Vieja Luna.

Quiero volver a revivir la noche
porque la vieja luna volverá
ella es quien sabe donde está mi amor
ella sabe si es que lo perdí
Vieja luna que en la noche va

CHE NE PENSI? Se il post ti è piaciuto, se hai domande oppure ho dimenticato qualcosa lascia un commento. Sarò lieta di rispondere.